Qualche mito da sfatare e una soluzione da ribadire: non è il farmaco a essere buono o cattivo, ma l’uso che se ne fa
quanto si pensi. Quello che “scappa” va recuperato per evitare che il senso dello studio venga attribuito in modo distortoI NUMERI – Questa mia premessa serve a introdurre delle considerazioni relative alla relazione fra uso di antidepressivi e aumentato rischio suicidario. Esistono studi condotti in modo molto serio, si possono anche reperire gli abstract su internet con una ricerca veloce veloce. Per esempio, digitando “antidepressivi suicidio” già le prime voci riportano articoli interessanti, sia di contenuto tecnico che divulgativo, QUI, QUI, QUI e QUI per esempio. Dai link riportati (e ho citato i primi comparsi su google) ho potuto osservare che in rete possiamo trovare gli studi condotti con rigore ma questi sono difficili da decodificare per chi non è abituato al linguaggio tecnico, inoltre proprio quelli che scagionano (se così si può dire) gli antidepressivi sono risultati di ricerche che non vengono divulgati volentieri. L’orientamento generale infatti è quello di demonizzare i farmaci in uso nella psichiatria. Ma in parole povere: gli antidepressivi inducono il suicidio si o no? La risposta è “si e no“. Intanto, en passant, mi pare doveroso ricordare il primo principio che uno studente di medicina impara quando comincia a studiare farmacologia: un farmaco non può fare nulla di ciò che l’organismo stesso non sia in grado di fare, solo che la presenza del farmaco rende molto rapida una reazione che altrimenti potrebbe avere tempi più lunghi della vita stessa del soggetto.
CONDIZIONE DETERMINATA - Tornando al caso specifico, l’antidepressivo è sempre un farmaco delicato e meno maneggevole di quanto solitamente non si pensi. Il guaio con la nostra specialistica è quello che un po’ tutti si sentono in diritto di metterci mano e bocca: provate un po’ a discutere con un cardiologo sull’uso che fa degli antiaritmici e fate voi il paragone con quello che succede invece in campo psichiatrico. Usiamo la parola “depressione” per indicare troppe cose diverse. Negli articoli è citata la cosiddetta “depressione unipolare” in contrapposizione alla ricaduta depressiva del disturbo bipolare (quel disturbo a causa del quale il soggetto alterna periodi depressivi a periodi euforici o comunque di accelerazione), ed è vero che distinguere grossolanamente fra queste due forme è fondamentale ai fini di una corretta terapia. Ma non basta. La valutazione del disturbo va fatta anche su altri parametri, fra cui uno che viene spesso sottovalutato, ossia il temperamento di base dell’individuo, perché è quell’aspetto della personalità di ognuno di noi che ha radici nella genetica e nel nostro modo di reagire anche biologicamente a fattori esterni, compresi i farmaci che ci ficchiamo in corpo. E così persone con un temperamento di base fobico o depressivo rispondono agli antidepressivi secondo le aspettative, mentre chi ha caratteristiche di originalità, i temperamenti artistici o istrionici per esempio, sono coloro che potrebbero avere invece reazioni al farmaco poco piacevoli e non facilmente prevedibili: l’originalità del carattere spesso rispecchia una originalità biologica di base e queste
persone potrebbero anche reagire in modo anomalo anche ad altri farmaci, come per esempio gli antiinfiammatori. Il “disturbo” infatti non è un’entità isolata e vagante per l’aria come un virus, ma è una condizione che una determinata persona con delle caratteristiche ben precise si trova ad attraversare in uno specifico arco di tempo, ed è questa persona, nella sua interezza, che va valutata.
