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pubblicato il 5 giugno 2009 alle 09:30 dallo stesso autore - torna alla home

UN PO’ DI NOMI il Popolo Delle Libertà (partito che stravince la “classifica speciale”) candida in diversi collegi sia [[Silvio Berlusconi]], attuale Presidente del Consiglio (e quindi incompatibile con la carica di parlamentare europeo), unione europea4 Europee, istruzioni per luso: ecco quelli da non votare che [[Ignazio La Russa]] (incompatibile in quanto Ministro), ma anche altri parlamentari sono iscritti nelle liste (in quella dell’Italia centrale ad esempio troviamo gli onorevoli Barani, Mannucci e Rossi, in quella del nord-ovest gli onorevoli Aprea, Centemero, Ravetto e tra gli altri anche il senatore Menardi); l’Italia dei Valori ha come capolista il senatore [[Antonio Di Pietro]] e candida nella circoscrizione del Sud e Isole l’on. [[Leoluca Orlando]]; la Lega Nord risponde con il senatùr [[Umberto Bossi]] in persona, spalleggiato dall’on. Salvini (quello dei posti riservati ai milanesi sui mezzi pubblici); l’UDC presenta i Parlamentari Luciano Ciocchetti e Luca Volontè e alcuni consiglieri regionali, quali Scanderebech e Noè; la lista Bonino Pannella oltre alla stessa on. [[Bonino]] comprende l’on. Rita Bernardini; il Partito Democratico (che pure ha escluso dalle liste i parlamentari) presenta agli elettori una squadra in cui compaiono assessori  e consiglieri regionali come Silvia Costa, Luisa Laurelli e i vari Barracciu, Cozzolino, Pirillo, Frascà, ecc. E i piccoli partiti non sono da meno (potremmo tuttavia essere più comprensivi con loro, proprio per le ridotte dimensioni e la maggior difficoltà di reperire un numero sufficiente di candidati): nella lista Comunista e Anticapitalista leggiamo il nome del sindaco di Gubbio Orfeo Goracci, Sinistra e Libertà è “capitanata” da quel [[Nichi Vendola]] che come ben sapete è Presidente in carica della Regione Puglia, e a destra nella coalizione MPA-La Destra-Pensionati compaiono consiglieri regionali quali Francesco Saponaro e Aldo Tracchegiani.

SPECCHIETTI PER ALLODOLE – L’obiezione che potrebbe essere logicamente fatta è la seguente : “ma che ne sappiamo che il candidato Tizio Caio, una volta eletto, non si dimetta dall’incarico per andare effettivamente in Europa?” Proviamo a esemplificare: vi sembra uno scenario plausibile quello in cui Berlusconi si dimetta dalla Presidenza del Consiglio per andare a fare il semplice deputato (neanche troppo amato) in Europa? Domanda retorica, risposta banale: così come per Berlusconi, anche negli altri casi nessuno si muoverà dalla italica poltrona (qualche dubbio in più potremmo conservarlo per gli assessori regionali), e l’eventuale elezione verrà “scaricata” sul candidato successivo nell’ordine della lista. Il che, tradotto in parole povere, significa che quel partito vuole far eleggere quest’ultimo, ma per essere sicuro del risultato iscrive alla casella precedente della lista un nome più altisonante, e lo utilizza da specchietto per le allodole. In precedenza abbiamo usato la parola “truffa“: ora che abbiamo esposto gli estremi della questione, vi sembra ancora un’espressione troppo forte?

LE CANDIDATURE MULTIPLE – Non basta. Le argute pensate dei politici italiani (ribadiamo, ITALIANI: in tutto il resto d’Europa non funziona così, le elezioni vengono ancora ritenute un evento serio, le incompatibilità costituiscono impedimento anche alla semplice candidatura) non finiscono qua.  Abbiamo finora parlato di potenziali europarlamentari che non si accomoderanno mai nel Parlamento di Strasburgo perché già impegnati qui in Italia. Ma se qualcuno che non rivestisse alcuna carica in Italia volesse aumentare le proprie chances di andare in Europa, come può fare? Poiché ogni lista è divisa in più circoscrizioni (nord-est, nord-ovest, centro, sud, isole), inserendo il proprio nome in tutte, attraverso candidature doppie, triple o quadruple, la possibilità che almeno in una si venga eletti si alza. D’altro canto, il solo nome “Silvio Berlusconi” (non a caso al numero uno delle liste del PDL) richiama una quantità (fin troppo) elevata di elettori: voti che confluiranno come vi dicevamo sul candidato successivo, in ordine progressivo. Anche qui si tratta di un’usanza comune: oltre al predetto Silvio Berlusconi nel Popolo Delle Libertà (che più che capofila sembrerebbe unaparlamentoue Europee, istruzioni per luso: ecco quelli da non votare specie di garante di tutte le liste presentate dal suo partito), Antonio Di Pietro per l’Italia Dei Valori, così come i suoi colleghi Luigi De Magistris, il filosofo Gianni Vattimo e Sonia Alfano; nella Lega Nord lo stesso Bossi e Mario Borghezio; nella lista Bonino e Pannella scoviamo oltre a [[Marco Pannella]] in persona, tra gli altri, Marco Cappato e Mina Welby; in Sinistra e Libertà Claudio Fava; nella lista Comunista e Anticapitalista il segretario del PDCI Oliviero Diliberto; e all’estrema destra, per Fiamma Tricolore il capolista Luca Romagnoli ma anche Alfio Di Marco. Nulla da dire invece a questo proposito per quanto riguarda UDC e Partito Democratico.

CONOSCERE PER DIFENDERSI – Ma a quel punto, avendo messo il proprio nome un po’ ovunque per racimolare voti, se si viene eletti in più di una circoscrizione contemporaneamente cosa succede? Semplice: si abbandona una circoscrizione (o più circoscrizioni) a scelta, tradendo ancora una volta la fiducia dell’elettore. Anche questa, ad esser “comprensivi”, ci sembra quantomeno una furberia. La non conoscenza di questi meccanismi è “delittuosa” quanto i meccanismi stessi. Anzi, verrebbe da dire che ne è la causa principale. Chi non sa non può scegliere se difendersi, se “punire” i responsabili, se eventualmente ribellarsi e chiedere rigore e rispetto per i cittadini. Usiamo l’unica arma che abbiamo a diposizione: informiamoci! Il voto consapevole è oggi l’unica forma di recupero di spazi democratici.

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