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Rassegna stampadi Alessandro D'Amato (Gregorj)
pubblicato il 11 giugno 2009 alle 10:30 dallo stesso autore - torna alla home

Mentre con il passare degli anni si nota sempre più – ne parla Eleonora su Blogosfere - la sua sempre più agghiacciante somiglianza con Michael Jackson e Renato Zero, ieri il colonnello Muammar Gheddafi è sbarcato a Roma in visita ufficiale per “festeggiare” le intese bilaterali con l’Italia e la ritrovata armonia tra i due paesi. Il simpatico dittatore antisemita, durante gli incontri con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e quello del Consiglio Silvio Berlusconi, esibiva – come un perfetto uomo-sandwich – una foto di Omar al-Mukhtar, l’eroe della resistenza libica contro gli italiani, nel giorno del suo arresto da parte di squadroni fascisti, l’11 settembre del 1931, a cui seguì la sua impiccagione. Ma, nonostante questo particolare – sul quale però verrà di sicuro posto l’accento da parte dei media libici, che ne disegneranno così l’indomita figura di condottiero che ricorda la storia e porta in alto i destini del suo popolo – si è sperticato in lodi nei confronti dell’Italia e dei nuovi accordi che involvono i due paesi (a tutto vantaggio della Libia, che si assicura fondi e cooperazione economica in cambio della promessa di fermare i barconi di clandestini che arrivano in Italia: una promessa che non può mantenere, se non in minima parte, ma questo ai sostenitori della realpolitik non importa).

 Gheddafi e i nipotini bastardi di Voltaire Nelle more di ieri, è anche accaduto che il previsto discorso al Senato del dittatore antisemita non avrà luogo. E questo è un vero peccato, subito stigmatizzato dai nipotini di Voltaire i quali, a destra come a sinistra, dimostrano come al solito di avere la memoria corta. “Gheddafi e il suo popolo hanno subito il colonialismo fascista, hanno diritto a un risarcimento!“, urlano tenendo in mano il Candido, mentre la Fondazione ItalianiEuropei di Massimo D’Alema si schiera a favore del leader libico. E noi, come il mitico filosofo Pangloss, la caricatura di Leibnitz del libro del pensatore francese che pensa che, anche se tutto va male, questo è il migliore dei mondi possibili, non possiamo che schierarci con loro. Ricordiamo infatti che Gheddafi è buono e simpatico e i missili che tirò contro l’Italia nel 1986 fecero solo dei buchi nell’acqua. Si, vabbè, qualche volta anche Gheddafi ha esagerato con Israele, come quando nel 1998 disse di volerlo trasferire in Alaska. Ma in fondo era una proposta simpatica e innocente, siamo sicuri che anche la forzista Fiamma Nirestein concorderà sulla maggiore pericolosità, rispetto a quei quattro poveri imbecilli che bruciano le gloriose bandiere dello stato ebraico, di un dittatore arabo che da anni finanzia, protegge e addestra terroristi nel suo Stato. Insomma, non possiamo che concordare con questo Magdi Allam d’annata (era il 1999: piccino lui!), che però stranamente nel frattempo ha perso la voce a causa di una fastidiosa laringite, che gli è arrivata in contemporanea con il crampo dello scrittore: “Il Gheddafi che sostiene di aver reciso ogni legame con il terrorismo dopo l’ assassinio di decine di dissidenti libici e il sostegno alle più note sigle dell’ eversione internazionale, oppure quello appena condannato dalla magistratura francese per l’ abbattimento dell’ aereo dell’ Uta sui cieli del Niger nell’ 89 (170 morti) e ancora sotto processo per l’ esplosione del Boeing della Pan Am sui cieli di Lockerbie nell’ 88 (270 morti)?“.

Ora, si può anche ragionare attorno al fatto che la Libia è un paese troppo vicino per tenerselo come nemico tutto questo tempo; che è utile ad ambo le parti avere “un accordo per evitare le doppie imposizioni, un memorandum per la facilitazione del rilascio dei visti, un memorandum di cooperazione economica e scientifica nel settore delle risorse marine e uno scambio di lettere per borse di studio a un centinaio di studenti libici“. Ma sarebbe interessante che qualcuno provasse a spiegare con parole sue – e non con gli slogan copiati da Voltaire – perché bisogna per forza, altrimenti non si è abbastanza democratici, regalare anche un pulpito a uno che ha detto che Obama, durante la campagna elettorale americana, rischiava di essere assassinato dai servizi segreti israeliani nemmeno nove mesi fa. E che – ma questo è già nella storia – una volta dichiarò agli inglesi che il loro bardo William Shakespeare tradiva origini arabe, visto che l’inizio del nome sembrava suonare come la parola Sceicco (Sheik). Ricevendo dal governo anglosassone una risposta del tipo: “Sappiamo che il sole in Libia batte forte, forse il Colonnello ci si è esposto troppo in questo periodo“. Nell’attesa di questo evento, speriamo che invece abbia successo l’incontro con 700 – diconsi settecento! altro che Villa Certosa – donne italiane scelte tra deputate, imprenditrici e semplici casalinghe e guidate dalla presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia, che Gheddafi ha chiesto e ottenuto che Mara Carfagna, non a caso ministro per le Pari Opportunità, gli combinasse. Perché è sicuro che in un rigurgito d’orgoglio qualcuna di esse ricorderà quanto scritto in questo appello al femminile che circola in rete già da un po’: “Noi non vogliamo partecipare all’incontro perché siamo a conoscenza dei continui rastrellamenti, delle deportazioni delle e dei migranti attraverso container blindati verso le frontiere Sud del suo paese, delle violenze, della «vendita» di uomini e donne ai trafficanti, della complicità della sua polizia nel permettere o nell’impedire il transito delle e dei migranti. Ma soprattutto siamo a conoscenza degli innumerevoli campi di concentramento, a volte di lavoro forzato, alcuni finanziati dall’Italia, in cui donne e uomini subiscono violenze di ogni tipo, per mesi, a volte addirittura per anni, prima di subire la deportazione o di essere rilasciati“. Forse, tra una riga e l’altra di Voltaire, i suoi nipotini bastardi e paraculi dovrebbero tenere conto anche di questo. Nell’attesa, let’s rock the casbah please.

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A proposito, si ricomincia. Noemi è vergine:e’ stata sottoposta a visita medica presso la clinica ”Beata Vergine del Miracolo” di Casoria. Dagli esami risulterebbe da alcune indiscrezioni che la giovane sia illibata“. Ora, ovviamente, partorirà lo stesso tra qualche mese, ci si attende. Sotto Natale è il periodo giusto.

(immagine da Rectoverso)

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