BENE E MALE - A parità di TIPO di depressione, a parità di GRAVITA‘ (sempre ammesso che questo sia un elemento realmente confrontabile), a parità di SINTOMI CLINICI, la somministrazione di un farmaco di tipo SSRI (sono quelli più studiati fra gli antidepressivi) può salvare una vita ma metterne a repentaglio un’altra. Ci sono comunque degli accorgimenti che uno psichiatra può mettere in atto per neutralizzare o minimizzare questi rischi, ma qui entrerei in un altro discorso che mi porterebbe fuori tema. Ciò che mi preme ricordare è che, come in tutte le cose della vita, i farmaci non sono intrinsecamente buoni o cattivi, sono degli strumenti che possono essere usati in modo corretto o in modo insensato e, ovviamente, i risultati dipendono da quest’ultimo fattore, non dalle caratteristiche intrinseche del farmaco. In questo senso anche gli studi clinici presentano dei limiti: quanti di essi sono stati fatti tenendo presente questa discriminante? Quanti ne hanno tenuto conto in via indiretta o implicita, all’atto del reclutamento dei volontari? Il mio discorso vuole essere più che altro un invito a non assorbire in modo acritico neppure il più rigoroso articolo scientifico (anch’esso è comunque il risultato di un lavoro condotto da esseri umani), a maggior ragione esorto tutti a fermarsi un attimo di fronte a titoli allarmistici prima di prendere per buone notizie che portano invece solo confusione e disinformazione.
N.B.: sicuramente in questo articolo do’ per scontate informazioni che probabilmente non lo sono affatto. Se così fosse, sono ben lieta di integrare con ulteriori chiarimenti.




“Il mio discorso vuole essere più che altro un invito a non assorbire in modo acritico neppure il più rigoroso articolo scientifico”
il quale comunque raramente è così chiaro
“La valutazione del disturbo va fatta anche su altri parametri, fra cui uno che viene spesso sottovalutato, ossia il temperamento di base dell’individuo, perché è quell’aspetto della personalità di ognuno di noi che ha radici nella genetica e nel nostro modo di reagire anche biologicamente a fattori esterni,”
Ottima affermazione dott.ssa Lai! infatti, esistono medici che imbottiscono di farmaci il paziente, come se fossero caramelle!
Complimenti per l’articolo!
Non è soltanto chiaro, è accattivante nella sua dimostrazione da teorema geometrico.
“Ma in parole povere: gli antidepressivi inducono il suicidio si o no? La risposta è “si e no“.”
Bravissima
la donna che ho più amato faceva grande uso di tali farmaci per combattere la depressione
e questo le ha consentito di rinviare l’ appuntamento con la soluzione dei suoi problemi per anni
poi un giorno non sono bastati, si è presentata all’ appuntamento ed ha deciso di suicidarsi
colpa dei farmaci ? non credo, colpa delle proprie debolezze che cercano aiuto in distrazioni illusorie e temporanee, ma che non guariscono…..il farmaco aiuta a superare crisi, ma non dà il coraggio che non si possiede, anzi,,,,,,poi tocca fare da sè
Per Juppes:
è molto difficile comprendere davvero quello che succede in una persona che arriva a suicidarsi. L’essere umano è corpo, anima, mente, spirito, un insieme che dovrebbe essere un tutto armonico e invece qualche volta non lo è. A volte certi problemi possono essere affrontati prendendoli da un solo versante, spesso invece questo non è possibile. Hai ragione, adagiarsi troppo sull’uso del farmaco in alcuni casi comporta il rischio di non affrontare tanti altri aspetti della nostra vita.
Ti abbraccio.
Mai visto un contadino abruzzese che se suicida..
Quarcosa vorra do’..
Pensatece mpò..
L’essere umano è corpo, anima, mente, spirito..
Nun te sembra che c’hai messo un pò troppa roba?
Poi nun la reggi tutta e te ammazzi..
N’ ANIMALE UYULALA N’ANIMALE..
RIAPPROPRIATI DEL TUO COPRO E DELLA TUA VITA !!
SI ATTRIBUISCONO A PROFONDI PROBLEMI SPIRITUALI
MALESSERI CHE DIPENDONO DA UN BANALE MAL DI FEGATO
@ Giamba: si suicidano anche i contadini. Io lavoro in un’area geografica in cui l’economia prevalente è agropastorale
A me nun me risulta..
Uyulala 4 giugno 2009 , 18:24
P
L’essere umano è corpo, anima, mente, spirito..
Ripeto comunque il suggerimento..
Nun te sembra che c’hai messo un pò troppa roba?
Poi nun la reggi tutta e te ammazzi..
