A poche ore dall’apertura delle urne è’ iniziata la fase “gol di testa di Zoff”. I sondaggi rimbalzano impazziti, con dati che variano dal disastro al trionfo per ogni singola lista. Un breve catalogo delle indiscrezioni affidabili, per evitarvi di sfasciare una finestra chiedendo chi ha fatto palo.
Sabato alle ore 15 si aprono i seggi e gli italiani potranno barrare una croce e scrivere una preferenza nelle due elezioni dove ancora si può fare, europee ed amministrative. L’attesa dei media è tutta rivolta alle soglie psicologiche dei vari partiti. Posto che il centrodestra sarà ancora in netta maggioranza, le principali formazioni politiche hanno obiettivi molto chiari da raggiungere per valutare l’eventuale successo. Il PDL ha posto l’obiettivo di scavalcare la montagna del 40%,valore mai raggiunto da nessun partito alle europee, e raramente superato dalla Democrazia Cristiana nella Prima Repubblica. L’alleato leghista vuole invece superare quel 10% trovato nelle urne del 1996, quando la sfida a Roma Polo e Roma Ulivo fu condivisa da 4 milioni
di italiani. Il partito di Bossi mira soprattutto a diventare il primo partito in Lombardia e Veneto, così da strappare ai berlusconiani la poltrona di presidente di Regione nel ducato del NordEst. Il PD rischia l’osso del collo se meno di un elettore su quattro lo voterà, mentre ogni punto percentuale in più del 25% rafforzerà le ambizioni di Franceschini, castrando ancora una volta la corsa di Bersani. Ma la vera partita in casa democratica si giocherà alle amministrative, con il rinnovo di oltre 4 mila comuni e più di 60 province in prevalenza guidate dai Democratici
IL CENTRO DEL POTERE - La sfida lanciata da Berlusconi al potere rosso non sembra avere fortuna. Gli ultimi sondaggi indicano un ricompattamento dell’elettorato di centro sinistra nelle roccaforti di Bologna e Firenze, la chiave di volta di questa tornata amministrativa. Cadessero le due città simbolo del PD, Franceschini preparerebbe immediatamente le valigie per l’Africa – chissà se troverà Veltroni alla ricerca di un multisala in Darfur - e l’intero apparato ex diessino riceverebbe convulsioni talmente forti da mettere a repentaglio l’intero partito. IPSOS e SWG sembrano confortare i cuori piddini, visto che rilevano Renzi e Del Bono vicini al 50%, con una tendenza alla crescita. L’altra roccaforte dell’Italia centrale, Perugia, ha mostrato dati abbastanza simili, anche se un imprevedibile ballottaggio potrebbe ricacciare in gola i sospiri di sollievo del primo turno. Nelle regioni rosse vanno al rinnovo la gran parte delle Amministrazioni provinciali, e i conti in casa democratica si faranno lì. Particolarmente incandescente la sfida a Reggio dell’Emilia, dove l’ex sindaco ulivista vuole far crollare la città rossa per eccellenza. Scendendo a Sud, particolare batticuore si rileva in Puglia, la regione di Max D’Alema. A Bari il segretario regionale del PD Michele Emiliano si gioca una difficile riconferma, ma la città è politicamente moderata e il ritorno dell’ex sindaco Simeone di Cagno Abbrescia provocherebbe grandi malumori ma non gli sconquassi bolognesi. Le indagini mostrano un grande equilibrio, con Emiliano davanti nel voto personale ma con il centrodestra che guida abbastanza nettamente il voto di lista. Nelle altre province pugliesi, così come meridionali, è più che ragionevole prevedere un tonfo del PD. A Napoli il cambio della guardia in Provincia è dato per scontato, con l’ex ministro di Prodi Nicolais che mai ha superato il 40% nei sondaggi. Il PDL dovrebbe così raccogliere i frutti dello spostamento dell’elettorato meridionale, che nel 2008 decretò il successo del predellino. L’effetto Noemi, tra il Tirreno e lo Ionio, non lo rileva nessuno.
