UN PO’ DI NOMI – il Popolo Delle Libertà (partito che stravince la “classifica speciale”) candida in diversi collegi sia [[Silvio Berlusconi]], attuale Presidente del Consiglio (e quindi incompatibile con la carica di parlamentare europeo),
che [[Ignazio La Russa]] (incompatibile in quanto Ministro), ma anche altri parlamentari sono iscritti nelle liste (in quella dell’Italia centrale ad esempio troviamo gli onorevoli Barani, Mannucci e Rossi, in quella del nord-ovest gli onorevoli Aprea, Centemero, Ravetto e tra gli altri anche il senatore Menardi); l’Italia dei Valori ha come capolista il senatore [[Antonio Di Pietro]] e candida nella circoscrizione del Sud e Isole l’on. [[Leoluca Orlando]]; la Lega Nord risponde con il senatùr [[Umberto Bossi]] in persona, spalleggiato dall’on. Salvini (quello dei posti riservati ai milanesi sui mezzi pubblici); l’UDC presenta i Parlamentari Luciano Ciocchetti e Luca Volontè e alcuni consiglieri regionali, quali Scanderebech e Noè; la lista Bonino Pannella oltre alla stessa on. [[Bonino]] comprende l’on. Rita Bernardini; il Partito Democratico (che pure ha escluso dalle liste i parlamentari) presenta agli elettori una squadra in cui compaiono assessori e consiglieri regionali come Silvia Costa, Luisa Laurelli e i vari Barracciu, Cozzolino, Pirillo, Frascà, ecc. E i piccoli partiti non sono da meno (potremmo tuttavia essere più comprensivi con loro, proprio per le ridotte dimensioni e la maggior difficoltà di reperire un numero sufficiente di candidati): nella lista Comunista e Anticapitalista leggiamo il nome del sindaco di Gubbio Orfeo Goracci, Sinistra e Libertà è “capitanata” da quel [[Nichi Vendola]] che come ben sapete è Presidente in carica della Regione Puglia, e a destra nella coalizione MPA-La Destra-Pensionati compaiono consiglieri regionali quali Francesco Saponaro e Aldo Tracchegiani.
SPECCHIETTI PER ALLODOLE – L’obiezione che potrebbe essere logicamente fatta è la seguente : “ma che ne sappiamo che il candidato Tizio Caio, una volta eletto, non si dimetta dall’incarico per andare effettivamente in Europa?” Proviamo a esemplificare: vi sembra uno scenario plausibile quello in cui Berlusconi si dimetta dalla Presidenza del Consiglio per andare a fare il semplice deputato (neanche troppo amato) in Europa? Domanda retorica, risposta banale: così come per Berlusconi, anche negli altri casi nessuno si muoverà dalla italica poltrona (qualche dubbio in più potremmo conservarlo per gli assessori regionali), e l’eventuale elezione verrà “scaricata” sul candidato successivo nell’ordine della lista. Il che, tradotto in parole povere, significa che quel partito vuole far eleggere quest’ultimo, ma per essere sicuro del risultato iscrive alla casella precedente della lista un nome più altisonante, e lo utilizza da specchietto per le allodole. In precedenza abbiamo usato la parola “truffa“: ora che abbiamo esposto gli estremi della questione, vi sembra ancora un’espressione troppo forte?
LE CANDIDATURE MULTIPLE – Non basta. Le argute pensate dei politici italiani (ribadiamo, ITALIANI: in tutto il resto d’Europa non funziona così, le elezioni vengono ancora ritenute un evento serio, le incompatibilità costituiscono impedimento anche alla semplice candidatura) non finiscono qua. Abbiamo finora parlato di potenziali europarlamentari che non si accomoderanno mai nel Parlamento di Strasburgo perché già impegnati qui in Italia. Ma se qualcuno che non rivestisse alcuna carica in Italia volesse aumentare le proprie chances di andare in Europa, come può fare? Poiché ogni lista è divisa in più circoscrizioni (nord-est, nord-ovest, centro, sud, isole), inserendo il proprio nome in tutte, attraverso candidature doppie, triple o quadruple, la possibilità che almeno in una si venga eletti si alza. D’altro canto, il solo nome “Silvio Berlusconi” (non a caso al numero uno delle liste del PDL) richiama una quantità (fin troppo) elevata di elettori: voti che confluiranno come vi dicevamo sul candidato successivo, in ordine progressivo. Anche qui si tratta di un’usanza comune: oltre al predetto Silvio Berlusconi nel Popolo Delle Libertà (che più che capofila sembrerebbe una
specie di garante di tutte le liste presentate dal suo partito), Antonio Di Pietro per l’Italia Dei Valori, così come i suoi colleghi Luigi De Magistris, il filosofo Gianni Vattimo e Sonia Alfano; nella Lega Nord lo stesso Bossi e Mario Borghezio; nella lista Bonino e Pannella scoviamo oltre a [[Marco Pannella]] in persona, tra gli altri, Marco Cappato e Mina Welby; in Sinistra e Libertà Claudio Fava; nella lista Comunista e Anticapitalista il segretario del PDCI Oliviero Diliberto; e all’estrema destra, per Fiamma Tricolore il capolista Luca Romagnoli ma anche Alfio Di Marco. Nulla da dire invece a questo proposito per quanto riguarda UDC e Partito Democratico.
