Lo Stato parallelo

Il mondo delle ombre

La malattia viene dal basso, ma gli italiani guardano imbambolati solo alle caste. Come sapete la via generalmente invocata per risolvere un problema particolare è la creazione di una la legge ad hoc. E’ un’abitudine da fessi, ma passa per altamente democratica. Una legge per sua natura non dovrebbe mai essere ad hoc, avere caratteri di stabilità, ed essere l’ultima risorsa cui ricorrere, dopo aver scartate tutte le altre. (E’ curioso che lo si noti solo quando la mala pratica viene imputata al Cavaliere, e come in tutti gli altri casi, a fin di bene s’intende, risulti accettabilissima.) Se il problema è più vasto e riguarda un settore dell’economia, della vita pubblica, della società, ecco che a sorvegliare, punire ed indirizzare arriva un dittatorello ad hoc, dall’esotico appellativo di Authority, tirato fuori solo per non farlo rassomigliare troppo ad un podestà fascista. Con tali precedenti non è poi tanto stravagante che per risolvere il problema della governabilità di questo paese si sia fatto appello all’autorità dei Tecnici. I quali ad incidere il bubbone senza avere le spalle coperte da qualche perizia o ordine superiore non ci pensano neanche dopo morti. E’ parso quindi doveroso e oltremodo naturale chiamare in loro soccorso un Supertecnico che li istruisca in merito, un commissario straordinario «per definire il livello di spesa per l’acquisto di beni e servizi», il cui incarico non durerà più di un anno, e che potrebbe essere aiutato da un subcommissario, il quale, pensiamo, curerà l’aspetto più squisitamente tecnico del compito assegnato al Supertecnico. Sarà lui, il subcommissario, l’ultima cuspide di questa mostruosa cattedrale gotica mai finita che ha sepolto la legge sotto la mole di milioni di leggi, la burocrazia sotto la metastasi burocratica, le istituzioni sotto i loro surrogati? Tutta roba, quella sì, da tagliare?