N’ ANIMALE UYULALA N’ANIMALE..
RIAPPROPRIATI DEL TUO COPRO E DELLA TUA VITA !!
I farmaci servono solo a tene aperte le farmacie..
Mai preso uno io in vita mia..
Il corpo sta lì..
E’ semplice..
Nutrirlo il giusto, riposarlo il giusto, scopare il giusto, una sana attività fisica, lavorare poco..
E stai bene.
ti auguro solo che nessuno dei tuoi familiari si ammali al punto da costringerti a cambiare idea.
Se uno invece comincia a mettece dentro tutta quella roba che nun ce sta, e cioè anime, spiriti, fantasmi, spettri et ceteras STA SEMPRE MALE..
Ma è naturale..
So tutte illusioni per cancellare l’esistenza del solo corpo, e la sua morte..
Ch portano semplicemente a distrarsi dal curare il corpo..
Con ciò che ne consegue.
E ciò che il copro si ammala.
MEDTATE GENTE MEDITATE !!
RIAPPROPRIATEVI DEL VOSTRO CORPO, CHE E’ L’UNICA COSA CHE AVETE.
VI RIAPPROPROERETE ANCHE DELLA VOSTRA VITA.
E se se ammala more Uyulala..
Se more Uyula..
Nun è che la vita è eterna..
Tieni conto che la vita media per secoli è stata di trentam, quaranta, cinquanta anni.
CON CONSEGUENTE NATURALE RICAMBIO.
Mò invece che c’abbiamo?
Vecchi de ottanta e novant’anni rincojoniti, che nun c’hanno più un cazzo da fa e passano la giornata a rompe li cojoni..
SE MORE UYULA SE MORE..
E LA MORTE E’ NATURALE TERMINE DELLA VITA.
Tutti moriamo, Giamba. Io, te, i nostri cari. I simpatici e gli antipatici, i buoni e i cattivi. Alla morte non c’è rimedio
“Vecchi de ottanta e novant’anni rincojoniti, che nun c’hanno più un cazzo da fa e passano la giornata a rompe li cojoni..”
eh, ma pure quelli dell’età tua, eh, Giamba? Se la giocano.
Passano la vita a inventasse anime, spiriti, menti e fantasmi PER AGGIRA LA SEMPLICE E NATURALE CONSAPEVOLEZZA DI ESSERE SOLO COPRO CHE MUORE.
Poi si distraggono dalla cura del corpo e je vengono le depressioni..
IL CORPO..
CURATE IL CORPO..
CONSAPEVOLI CHE LA FINE NATURALE DEL CORPO E’ LA MORTE..
Senza anime, menti, spettri e fantasmi..
UYULU UYULA
MA COME CAZZO TE STAI A CHIAMA?
Dì la verità a zio..
Tu Jolanda te chiami..
giamba, il suo nome è scritto nella firma dell’articolo. Fai il bravo, su
Guarda questo..
Ser chiama Alessandro e se fa chiama Grigori..
Quall’antra se chiama Jolanda e se fa chioama Uyulala..
Poi passano tutto il giorno su Internet a interpreta quello che nun so..
MA CHE CAZZO STATE A FA?
TORNATE AL VOSTRO CORPO..
AL VOSTRO HIC ET NUNC.
Ma si te chiami Alessandro perchè te fai chiama Grigori?
E quella se se chiama Jolanda perchè se fa chiama Uyulala?
Nun ve sempra un sintomo pure questo?
L’anima, la mente, lo spirito, i fantasmi..
Se cambiamo nome..
Tutto per scordasse che stanno tutti lì..
So corpo e muoiono..
Poi se dissociano, je viene la depressione e je tocca a pija le pastiglie..
Bel nome Jolanda. Devo dirlo alla mia mamma che avrebbe dovuto mettermi quello anzichè Donatella. O magari tutt’e due, che mi piacciono entrambi
Fino a cinquant’anni fa eranio tutti omntadini..
Sani, belli, rubicondi..
A zappa la terra, a tene gli animali, in sintonia colò proprio copro e la natura..
