Guerra alle donne

28/04/2012 - Sono tante. E sono vittime. Mappamondo dei paesi che odiano le donne. O vorrebbero fossero oggetti. Da tenere in casa e curare. Finché obbediscono e stanno buone. Succede anche a vicino a te. Solo che forse non lo vuoi vedere. O non puoi.

Guerra alle donne

UOMINI - Gli uomini non odiano le donne. Amano invece possederle e dominarle e molti sono convinti che, per volere divino, il posto della donna sia qualche passo indietro a suo marito. Parliamo infatti di visioni di società costruite su un modello relazionale nel quale l’uomo è indubbiamente padrone e custode della donna e questo modello tende ad essere naturalmente replicato su scala statale.

ANCHE QUI - L’idea che la donna sia inferiore è stata moneta comune anche in paesi come il nostro per gran parte della storia dell’umanità e anche paesi come il nostro, nonostante gli indubbi progressi registrati, c’è ancora un lungo cammino prima che la sopraffazione sia un ricordo e che la cultura possa essere depurata dal concetto per il quale le donne si possono possedere come un oggetto, che sia addirittura possibile costituire sul loro capo un diritto proprietario che legittima persino ad uccidere la donna che si ribella a questa forma di possesso e di controllo. I “delitti passionali” e la straordinaria benevolenza con la quale sono accolti, trattati e raccontati  rispetto ad altri delitti non sono manifestazioni d’amore, ma della volontà proprietaria, perché l’amore non è quella cosa che ti spinge ad uccidere la persona che ami per il solo fatto che lei non ami te.

PAROLE - Il dibattito su FP è presto andato disperso in mille rivoli e forse non era lecito attendersi molto di più, stante la miseria dal quale è emerso e il fatto che Foreign Policy è pur sempre una rivista statunitense che la settimana prossima potrà lanciare un’identica iniziativa sul doping nello sport o sulla proliferazione nucleare. Resta comunque un’iniziativa positiva a non stupisce che abbia ricevuto una tale attenzione, visto che a prescindere  dall’occhio con il quale è stato visto all’estero il dibattito, lo slogan e il concetto della “War on Women” è tutto americano ed è emerso di necessità dopo decenni di continui degli attacchi degli estremisti cristiani, che con la complicità dei repubblicani e di parecchi altri congressisti hanno cercato in ogni modo di comprimere la libertà, soprattutto sessuale, della donna.

USA - E questo accade perché negli Stati Uniti il potere è uomo, tanto che la lista delle congressiste elette dal 1917 ad oggi sta comodamente in una paginetta. American Samoa, Delaware, Iowa, Mississippi, Northern Mariana Islands, Puerto Rico e Vermont non hanno mai eletto una sola congressista in più di un secolo, che vale per tutta la storia degli Stati Uniti, perché prima non se ne parlava proprio. La presenza di donne in parlamento non supera il 17%, nonostante nel paese non sia in vigore alcuna politica discriminatoria apparente che impedisca loro l’accesso alle assemblee legislative.

 

5 Commenti

  1. Mattia scrive:

    ma chi scrive questi articoli? A parte inesattezze e luoghi comuni, a parte il tono retorico e vagamente demagogico, mi sembra che né le cause né le soluzioni possibili siano state vagliate in questo articolo. Il ruolo della donna è declinato dal secolo scorso…ma avete mai letto a proposito della condizione della donna prima del ’900? Che ancora non ci sia una più che sacrosanta uguaglianza son d’accordo, ma non scriviamo articoli accalorati solo per dare legna (inutile) al fuoco

    • Pierpaolo scrive:

      chi li scrive? te lo dico io, un poraccio che manco sa di che parla. Sai che te dico? può esser così scemo, chissà quante mazzette se prende per scriver ste boiate.

  2. mazzetta scrive:

    L’articolo l’ho scritto io e dalla fine del secolo scorso la condizione della donne è sicuramente degradata, tanto che molte delle più significative conquiste del secolo scorso sono oggi in pericolo o in discussione

    sono pochi i paesi nei quali lo standing femminile sia oggi all’apice delle rispettive storie, nella maggior parte s’è assistito a decisi passi indietro

    • Pierpaolo scrive:

      a mazzetta, sei mai stato in romania? chiedilo ad una donna che abita li quante mazzate se pigliavano prima dai poliziotti comunisti se provavano a denunciar le sberle del marito. Quando ce son andato io e me l’hanno raccontato non ce volevo creder.

  3. Wedhro scrive:

    “Non accade perché gli uomini odiano le donne, ma perché alle donne non sono date alternative o immaginari alternativi praticabili.”

    Aspetta e spera che le alternative cadano dall’alto, e poi chi è che dovrebbe dargliele? Mi sembra di capire che se alle donne spettano tali alternative sono gli uomini a dovergliele dare. Tutto qui, serve nient’altro…?

    Il problema principale delle donne è che l’impegno politico lo delegano agli uomini perché hanno altro fa fare. Ma soprattutto, noi che cavolo ci possiamo fare se dopo aver provato a sollevare problemi come quello del “velo” islamico veniamo bollati come intolleranti dalle donne stesse che rivendicano il diritto alla sottomissione consapevole?
    OK, se sta bene a voi…

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