FRONTE DEL NORD - Nel 2004 le divisioni del centrodestra consentirono un trionfo del centrosinistra, che strappò roccaforti forzaleghiste come Milano e Bergamo. 5 anni dopo il quadro è molto differente, con la Lega a gonfie vele, avviata verso la riconquista della palma di primo partito del Nord. Molte amministrazioni passeranno a destra, in particolare nei piccoli Comuni sotto i 15 mila abitanti dove conta solo chi arriva in testa al primo turno. In Provincia di Torino il centrosinistra spera nel cuore rosso e azionista della città, per non perdere la sua tradizionale roccaforte sabauda. Il presidente uscente Saitta se la gioca in un testa a testa con l’imprenditrice Porchietto, pregando nel ballottaggio. Il boicottaggio leghista del referendum è la vera speranza dei democratici del Nord, che potrebbero vincere al secondo turno grazie alla smobilitazione padana. Il presidente della Provincia di Milano Penati punta al ballottaggio, e gli ultimi sondaggi rilevano il suo avversario Podestà ad un soffio dal 50%. Insieme a Penati pregano per il secondo turno anche i candidati di Lodi e Cremona, province lombarde dall’aroma emiliano vista la tradizione rossa delle loro amministrazioni. In Veneto il centrosinistra confida in Padova e Venezia, dove i sondaggi sono discreti, mentre l’onda leghista spianerà la strada verso l’arrivo di Flavio Tosi alla poltrona di governatore, Berlusconi permettendo. La tenuta di Torino e Venezia e l’improbabile ma non impossibile riconferma di Milano avrebbero una fortissima ricaduta sul congresso autunnale del PD, dove il Nord potrebbe riconquistare fette di potere che nel partito sono sempre state spartite tra Regioni Rosse e Sud.
ULTIME INDISCREZIONI – Al Nord la partita si gioca sul filo del 50%, la maggioranza potenziale di PDL e Lega nella gran parte delle Province settentrionali, così come a livello nazionale. Gli ultimi sondaggi iniziano a soffrire dell’impazzimento del campione che si registra – solo in Italia – negli ultimi giorni di campagna elettorale. La mobilitazione dell’elettorato sarà il fattore al solito decisivo, e la fiducia riscossa dal governo Berlusconi soffia il vento nelle vele del centrodestra. Andrea Mancia continua a pubblicare le sue corse dei cavalli, con l’accompagnamento dal Giro d’Italia e dell’Hit Parade discografica Il quadro che ne emerge è un po’ confuso. SWG, così come Termometro Politico, rileva il PDL sotto il 40% e poco sopra il 37,4 di aprile 2008. Crespi e Digis confermano il raggiungimento dell’obiettivo minimo posto da Berlusconi al suo partito. Il PD ha trovato sollievo solo nelle indagini di Piepoli, che da mesi vede la formazione di Dario Franceschini vicina al 30%. Se il 27 rilevato da SWG e Ipsos potrebbe essere un buon tonico per i democratici, il 25 registrato da altre
case demoscopiche invece aprirà la tenzone congressuale già in piena estate. La Lega Nord dovrebbe essere vicina al 10%, anche se la tendenza degli ultimi giorni non rasserena le speranze leghiste. La doppia cifra sarà raggiunta se schegge di destra ingrosseranno il fronte padano nell’Italia centromeridionale, ma i leghisti guarderanno subito il risultato ottenuto a livello regionale. Il vero deluso delle elezioni europee rischia di essere Antonio Di Pietro, il cui consenso oscilla tra il 5 e il 9 a seconda dell’indagine. L’agognato 10% è ormai lontano, e l’effetto Noemi – con la polemica diretta Franceschini vs Papi – pare aver danneggiato l’arcinemico di Berlusconi. L’UDC traccheggia verso la conferma del risultato delle politiche, mentre per le 4 liste potenzialmente in corsa solo Lombardo può superare lo sbarramento, se la Sicilia darà il plauso al governatore per il suo rimpasto di giunta. Sinistra & Libertà e la lista comunista sono schiacciate da mesi nella triste forchetta del 2 e 3%, e i radicali registrano consensi ancora minori. Solo un sondaggio di Unicab lascia qualche speranza alle forze minori, che però rimangono sempre sotto il 4. Sono tutti voti sottratti al PD, che rafforzano la fuga solitaria di Varenne – Berlusconi. La grande galoppata verso il Grand Prix del Quirinale continua a proseguire senza ostacoli credibili.























Andrea, complimenti!
volevi dire dario, scommetto!
Eh, sì, Dario! Lapsus.
Uhm…
Vada come vada, per chi pensa che Berlusconi sia un “problema” per questo paese e uno degli “ostacoli” alle riforme, andrà male.
Il sonno continua, chissà quanto durerà.
Sulle amministrative, caro Darione, con riguardo a Perugia realtà che conosco bene e a sua volta grande roccaforte della sinistra, ho paura che le informazioni che si danno siano un po’ ottimistiche per il Pd.
Vedremo.
C.
“Sono tutti voti sottratti al PD, che rafforzano la fuga solitaria di Varenne – Berlusconi.”
Io credo che un elettore di Sinistra e Libertà o dei Radicali non sia qualcuno che sottrae voti al PD. Il suo voto esprime un’appartenenza e – nello specifico delle Europee – una scelta di persone competenti, che nulla ha a che fare con l’appartenenza al PD o un complesso di sfiducia nei suoi confronti.
L’emoraggia di voti del PD è imputabile solo alla cattiva gestione politica di un partito che non è mai riuscito a farsi davvero tale.