Poi so arrivati Mike Bongiono, Lascie e Raddoppia, la tivvi,e r computer E NUN C’HANNIO CAPITO PIU’ UN CAZZO..
Eh..
E si te chiami Donatella scrivi DONATELLA..
Percvhè devi scrive Uyulala o Uyulali?
Donate hai mai provato a rifatte du pertiche de terra a zio?
Secondo me te passao tutet le fisime..
A Alessandro pure da mò che je lo sta a di’..
Ma nun me dè retta..
E se allontana sempre più dalla Terra.
Come diceva Dario Fo ci vorrebbe una bella zappa per rodare peso e tenere a terra, evitando i voli..
Donate me sembri pure bella piazzata..
A te se uno te dà na zappa in una giornata te fai un terreno de du pertiche..
eheheh come psichiatra guadagno meglio
Mò vado eh..
Ma voi pensatece stasera nella vostra cameretta..
Vedete che se cominciate ad intraprendere un’attività manuale e a portarla avanti quotidianamente cambierà tutto il vostro modo di pensare..
Ciao Donate..
Ciao Alessa..
Se sentimo a zio eh..
Eh..
E’ pe quello che vieni qua a fa ammatti la gente co le anime, le menti e i fantasmi..
Pe guadagna de piu’..
Anvedi Donatella che lenza..
C’ha na strategia Donatella..
Prima fa ammatti la gente co le anime, le menti, gli spiriti, i fantasmi..
Poi li cura e ce guadagna..
Curare è meglio che prevenire.
Soprattutto se fai la psichiatra.
Se guadagna de piu’.
E BRAVA DONATELLA..
Grandissima Donatella.
Quanto mi sei mancata.
Scusami se non c el’ho fatta prima di ora a commentarti, diciamo che vale la mail di ieri sera, ok?
Un sorriso su di giri
Carlo
“… Non vogliate negar l’esperienza
di retro al sol, del mondo sanza gente.
Considerate la vostra semenza
fatti non foste a viver come bruti
ma per seguir virtute e canoscenza”
(Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno canto XXVI, 116-120)
L’ho sempre detto io..
Più va dagli avvocati più fai cause..
Piu’ vai dai medici più stai male..
Na vorta che t’hanno acchiappato nun te mollano più..
Senno, come dice Donatella, CHE FA LA PSICHIATRA, je tocca mettesse a zappa..
Se lavora de più e se guadagna de meno.
Invece a fa lo psichiatra se guadagna de piu’..
E BRAVA DONATELLA!
ALMENO E’ SINCERA!
MEDITATE GENTE MEDITATE !!
Carissimo Carlo, sentirti è sempre una ventata di brezza fresca e pura. Ti abbraccio
Si Donate si..
Ormai t’amo sgamato..
E’ inutile che insisti con la virtute e la conoscenza..
Ce siamo capiti..
T’amo capito..
Donatella dalla zappa alla professione medica.
SE LAVORA DE MENO E SE GUADAGNA DE PIU’.
Carissimo Carlo, sentirti è sempre una ventata di brezza fresca e pura. Ti abbraccio
Chi è sto Carlo?
Un paziente?
Famme anna va..
Tanto qua quello che se doveva capi s’è capito..
UYULI UYULA
SE CHIAMA DONATELLA
E VE SA A COJONA !!
Giamba…na vorta che c’indovini sur senso urtimo de la vita ,te stai a esprime come un rafacano de tre cotte.’Na vorta che dichi na cosa sensata,sbaji er tono.Too ricordi come dicheno li francesi? ‘E er tono qui fait la chanson
Eccone n’antra…
Ipazia..
Come se chiamerò questa?
Filomena?
Quello se chiama Alessandro e se fa chiama Grigori..
Quell’antra se chiama Donatella e se fa chiama Uyulala..
Questa se chiama Filomena e se fa chiama Ipazia..
TUTTI DA N’ANTRA PARTE RISPETTOA DO STANNO..
CHE TRAGEDIA..
Tutta colpa de Mike Bongiorno, de lascia e Raddoppia, de la tivvi e de Internet..
Hanno trasformato un popolo di contadini sani e rubicondi in una massa de psicopatici scissi dal proprio copro ed alla propria vita.