CONOSCERE PER DIFENDERSI – Ma a quel punto, avendo messo il proprio nome un po’ ovunque per racimolare voti, se si viene eletti in più di una circoscrizione contemporaneamente cosa succede? Semplice: si abbandona una circoscrizione (o più circoscrizioni) a scelta, tradendo ancora una volta la fiducia dell’elettore. Anche questa, ad esser “comprensivi”, ci sembra quantomeno una furberia. La non conoscenza di questi meccanismi è “delittuosa” quanto i meccanismi stessi. Anzi, verrebbe da dire che ne è la causa principale. Chi non sa non può scegliere se difendersi, se “punire” i responsabili, se eventualmente ribellarsi e chiedere rigore e rispetto per i cittadini. Usiamo l’unica arma che abbiamo a diposizione: informiamoci! Il voto consapevole è oggi l’unica forma di recupero di spazi democratici.






















Benvenuto!
Il pezzo è interessante perchè disvela, oltre al caso più noto ed eclatante, le tante prese in giro bipartisan che i “rappresentanti del popolo” fanno al “popolo”. Che forse anche per questo non si sente tanto rappresentato. Anche se – a sua colpa – è un po’ troppo distratto ed ignorante (nel senso che non sa e non vuole sapere)
C.
Quanti sono gli italiani coglioni? 30.388.758
Quelli che andranno a votare sabato e domenica, cioè il 60% degli aventi diritto al voto, che sono 50.664.596 (mi limito a definire “coglione” soltanto chi ha raggiunto la maggiore età, un assetto pressochè definitivo di “coglione”, e, con esso. la responsabilità di essere un coglione).
Sarò comunque in grado di dare una stima più precisa lunedì mattina, quando saranno diffusi i dati definitivi dei votanti, e, con essi, la lista definitiva degli italiani coglioni.
Come altro definire, se non “coglione”, chi non ha ancora capito che andando a votare ratificherà l’elezione dei candidati scelti partiti e dai referenti dei partiti, e cioè degli individui che eseguono gli ordini dei partiti e dei loro referenti e che rappresentano gli interessi dei partiti e dei loro referenti ?
Come altro definire, se non “coglione” chi non ha ancora capito che la sovranità popolare non esiste e che gli eletti non rappresentano in alcun modo gli elettori ?
Come altro definire, se non “coglione” chi non ha ancora capito che, votando, garantisce semplicemente uno stipendio ed una futura pensione ad un certo numero di individui che del suo rappresentare gli interessi dei partiti e dei loro referenti fa un lavoro?
La “democrazia” è un’ idea astratta senza alcuna possibilità di realizzazione concreta.
La realtà è che ogni esemplare della specie Homo Sapiens rappresenta solo se stesso.
Il concetto di “rappresentanza” su cui si fonda la democrazia è una creazione astratta senza alcuna corrispondenza nel reale.
Ogni candidato rappresenta solo se stesso, la sua carriera politica ed i suoi referenti, quelli che gli permettono di fare carriera politica, di cui rappresenterà gli interessi una volta eletto.
La consapevolezza di questa realtà dIviene evidente proprio nel corso della campagna elettorale, “momento culminante” della democrazia, frequentando i retrobottega dei partiti e degli incontri con gli elettori.
Una volta finita la rappresentazione teatrale dell’incontro con gli elettori, i coglioni che votano, a cui si promette un pò di tutto per prendere il voto, si comincia a parlare di quello che è realmente in gioco: le ambizioni di carriera politica del candidato e gli obiettivi e gli scopi di queli che lo hanno candidato per rappresentare e tutelare i loro interessi.