Se si dovesse individuare un Anti-Pd (ma anche anti sinistra) quello è il partito di DiPietro. Un partito sostanzialmente di destra che sta catalizzando voti di sinistra in luce del suo antiberlusconismo. E’ lì che il PD e gli altri dovrebbero tornare a battere cassa per alleviare le loro basse stime di rappresentatività.
Avete ragione. Per Voi è una professione, per Noi che “”Subiamo”" la situazione l’argomento è pesante.
Cosa cambia per il Paese se il Pd. Prende il 27% o il 22%? NIENTE. I dirigenti rimarranno imperturbabili al loro posto, fingeranno “”sdegno”" “”sconforto”" ma poi, andranno a incassare l’assegno Parlamentare, e se ne faranno una ragione.
E smettetela di parlare di qualunquismo, demagogia, GIUSTIZIALISMO.Basta toccare i Privilegi, gli ABUSI, la CORRUZIONE, e in automatico, scatta l’espressione GIUSTIZIALISMO. TUTTI coloro che attaccano i “”mascalzoni”",sono “”ACCUSATI “” di GIUSTIZIALISMO.Ma chi sono coloro che preferentemente utilizzano questa parola? Coloro che vengono pagati da quelli che del POTERE ABUSANO.
Dario ringrazia
sulle informazioni so che dario ha ripreso Ipsos e altri dati usciti sul Corriere dell’Umbria, però può essere che siano troppo ottimisti
piaccia o non piaccia, un indebolimento del partito principale d’opposizione rafforza la leadership di Berlusconi. Nel 2008 a Walter era riuscito il gioco di fregare un po’ di voti, ora il PD li perde e questo è un suo problema, gli elettori votano come vogliono e sono vogliono punire i democratici hanno pure le loro ragioni
I dati più importanti di queste elezioni saranno due:
1) l’astensione dal voto, che arriverà a livelli mai toccati
2) il boom della Lega
Andare a votare oggi e domani? Scelta da coglioni. L’astensionismo è la scelta vincente. Il partito dell’astensione, al 40%, sarà il primo partito di questa tornata elettorale.
Vi dò anche il numero degli italiani coglioni: 30.388.758.
Quelli che andranno a votare sabato e domenica, cioè il 60% degli aventi diritto al voto, che sono 50.664.596 (mi limito a definire “coglione” soltanto chi ha raggiunto la maggiore età, un assetto pressochè definitivo di “coglione”, e, con esso. la responsabilità di essere un coglione).
IL PARTITO DELL’ASTENSIONE, CON IL 40% DI VOTI, SARA’ IL PRIMO PARTITO ITALIANO.
Sarò comunque in grado di dare una stima più precisa lunedì mattina, quando saranno diffusi i dati definitivi dei votanti, e, con essi, la lista definitiva degli italiani coglioni.
Come altro definire, se non “coglione”, chi non ha ancora capito che andando a votare ratificherà l’elezione dei candidati scelti partiti e dai referenti dei partiti, e cioè degli individui che eseguono gli ordini dei partiti e dei loro referenti e che rappresentano gli interessi dei partiti e dei loro referenti ?
Come altro definire, se non “coglione” chi non ha ancora capito che la sovranità popolare non esiste e che gli eletti non rappresentano in alcun modo gli elettori ?
Come altro definire, se non “coglione” chi non ha ancora capito che, votando, garantisce semplicemente uno stipendio ed una futura pensione ad un certo numero di individui che del suo rappresentare gli interessi dei partiti e dei loro referenti fa un lavoro?
La “democrazia” è un’ idea astratta senza alcuna possibilità di realizzazione concreta.
La realtà è che ogni esemplare della specie Homo Sapiens rappresenta solo se stesso.
Il concetto di “rappresentanza” su cui si fonda la democrazia è una creazione astratta senza alcuna corrispondenza nel reale.
Ogni candidato rappresenta solo se stesso, la sua carriera politica ed i suoi referenti, quelli che gli permettono di fare carriera politica, di cui rappresenterà gli interessi una volta eletto.
La consapevolezza di questa realtà dIviene evidente proprio nel corso della campagna elettorale, “momento culminante” della democrazia, frequentando i retrobottega dei partiti e degli incontri con gli elettori.
Una volta finita la rappresentazione teatrale dell’incontro con gli elettori, i coglioni che votano, a cui si promette un pò di tutto per prendere il voto, si comincia a parlare di quello che è realmente in gioco: le ambizioni di carriera politica del candidato e gli obiettivi e gli scopi di queli che lo hanno candidato per rappresentare e tutelare i loro interessi.
Una soluzione potrebbe essere quella di affidare il governo ad un’oligarchia capace ed illuminata che abbia, come caratteristiche fondamentali, un rispetto totale delle regole democratiche, un interesse profondo per la res publica ed una predisposizione a saper gestire in modo saggio ed equilibrato gli interessi di tutti.