ARIPIJATEVEEEE !!
Le Domeniche pomeriggio
d’estate,
zone depresse.
Donne sotto i pergolati a chiacchierare e a ripararsi un po’ dal sole,
uomini seduti fuori dai caffè.
Poi la fine un giorno arrivò per noi;
dammi un po’ di vino con l’Idrolitina.
Problematiche, differenze di vita, zone depresse.
Dal barbiere al sabato per chiaccherare e a turno leggere il giornale.
Le ragazze in casa o fuori nei balconi;
mi regali ancora timide erezioni; guardavo di nascosto i saggi ginnici nel tuo collegio.
Deux pas en avant, deux pas en arrière,
à droite à gauche,
au contraire,
faire un tour sur soi meme. S’arreter.
Mi piace nella tenebra schiarire
Lo spoglio autunno delle anime vostre;
E piace a me che mi volino contro
I sassi dell’ingiuria,
Grandine di eruttante temporale.
Solo più forte stringo fra le mani
L’ondulata mia bolla dei capelli.
È benefico allora ricordare
Il rauco ontano e l’erbeggiante stagno,
E che mi vivono da qualche parte
Padre e madre, infischiandosi del tutto
Dei miei versi, e che loro son caro
Come il campo e la carne, e quella pioggia fina
Che a primavera fa morbido il grano verde.
Per ogni grido che voi mi scagliate
Coi forconi verrebbero a scannarvi.
Poveri, poveri miei contadini!
Certo non siete diventati belli,
E Iddio temete e degli acquitrini le viscere.
Capiste almeno
Che vostro figlio in Russia
È fra i poeti il più grande!
Non si gelava il cuore a voi per lui,
Scalzo nelle pozzanghere d’autunno?
Adesso va girando egli in cilindro
E portando le scarpe di vernice.
Ma vive in lui la primigenia impronta
Del monello campagnolo.
Ad ogni mucca effigiata
Sopra le insegne di macelleria
Si inchina da lontano.
Ed incontrando in piazza i vetturini
Ricorda l’odore del letame sui campi,
Pronto, come uno strascico nuziale,
A reggere la coda dei cavalli.
Amo la patria. Amo molto la patria!
Pur con la sua tristezza di rugginoso salice.
Mi son gradevoli i grugni insudiciati dei porci,
E nel silenzio notturno l’argentina voce dei rospi.
Teneramente malato di memorie infantili
Sogno la nebbia e l’umido delle sere d’aprile.
Come a scaldarsi al rogo dell’aurora
S’è accoccolato l’acero nostro.
Ah, salendone i rami quante uova
Ho rubato dai nidi alle cornacchie!
È sempre uguale, con la verde cima?
È come un tempo forte la corteccia?
E tu, diletto,
Fedele cane pezzato!
Stridulo e cieco t’hanno fatto gli anni,
E trascinando vai per il cortile la coda penzolante,
Col fiuto immemore di porte e stalla.
Come grata ritorna quella birichinata:
Quando il tozzo di pane rubacchiato
Alla mia mamma, mordevamo a turno
Senza ribrezzo alcuno l’un dell’altro.
Sono rimasto lo stesso, con tutto il cuore.
Fioriscono gli occhi in viso
Simili a fiordalisi fra la segala.
Stuoie d’oro di versi srotolando,
Vorrei parlare a voi teneramente.
Buona notte! buona notte a voi tutti!
La falce dell’aurora ha già tinnito
Fra l’erba del crepuscolo.
Voglio stanotte pisciare a dirotto
Dalla finestra mia sopra la luna!
Azzurra luce, luce così azzurra!
In tanto azzurro anche morir non duole.
E non mi importa di sembrare un cinico
Con la lanterna attaccata al sedere!
Mio vecchio, buono ed estenuato Pégaso,
Mi serve proprio il tuo morbido trotto?
Io, severo maestro, son venuto
A celebrare i topi ed a cantarli.
L’agosto del mio capo si versa quale vino
Di capelli in tempesta.
Ho voglia d’essere la vela gialla
Verso il paese cui per mare andiamo.