Una soluzione potrebbe essere quella di affidare il governo ad un’oligarchia capace ed illuminata che abbia, come caratteristiche fondamentali, un rispetto totale delle regole democratiche, un interesse profondo per la res publica ed una predisposizione a saper gestire in modo saggio ed equilibrato gli interessi di tutti.
Ma anche in questo caso si manifesterebbe prima o poi il naturale ed inevitabile uso del potere per se stessi e per i propri referenti, amici e parenti, che affiora inevitabilmente ogni volta che si possiede il potere, indipendentemente dalle modalità con cui è stato ottenuto.
Il potere.
Il problema è sempre quello della gestione del potere. da parte di chiunque lo possieda ed in qualunque modo lo abbia ottenuto.
Finisce sempre per emergere, in chiunque abbia il potere, il cervello del “babbuino dominante” che governa per sè e per i suoi.
Si contano sulle dita di una mano, nel corso della storia, gli individui capaci di governare in modo effettivamente saggio la res publica, gestendo in modo equilibrato e per l’interesse generale il potere ottenuto.
Io sto con quelli che dicono che IL POTERE E’ SEMPRE UN MALE, qualunque tipo di potere.
Rimane ovviamente il problema della gestione della res publica..
Di cui qualcuno dovrà pur occuparsi.
Nella realtà va a finire che se ne occuperanno, sempre e comunque, quelli che hanno ricchezza e proprietà, per tutelare le proprie ricchezze e le proprie proprietà.
Se ne occuperanno personalmente o, più spesso, tramite dei burattini da loro guidati, che provvederanno a scegliere, candidare, propagandare e far eleggere; veri e propri “servi pagati” a cui sarà garantita la carriera politica come sbocco professionale, gratificata dai buoni guadagni e da quella “parvenza di potere” che la carriera politica garantisce
Il popolo è bambino. Ha bisogno non che gli si spieghino le cose, ma che altri prendano le decisioni al loro posto. Anche questa cosa del voto ormai è sorpassata: i sondaggi sono molto più veloci e affidabili. L’Italia fa parte dell’Europa, ma Europa non è. Siamo molto più vicini all’altra sponda del mediterraneo. Solo che per noi è più facile scappare in Francia o in Spagna e avere i documenti per trovare un lavoro buono in un paese civile. Non si capisce perchè ancora in pochi abbiano sfruttato questo incredibile vantaggio rispetto ai nostri confratelli mediterranei (del sud).
grazie a tutti per i commenti e il benvenuto…
per ragioni di spazio nell’articolo non abbiamo potuto inserire le liste integrali dei candidati incompatibili. Le stiamo invece pubblicando sul blog politicapulita.wordpress.com .
Ci teniamo a sottolineare che non ci interessa indirizzare il voto di nessuno, quanto piuttosto informare, nella speranza che più persone possibile non si limitino alla crocetta sulla scheda ma scrivano anche il nome di un candidato che non usi i trucchetti che denunciamo.
Si tratta di perdere 5 minuti.
E forse è un primo passo per difendersi da quello che spiega Giamba: la rappresentanza di per sé è concetto ambiguo, tuttavia possiamo scegliere delle singole persone che ci appaiano più in linea con noi stessi. Il recupero della democrazia passa in primis dall’informazione libera, e poi dal sistema delle preferenze (l’uninominalità, le liste non bloccate dai partiti).
saluti a tutti
e ancora grazie
Il recupero della democrazia passa in primis dall’informazione libera, e poi dal sistema delle preferenze (l’uninominalità, le liste non bloccate dai partiti).
La rappresentanza di per sé è concetto ambiguo, tuttavia possiamo scegliere delle singole persone che ci appaiano pù in linea con noi stessi
La strada è quella..
Ma è lunga, molto lunga..
In bocca al lupo comunque..
Faccio il tifo per voi..
Con l’ottimismo della volontà..
Ma per ora mi tengo il pessimismo della ragione.
E a votare non ci vado.
col pessimismo della ragione non si fanno danni Giamba, a patto che si sia disposti a fare qualcosa d’altro.
Nel senso: ok l’astensione, la posso comprendere e accettare, ma di contro dovrebbe esserci altro impegno “sostitutivo”. Della serie: non mi fido della politica, non vado a votare, e però cerco di muovere qualcosa.
Anche se non dovesse servire a nulla in concreto.