Ma anche in questo caso si manifesterebbe prima o poi il naturale ed inevitabile uso del potere per se stessi e per i propri referenti, amici e parenti, che affiora inevitabilmente ogni volta che si possiede il potere, indipendentemente dalle modalità con cui è stato ottenuto.
Il potere.
Il problema è sempre quello della gestione del potere. da parte di chiunque lo possieda ed in qualunque modo lo abbia ottenuto.
Finisce sempre per emergere, in chiunque abbia il potere, il cervello del “babbuino dominante” che governa per sè e per i suoi.
Si contano sulle dita di una mano, nel corso della storia, gli individui capaci di governare in modo effettivamente saggio la res publica, gestendo in modo equilibrato e per l’interesse generale il potere ottenuto.
Io sto con quelli che dicono che IL POTERE E’ SEMPRE UN MALE, qualunque tipo di potere.
Rimane ovviamente il problema della gestione della res publica..
Di cui qualcuno dovrà pur occuparsi.
Nella realtà va a finire che se ne occuperanno, sempre e comunque, quelli che hanno ricchezza e proprietà, per tutelare le proprie ricchezze e le proprie proprietà.
Se ne occuperanno personalmente o, più spesso, tramite dei burattini da loro guidati, che provvederanno a scegliere, candidare, propagandare e far eleggere; veri e propri “servi pagati” a cui sarà garantita la carriera politica come sbocco professionale, gratificata dai buoni guadagni e da quella “parvenza di potere” che la carriera politica garantisce
@Giamba:
Bla bla. Avevo anche cominciato a leggerti, poi ho lasciato perdere.
Io intanto voterò. Avevo già preso indirettamente del coglione dall’infame di Arcore qualche anno fa, per cui ci sono abituato ed il tuo gratuito insulto non mi scalfisce.
@Giamba: l’astensionismo sarà anche il maggior partito ma non avrà nessun poter decisionale su niente!
E chi non va a votare, a mio avviso, non ha neanche il diritto di lamentarsi dopo perché la responsabilità/dovere della scelta politica è di tutti ma se il diritto lo si butta nel cesso poi è normale essere trattati da meno di niente!
Lisa
Confermo, a Bari Emiliano gode di una buona popolarità nonostante sia una città storicamente di destra. Questo perché la gente lo vede come uno che si dà da fare e ha realizzato in concreto. Il rivale Di Cagno Abbrescia è già stato sindaco a lungo in passato ed è ricordato per la stasi, il grigiore e l’insulsaggine dei suoi mandati, che alla città non hanno lasciato nulla. Purtroppo lui ha il traino di Berlusconi…
Tutti in piedi signori. L’inno italiano.
Parcheggi abusivi, applausi abusivi,
villette abusive, abusi sessuali abusivi;
tanta voglia di ricominciare abusiva.
Appalti truccati, trapianti truccati,
motorini truccati che scippano donne truccate;
il visagista delle dive e’ truccatissimo.
Papaveri e papi, la donna cannolo, una lacrima sul visto:
Italia si’ Italia no Italia bum, la strage impunita.
Puoi dir di si’ puoi dir di no, ma questa e’ la vita.
Prepariamoci un caffe’ , non rechiamoci al caffe’ : c’e’ un commando che ci aspetta per assassinarci un po’.
Commando si’ commando no, commando omicida.
Commando pam commando papapapapam, ma se c’e’ la partita
il commando non ci sta e allo stadio se ne va,
sventolando il bandierone non piu’ sangue scorrera’ ;
infetto si’ ? Infetto no? Quintali di plasma.
Primario si’ primario dai , primario fantasma ,
io fantasma non saro’ e al tuo plasma dico no.
Se dimentichi le pinze fischiettando ti diro’
“fi fi fi fi fi fi fi fi ti devo una pinza,
fi fi fi fi fi fi fi fi, ce l ‘ ho nella panza”.
Viva il crogiuolo di pinze. Viva il crogiuolo di panze.
Quanti problemi irrisolti ma un cuore grande cosi’.
Italia si’ Italia no Italia gnamme, se famo du spaghi.
Italia sob Italia prot, la terra dei cachi.
Una pizza in compagnia, una pizza da solo;
un totale di due pizze e l’Italia e’ questa qua.
Fufafifi’ fufafifi’ Italia evviva. Italia perfetta,
perepepe’ nanananai.
Una pizza in compagnia, una pizza da solo:
in totale molto pizzo, ma l ‘ Italia non ci sta.
Italia si’ Italia no, Italia si’
ue’ , Italia no ,ue’ ue’ ue’ ue’ ue’.
Perche’ la terra dei cachi e’ la terra dei cachi. No.