A giamba,siccome tu hai da ridire sul nome di tutti,il tuo che cosa sta a significare?I nostri antichi sostenevano,sempre se non ricordo male,che i “Nomina sunt consequentia rerum”Er tuo da dove viè?Si putacaso è er femminile de giambo,che vor di’ piede,allora se capisce perché quanno parli puzzi.Se in caso è storpiatura de giambelengo,che vor di’ acatalettico,allora se capisce perché nun t’azzitti mai…etc!
Ipazi lo vedi che il problema è quello che te dice zio..
Guarda quante cazzate stai a di..
UN MARE DI PIPPE MENTALI..
UN DELIRIO..
E tutto per un Giamba che è un semplice diminutivo di Giovanni Battista..
IPAZI LA REALTA’ E’ SEMPLICE.
E LA SEMPLICITA’ E’ UNA CONQUISTA.
Ripeto Ipazi..
ARIPIJATEEE !!
Nun te vengo dietro Ipazi..
SO DELIRI !!
Nun me affascinano i deliri..
Li compatisco..
E compatisco chi delira..
Io sto coi piedi attaccati alla terra..
E le parole le uso solo per decrivere la realtà..
NON PER INVENTARMI REALTA’0 SOSTITUTIVE ATTE ACANCELLARE QUEOLLA EFFETTIVA CHE NUN TE PIACE !!
E certo che puzzo..
L’OMM HA DA PUZZA..
E LA FEMMINA GA DA PUZZA DELL’OMME SUO..
Dì la veritò Ipazi..
Te piace questo antico detto abruzzese?
L’UOMO DEVE PUZZARE E LA FEMMINA DEVE PUZZARE DEL SUO UOMO.
Che splendida metafora..
L’uomo che si erge, statuario, che posside, feconda e guida la femmina..
E la femmina a seguirlo, assimilat a lui, sotomessa a lui, IMPREGNATA DEL SUO ODORE.
Mò vado..
Però prima torno all’argomento del post..
QUANNO VE SERVE UN ANTI DEPRESSIVO CHIAMATE ZIO GIAMBA.
“QUANNO VE SERVE UN ANTI DEPRESSIVO CHIAMATE ZIO GIAMBA”
Non sai quanto è vero
Se il tuo nome è il diminuitivo di Giovanni Battista,allora ti dovresti chiamare giomba.Perché giamba?Comunque lasciamo perdere. Tu sostieni di dire la verità in modo semplice.E quale sarebbe questa verità? Se vuoi sostenere che la vita non è niente altro che una attesa più o meno lunga per rientrare in quel nulla da cui siamo casualmente usciti,non posso che darti la mano,amico mio.Nello specifico dell’articolo in questione,che cosa vuoi dire?Perché se vuoi sostenere che la Psicanalisi ha costituito un grande momento euristico (pardon,cioè conoscitivo) nella storia trimillenaria dell psicologia ,ma non ha nessun valore terapeutico,ed i nostri guai psichici sono come i dolori ed i soldi(che chi ce l’ha,se li tiè),mi trovi parimenti in accordo con te.Ed allora,su che cosa stiamo liticando…?
Si chiama Giambattista Pellei. Sta ad Ascoli Piceno. Prima i soldi gli piacevano. Aveva un sito di scommesse. Però l’ha chiuso perché pagava con assegni a vuoto. Da quando i soldi sono finiti, non gli piacciono più. E allora dice che in fondo sta tutto lì, rivuoi i soldi tuoi scommettitore amico, mannò, che ti frega, tanto devi morire. Scrive romano per depistare le ricerche, scrive romano come tifa Inter per imitare Califano che è romano di Salerno.
Adesso vuole mandare a zappare la terra per ricambiare il fatto che lo mandano a scopare il mare.
Come dice il cardinale Rivarola nel celebre film di Luigi Magni:”Bono a sapesse!”
A sapesse ancora ancora. Per il resto.
Perché er mare lo dovrebbe scopare?Famojelo passà co li zoccoli!
Rocchiu nun cambi mai eh..
Cominci co Moggi, camorra e diffamazione..
Finisci co Moggi, camorra e diffamazione..
