In Svezia sì, in Italia no. Il Partito Pirata da noi sarebbe inutile

9 giugno 2009

E’ la notizia più commentata dal web a margine delle elezioni europee: il grande successo in Svezia del Partito Pirata, che entrerà nel Parlamento Europeo avendo ottenuto nel paese scandinavo il 7,4 per cento dei voti. “Una svolta che racconta come muta il sentimento popolare intorno ai temi del copyright in internet” – dice Alessandro Longo su Repubblica - “perché scopo principale del Partito Pirata è rivoluzionare le leggi sulla tutela del diritto d’autore“. E il salto dimensionale è evidente a tutti: “In Svezia ha ottenuto 200 mila voti, contro i 35 mila del 2006, quando ha provato per la prima volta il salto in Europa. È ora il quinto partito in Svezia e, si calcola, il più popolare tra chi ha meno di 30 anni“. E una parte della popolarità è di certo dovuta alla risonanza nazionale del processo contro Pirate Bay, finito con una condanna, il quale ha fatto da cassa di risonanza per le istanze di internet “libera”.

Ma forse è bene anche rendersi conto di altro, prima di cantare vittoria ed esultare per un’affermazione dovuta soprattutto alle contingenze della cronaca: ovvero, che esperienze simili non hanno avuto lo stesso successo in altri paesi. “L’entusiasmo per questa prima volta deve però fare i conti con la realtà – spiega Alessandro Bottoni, portavoce del Partito Pirata in Italia – Ci sono Partiti Pirata anche in Spagna, Germania, Francia, Polonia, Regno Unito, Italia, Finlandia. Ma solo in Svezia sono riusciti ad andare alle elezioni europee. In alcuni Paesi (Germania, Francia, Regno Unito) non sono riusciti a raccogliere abbastanza firme. In altri non ci hanno nemmeno provato. E in Italia il massimo che siamo riusciti a fare è che mi sono candidato come indipendente nelle liste Sinistra e Libertà. Che non è riuscita a entrare nel Parlamento europeo“. D’altronde, per comprendere la differenza tra noi e gli altri, per lo meno nel Vecchio Continente, basta riflettere su un dato: El Pais, dopo aver pubblicato sul suo sito internet le famose foto degli ospiti di Silvio Berlusconi a Villa Certosa, ha fatto sapere di aver ricevuto milioni e milioni di visite da tutta Europa. Di queste, soltanto 700mila sono arrivate dall’Italia. Un numero che sembra notevole, ma che in realtà è ridicolo se si pensa che sia il Corriere che la Repubblica hanno ripreso la notizia, ciascuno mettendo in bella vista il link di collegamento al sito del giornale spagnolo; e siccome i visitatori unici quotidiani dei due giornali sono più del doppio, significa che più o meno la metà dei lettori dei due maggiori giornali on line italiani non è in grado di rendersi conto che quello segnato in rosso e in maiuscolo è un link. La qual cosa ci dice molto di più, sul livello di digital divide dell’italiano medio, di qualsiasi costosa ricerca commissionata agli istituti che analizzano il web.

Le ragioni? Non è che ce ne siano molte. Anzi, in realtà ce n’è una sola ed emerge dall’analisi di un paio di grafici pubblicati da Stefano Quintarelli sul suo blog: “perche’ un candidato del Pirate party puo’ essere eletto in Svezia mentre non ha nessuna possibilità in Italia? Perché in Italia c’e’ un 23enne ogni due 43enni. In Svezia il rapporto e’ circa uno a uno. Tra 15 anni in Italia ci sara’ un30enne ogni due 60enni“. Una semplice e pura questione anagrafica: semplicemente, la generazione più interessata a questo tipo di istanze è numericamente troppo inferiore per riuscire a costituire massa critica, e quindi diventare “importante” e “contare” elettoralmente tanto da poter far valere le proprie ragioni. Tutto qui, nient’altro. E questo non vale soltanto per tematiche come il web e il diritto d’autore, ma anche per cosine un pochino più importanti come il welfare e l’occupazione in generale: basta guardare i dati degli iscritti ai sindacati, tra i quali c’è la più alta percentuale di pensionati. Ecco perché uno come Raffaele Bonanni può benissimo andare al congresso della Cisl e raccogliere applausi chiedendo una riforma delle pensioni che alzi l’età del ritiro, a patto di ridistribuire le risorse così sprigionate a favore di chi è già in pensione. In un paese come la Svezia, l’avrebbero coperto di insulti, che sarebbero arrivati soprattutto da chi di un qualsiasi tipo di welfare è totalmente privo. Al congresso della Cisl (così come a quello della Cgil o della Uil) riceve invece la standing ovation della platea, che evidentemente i conti in tasca se li sa fare. E la stessa identica cosa vale per la politica: “Se foste in campagna elettorale, quali priorità avreste ? pensioni o ricerca e sviluppo?“, si chiede ancora provocatoriamente Quintarelli. Un politico lungimirante non avrebbe dubbi nello scegliere la seconda. Ma siccome siamo in Italia, qui si governa programmando al massimo su domani pomeriggio. Sad but true.