Uolter Ueltrone dà la mazzata finale al PD: “Il voto per il PD è un voto contro l’egoismo”
Non è possibile !
MA COME SE FA A VOTA PE QUESTI?
Ancora la criminalizzazione, di matrice cattocomunista, del sano e naturale egoismo.
Ancora l’ illusione di prendere voti con queste cazzate.
Ma nun je l’ha detto nessuno a Veltroni che la democrazia è votare per chi ti rappresenta ?
Ogni individuo vota per chi lo rappresenta.
Ogni individuo vota per chi rappresta il suo egoismo.
Ogni individuo vota per chi asseconda il suo egoismo.
Ma per chi altro dovrebbe votare?
La Lega sta a arriva al 10%, rappresentando l’egoismo e gli interessi dei cittadini del Nord.
Pe nun parla de Berlusconi che dopo la sortita veltroniana supererà il 50%..
Uolter maledetto a te ma quanno impari a statte zitto ?
Quelli che si illudono di far perdere voti alla Lega con le accuse di “razzismo”..
La democrazia è rappresentanza.
Il partito votato ed il candidato votato è quello che rappresenta gli interessi degli elettori.
La Lega Nord rappresenta gli interessi degli elettori del Nord.
La Lega Nord è nata per rappresentare l’incazzatura dei cittadini del nord contro la decennale politica democriistiana, che riciclava i soldi del nord a favore del sud, facendo eleggere su questa politica individui come De Mita,. Cirino Pomicino e Gava.
La Lega Nord rappresenta interessi reali dei cittadini reali del Nord Italia, che la votano per questo, e che la voteranno sempre d più.
A partire dalla elezioni di sabato e domenica, per continuare con le prossime.
La Lega Nord è già e diventerà sempre di più decisiva per ogni futuro governo italiano.
P.S. Nel mio commento sopra potete trovare la mia dichiarazione di astensione alle prossime elezioni e le sue motivazioni.
Tanto per rispondere ad eventuali ipotesi di mio sostegno alla Lega.
Questo mio post è solo un’analisi reale di una situazione reale.
CONSAPEVOLEZZA DELLA REALTA’, insomma, come ogni mio post.
La democrazia contemporanea di stampo liberale è solamente una versione più raffinata di un regime oligarchico.
Essa si fonda su una trovata geniale: dico al popolo che siccome è lui che vota allora è lui che governa.
Quindi siccome è il popolo che governa non si può ribellare contro se stesso.
Il tutto condito con un benessere diffuso che smorza qualsiasi spinta al cambiamento e con un sistema di potere in grado di perpetuare se stesso perchè sufficientemente aperto da dare a molti la chanche di arrivare in posizioni di privilegio.
In tutto questo l’informazione è la sovrana tra le tecniche di manipolazione necessarie a mantere l’illusione del “potere del popolo” come ci dimostra il caso preso in esame nell’articolo.
Com’era la storia del sonno della ragione che genera sgorbi?
Sarò un semplicista io, ma il problema si potrebbe risolvere inserendo un comma ulteriore: lascio libertà di candidarsi a chi attualmente occupa cariche incompatibili, ma coll’obbligo se eletto di andare a fare il parlamentare europeo e di dimettersi dalla carica attualmente occupata.
Poi aggiungiamone un altro vietando le candidature multiple (sempre che si possa fare).
Io non faccio il tifo per nessuno, voto da trent’anni e non è mai cambiato niente, tranne il debito pubblico, i disservizi, la corruzione, il degrado e la colpa non è di un partito, ma del cupolone.
E’ vero, votando un partito non facciamo altro che confermare i nostri attuali politici, ormai vecchi, anche quelli giovani perchè corrotti dai primi.
Ma votare è anche un dovere (è la prima volta che non vado a votare ma sono i Uruguay per lavoro).
Ribadisco un concetto forse utopico, ma 20.000.000 di schede bianche non li manderebbero a casa tutti?
Andare a votare oggi e domani? Scelta da coglioni. L’astensionismo è la scelta vincente. Il partito dell’astensione, al 40%, sarà il primo partito di questa tornata elettorale.