Ma nun te so bastate tutte le mazzate che hai pijato nella vita co le tue furbate da socialista juventino moggiano?
No eh..
Vorrà di che te ne faremo avere ancora..
Sti napoletani..
Incorraggibili..
La camorra, la munnezza in mezzo alla strada..
Più se credono fuirbi, piàù tutti je dicono scemi..
E loro continuano..
A DEFICIENTI !!
Poi dice che uno vota Lega e la Lega sale al 10%..
La mistificazione per se stessi..
Come strumento di cancellazione della consapevolezza della realtà..
Quindi resistente ad ogni verifica del suo non funzionamento..
LA TRAGEDIA DEI FIGLI DELLA GRANDE MADRE.
Da sempre nell’utero..
Per sempre nell’utero.
Mai usciti alla vita.
Ecco..
Se ce sta na cosa che rischia de famme veni la depressione so quelli come Ricchiuti..
Sti poveracci provi di vita, chiusi nell’utero materno, intorcinati nelle loro pippe reali e mentali, mai usciti alal vita..
RICCHIU’ FAI PENA !!
Nun te lo volevo di perchè me fai pena..
Ma forse se te lo dico te scuoti un pò..
DAJE A ZIO SU !!
Articolo bello e importante. Mi dispiace per i commenti.
Beh io prendo il prozac da un pezzo e sto molto meglio di giamba
Dottoressa, bello il suo articolo. Prendo antidepressivi da anni ma non mi preoccupo troppo dei loro effetti. A me sembrano acqua fresca. Ho usato droghe per trent’anni, eroina per quindici (fino al ’93); si figuri quindi il mio approccio agli psicofarmaci: mi deludono sempre un po’. Li ho usati anche per motivi differenti da quelli per cui vengono utilizzati solitamente. Un triciclico come coadiuvante nella terapia antidolore; benzodiazepine come miorilassanti (per spasmi,crampi,contrazioni).Inibitori della ricaptazione ecc, invece li ho presi come antidepressivi in senso stretto. Ripeto: acqua fresca. Gli americani, quando uscì il Prozac, gli dettero un nome bellissimo: bye bye blue (se ricordo bene). Non è così, purtroppo.
Mi perdoni la lunghezza.
p.s.
dia l’indirizzo del suo studio a Giamba. Non so di cosa soffre ma una visitina non guasterebbe.
Ciao Alessandro (in rete mi fa piacere che ci si dia del tu, se a te va bene).
Il guaio degli americani è che stappano troppo velocemente le bottiglie di champagne delle loro riserve. Pillole della felicità non ne esistono e dubito che ne esisteranno mai. Il Prozac, nome commerciale della Fluoxetina, è credo il primo antidepressivo della categoria SSRI (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina) che ha rivoluzionato sicuramente le cure della depressione ma… non l’hanno certo fatta sparire. Tu probabolmente hai un problema biologico complesso (non entro in merito a quelli esistenziali…) legato all’uso prolungato di sostanze e all’uso prevalentemente insolito di farmaci. Dal punto di vista – ripeto – esistenziale non voglio parlare (immagino che certi aspetti depressivi non siano “chimici”) ma sul piano biologico un tentativo lo farei: usare bassissimi dosaggi di ormone tiroideo, dopo aver ovviamente escluso malattie di questa ghiandola. L’ormone tiroideo ha un’azione antidepressiva e a volte, usato a bassi dosaggi, può alleggerire uno stato depressivo che non risponde ad altri farmaci.
In bocca al lupo.
N.B.: non ho uno studio, lavoro per la ASL e svolgo il mio servizio per i residenti di una determinata area geografica. Non prendo pazienti fuori zona
))
Ma fatemi capire, quindi, ad esempio, la trama del Werther a Goethe l’ha suggerita Mike Bongiorno che, dalle attendibili fonti di Giamba, pare essere l’inventore del suicidio?
Ad ogni modo, Giamba, dovresti stare più attento a quello che digiti…non siamo solo COPRO! Anzì ti dirò di più, pur con tuo grande disappunto, secondo me il tuo scrivere COPRO invece che corpo è un lapsus freudiano!
Lorena (che è il mio nome vero, giuro!!!!)