“Ho bevuto l’urina per sopravvivere”

02/05/2012 - di

Il racconto della brutta esperienza di uno studente californiano dimenticato in cella

"Ho bevuto l'urina per sopravvivere"

Uno studente dell’Università della California racconta la sua terribile esperienza alle prese con la giustizia Usa. Arrestato insieme a nove sospetti nel corso di un raid antidroga, Daniel Chong è rimasto per 5 giorni in una cella senza acqua né cibo. “Per sopravvivere ho bevuto la mia urina” ha detto ai giornalisti. “Lo abbiamo dimenticato” ammette un ufficiale della DEA

UN INCUBO DURATO 5 GIORNI – Daniel Chong ha convocato una conferenza stampa per rendere pubblico il suo personale calvario. Il 24enne studente di ingegneria dell’Università della California, fermato nel corso di un’operazione anti-droga, ha spiegato di essere rimasto per 5 giorni dentro una cella di sicurezza del centro della DEA (Drug Enforcement Administration, l’agenzia Usa che si occupa della lotta alla droga) di Kearny Mesa, senza che gli venisse concessa la possibilità di ricevere generi di prima necessità quali acqua e cibo e senza avere accesso ai servizi igienici. Il ragazzo ha raccontato ai cronisti di essere stato costretto a bere la propria urina per combattere la sete, e di aver rotto i propri occhiali a morsi per scriversi “mamma scusami” sul braccio.

ARRESTATO E DIMENTICATO – Il fermo di Daniel Chong è arrivato il 21 aprile al termine di una grossa operazione della DEA, nella quale – stando a quanto comunicato dall’agenzia stessa – sarebbero state sequestrate 18.000 pasticche di ecstasy, oltre ad altri tipi di sostanze stupefacenti ed armi. Nove persone sono finite in carcere, e tutte sono state sottoposte agli interrogatori di rito. “Ogni soggetto è stato sentito in una stanza singola – ha detto l’ufficiale della DEA Amy Roderick – per questo c’è stato un viavai continuo tra una cella e l’altra. L’individuo in questione è stato accidentalmente dimenticato in una cella”. Cheng ha affermato che ad un certo punto un agente gli ha detto che sarebbe stato lasciato andare, e che avrebbe dovuto soltanto attendere il suo turno. Ma le porte della sua stanza di 1,5 metri per 3 non si sono aperte.

URLA E ALLUCINAZIONI – Quando Cheng ha capito che qualcosa stava andando storto, e che l’attesa si prolungava più del dovuto, ha cominciato ad urlare. Quando improvvisamente si sono spente anche le luci, ha raccontato di aver cominciato ad essere preda di forti allucinazioni. Per alleviare le sofferenze derivanti dalla privazione di acqua e cibo ha raccolto e bevuto la propria urina, ed in un momento di follia ha anche morsicato i suoi occhiali per ottenere una scheggia di vetro ed incidersi “scusa mamma” sul braccio. Non solo, Cheng ha ingerito una polvere bianca trovata nella stanza dove era rinchiuso e identificata più tardi come metanfetamina dimenticata dagli agenti. Secondo la NBC il ragazzo avrebbe perso 15 kg durante il suo calvario. La parola fine alla sua storia è arrivata il 25 aprile, quando la porta della sua cella si è aperta, ed un uomo della DEA si è presentato con l’acqua chiesta 5 giorni prima dal detenuto. Il 24enne, che non è stato incriminato per nessun reato, è stato ricoverato per le conseguenze della disidratazione e per la perforazione di un polmone dovuta all’ingerimento di pezzi di vetro. La DEA non ha commentato l’accaduto, ma l’avvocato di Cheng è pronto a procedere con una causa federale.

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2 Commenti

  1. Alessandro scrive:

    Beh credo che ci siano i presupposti per una bella causa. Cavolo è stato lasciato chiuso per 5 giorni senza acqua nè cibo e neanche i servizi igienici. Una cosa del genere non viene riservata neanche ai terroristi e parlare di semplice dimenticanza è RIDICOLO.

  2. Perfy Deathrash scrive:

    Io ho realizzato il film di questa storia…se v’interessa sono ben disposta a rispondere a qualsiasi intervista e domanda. Grazie, a presto! Lia.

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