Uno schiaffo alla casta ed alla partitocrazia per ripristinare la democrazia in Italia
anche io a votare non vado
Non condivido minimamente il contenuto dell’articolo, assai “beppegrillesco”. La candidatura di personaggi in posizione attuale di incompatibilità non è solo legittima, ma anche indiscutibile sia in fatto sia in diritto. La scelta degli eletti in posizione di incompatibilità viene fatta dopo, non prima del risultato elettorale. La sanzione di cui parla l’estensore non è normativa, bensì politica: gli elettori potrebbero decidere di non votare il candidato (attualmente) incompatibile oppure non votare la lista contenente candidati incompatibili (tutte o quasi tutte direi). Che poi Berlusconi possa ottenere 4 milioni di preferenze per un posto di parlamentare europeo che non lo interessa minimamente è un problema tutto dei suoi elettori e del paese che governa, in cui i gonzi sono davvero troppi, troppissimi.
Dai Gregorj proprio tu non vai a votare? Guarda che l’impegno giornalistico non è mica sostitutivo di quello politico… anzi…
Le profezie dello zio Giamba: trionfo del partito dei non votanti e della Lega Nord
I vincitori di queste elezioni?
Il partito dei non votanti (astensioni, scheda bianca, scheda nulla) al di sopra del 40% e primo partito italiano.
La Lega Nord nettamente al di sopra del 10% a livello nazionale.
Il partito di quelli che non si sentono rappresentati da nessuno di questi partiti di merda.
Il partito che rappresenta qualcosa, cioè gli interessi dei cittadini del Nord Italia.
Solo per rispondere a Marcello.
il “beppegrillesco” lo trovo piuttosto fastidioso. Se permetti noi ci siamo messi in 3 a studiarci ogni santissima lista presentata da ogni santissimo partito e ci sono volute delle ore di lavoro che nessuno paga, con l’unico scopo di INFORMARE i cittadini che c’era un problema di leggi sulle candidature.
nell’articolo non c’è mai scritto “sono tutti uguali”, cosa che fa beppe grillo da anni e che secondo noi ha contribuito a peggiorare la qualità media dell’elettore italiano (perché dire “sono tutti uguali” serve a darsi una giustificazione morale per smettere di informarsi e di cercare un proprio rappresentante).
ma soprattutto: quando scrivi che la colpa è degli elettori secondo me (qui parlo come singolo) sei presuntuoso in un modo poco democratico. Come dire “se gli altri non trovano le informazioni, cazzi loro”. Certe informazioni essenziali non dovrebbero stare su giornalettismo (con tutto il rispetto) o su dei blog sperduti, ma sulle principali reti televisive nazionali (e qui ci stava tanto bene una parolaccia rafforzativa).
vaglielo a spiegare ai milioni di ultrasessantenni che anche se c’è scritto SILVIO BERLUSCONI (o ANTONIO DI PIETRO) su quella maledettissima scheda, non stanno eleggendo berlusconi o di pietro, perché questi due non possono andarci al Parlamento Europeo.
secondo me è proprio da quando il centrosinistra ha smesso di dare questo tipo di informazioni e ha puntato tutto sull’antiberlusconismo fine a se stesso che ha perso una bella fetta di elettorato. Quello che era abituato a un partito come il PCI che ci piaccia o no in questo Paese per 30 anni ha fatto cultura e ha alfabetizzato la gente.
L’unica cosa che dobbiamo spiegare ai milioni di ultrasessantenni è che ci han proprio rotto i coglioni e che se non capiscono per che cazzo votano, che se ne stiano a casa. Peraltro, quando sono andato a votare, ho visto praticamente solo ultrasessantenni.
“[...]Antonio Di Pietro per l’Italia Dei Valori, così come i suoi colleghi Luigi De Magistris, il filosofo Gianni Vattimo e Sonia Alfano.[...]Nulla da dire invece a questo proposito per quanto riguarda UDC e Partito Democratico.”
Parafrasando il titolo dell’ultimo paragrafo del tuo articolo (conoscere per difendersi), se il problema è De Magistris, mentre “Nulla da dire invece a questo proposito per quanto riguarda UDC e Partito Democratico”, beh, informarsi per conoscere! La lista degli impresentabili di UDC e PD potrebbe essere un tema serio per un articolo serio.
Peccato che sia già stato scritto.
z. noi parlavamo di incompatibili, non impresentabili…che già è un giudizio soggettivo (per quanto penso che parlando ci troveremmo d’accordo sui nomi).
per esempio, mastella non è incompatibile, in quanto a strasburgo ci andrà. Se lo votano, tu ed io possiamo dire quel che vogliamo, ma è democrazia questa.
tutt’altra storia quando si fa votare una persona che non dovrebbe poterlo fare in quanto le regole dell’elezione non glielo consentono.