(vignetta di Mauro Biani)

11 commenti a In Svezia sì, in Italia no. Il Partito Pirata da noi sarebbe inutile

  1. maria teresa

    C’è anche da dire che un ventenne svedese non è uguale ad un ventenne italiano, che, per cultura, e per forza di cose, è ancora molto poco consapevole ed autonomo.

  2. Verissimo, in Italia vige la gerontocrazia ovunque tranne che tra le invitate di Villa Certosa.

  3. “E in Italia il massimo che siamo riusciti a fare è che mi sono candidato come indipendente nelle liste Sinistra e Libertà. Che non è riuscita a entrare nel Parlamento europeo” Beh, c’era l’alternativa “No Euro” per sperare di entrare in Parlamento. Diciamo pure che se l’Italia non manda pirati in Europa un po’ dipende anche dal fatto che i nostri non sono proprio delle faine. :-)

  4. Gateo

    Ai ggiovani webimpegnati bastava votare ed indicare un nome, nonostante cio’ Bottoni ha ricevuto 4562 preferenze.
    Delle due l’una: ai giovani non gli frega niente delle liberta’ digitali, tanto scaricano lo stesso , magari cercando “noemi porno”.
    Oppure non e’ una questione della quantita’ di giovani, ma della qualita’: il 90/91 dev’essere stata un annata grama, sara’ stato per il mondiale perso…

  5. Loska

    Ma noi abbiamo già un candidato della rete, tsé.
    Ora anche un candidato di noi pokeristi peraltro.
    Pfui.

  6. Komintern

    In Italia si pirata e basta, a che ce serve un partito? Come piratiamo noi gli svedesi manco se lo possono sognare.

  7. Lelith

    secondo me è un problema di inflazione di ruoli: in politica di pirati ce ne sono già a centinaia tra cui scegliere, perchè andare a votare un pirata sconosciuto?

  8. Z

    Grazie per questo articolo.

    “perche’ un candidato del Pirate party puo’ essere eletto in Svezia mentre non ha nessuna possibilità in Italia? Perché in Italia c’e’ un 23enne ogni due 43enni. In Svezia il rapporto e’ circa uno a uno. Tra 15 anni in Italia ci sara’ un30enne ogni due 60enni”

    La mia domanda è…perché non posso eleggere un cazzo di candidato di un partito svedese?

    E poi…se abbiamo un limite minimo d’età per votare al parlamento e uno per votare al senato, perché non istituire un limite massimo? Magari corrispondente all’età di pensionamento…
    Così come il pensionamento obbligatorio…
    Hai 65 anni? Bene, vai a casa, goditi il frutto del tuo lavoro, ma lascia che siano i giovani a determinare le politiche per il proprio futuro. Perché il futuro di un ultrasessantacinquenne non è lo stesso futuro di un ventenne. Spero che questo sia chiaro perlomeno a tutti quelli che hanno meno di 65 anni.

  9. The weather man

    Che significa che circa metà dei visitatori del sito di Repubblica (o del Corriere) non sono in grado di rendersi conto che la parola in rosso è un link?

    Mi sembra un ragionamento strano. Mettiamo che si siano collegate 1000 persone su l’homepage di un quotidiano, 500 sono state interessate dalla notizia e hanno cliccato per vedere o saperne di più, ma molte altre, per motivi loro, non sono state interessate dalla notizia, quindi non hanno cliccato sul link.
    Questo può dimostrare che tanti italiani sono ormai indifferenti, ma non necessariamente che non sappiano riconoscere un link.

  10. @the weather

    “Mettiamo che si siano collegate 1000 persone su l’homepage di un quotidiano, 500 sono state interessate dalla notizia e hanno cliccato per vedere o saperne di più, ma molte altre, per motivi loro”

    Leggi con maggiore attenzione quanto scritto. El Pais ha dichiarato che 700mila visitatori sono arrivati dall’Italia. Quella fase che tu immagini l’abbiamo già sorpassata, all’interno del ragionamento.

    “non sono state interessate dalla notizia, quindi non hanno cliccato sul link.”

    Stiamo parlando di foto di vip nudi, che oggettivamente negli stamp di Repubblica e Corriere si vedevano male. Chiunque sapesse cos’è un link, ha cliccato sul link ;-)

  11. Procellaria

    Vabbé, non puoi assumere che il 100% dei lettori di Corriere e Repubblica siano interessati a foto di vip nudi.

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