Pare, sembra, forse che Silvio Berlusconi, a 5 giorni dalle elezioni europee, sia ”stato iscritto nel registro degli indagati della Procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta sui voli di Stato. Si tratta, sottolineano fonti giudiziarie, di un atto dovuto al quale, rilevano, potrebbe seguire una rapida archiviazione. L’inchiesta è stata avviata dopo la denuncia presentata dal Codacons sul trasferimento in Sardegna di ospiti del premier su velivoli dell’Aeronautica militare”. Per adesso non ci sono reazioni ufficiali, anche se già si fa sapere che “L’ipotesi di reato è quella di abuso d’ufficio. Gli atti saranno trasmessi al Tribunale dei Ministri nei prossimi giorni. Fonti giudiziarie fanno, peraltro, rilevare che, da un primo esame dell’esposto, si potrebbe profilare una rapida archiviazione dell’indagine“. A poche ore dalla chiusura della campagna elettorale, arriva quindi “l’atto dovuto” a seguito dell’esposto del Codacons riguardante i voli di Stato. Anche se da Piazzale Clodio fanno sapere che già si stava aprendo un fascicolo dopo le notizie comparse sulla stampa. L’inchiesta, in definitiva, potrebbe seguire lo stesso percorso di quella, per fatti analoghi, che ha riguardato in passato gli ex ministri Francesco Rutelli e Clemente Mastella.
Un fatto curioso è l’imputazione. Sembrava più adatta al caso l’accusa di peculato, che è il reato del ”pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio, che, avendo per ragione del suo ufficio o servizio il possesso o comunque la disponibilità di denaro o di altra cosa mobile altrui, se ne appropria; detto reato è punito con la reclusione da tre a dieci anni“. Invece è arrivato l’abuso d’ufficio, il reato di chi “in violazioni di norme di legge o di regolamento, ovvero omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti, intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni“. Che è un reato più generico: lo stesso ipotizzato per il caso Rutelli e Mastella, comunque.
E’ divertente anche pensare che oggi pomeriggio Berlusconi aveva registrato la puntata “elettorale” di Porta a Porta, quando però non ci saranno la notizia non era ancora stata diffusa. Da un certo punto di vista, è un bene che la notizia sia arrivata solo alle 10 e 45 all’Ansa: il vasto pubblico di Rai Uno non conoscerà l’opinione del premier su quanto accaduto fino a domattina. Dall’altro punto di vista, quello giornalistico, la puntata è completamente “bruciata”. Nella trasmissione di Vespa, in ogni caso, il presidente del Consiglio si era cautelato sulle voci di avvisi di garanzia: “Sono nella tranquillità più assoluta. È stata seguita la regolamentazione. Sarebbe meschino un attacco del genere. perchè un premier è costretto per ragioni di sicurezza ad usare voli di Stato. «E se qualche volta – aveva detto ancora – su questi aerei c’è qualche passeggero in più non costa una lira perchè l’aereo è già impiegato in quel tragitto: è questione di praticità e pragmatismo». Poi ha attaccato il quotidiano diretto da Ezio Mauro, dichiarando “Io non leggo Repubblica da molti anni e sto benissimo“. Ma se le domande gliele avesse fatte il Corriere?, chiede Vespa. “Ho già risposto, e ha risposto la famiglia“. Poi arriva la domanda clou: Kakà va al Real o no? “Eravamo attaccatissima a Shevchenko” – dice Silvio – “abbiamo anche fatto operare suo padre ed ero stato padrino di un suo bambino, ma alla fine ha deciso lui“.
L’indagine sarà trasmessa nei prossimi giorni al tribunale dei Ministri. Il codice di procedura penale stabilisce, infatti, che se un’inchiesta coinvolge un esponente del governo, la procura ha l’obbligo di trasmettere il relativo fascicolo entro 15 giorni. L’inchiesta sui voli di Stato è nata dall’esposto del Codacons contenente il ricorso dello stesso comitato al Consiglio di Stato contro il provvedimento con il quale il Tar ha negato la sospensione della direttiva del governo Berlusconi sull’ampliamento dell’utilizzo dei voli di Stato anche a persone che accompagnino cariche istituzionali. Dei voli di Stato si occuperà anche il settimanale L’Espresso, nel numero che sarà in edicola domani. Il periodico sostiene – secondo quanto anticipato dallo stesso giornale – che le ore di volo effettuate con gli aerei del 31/o Stormo dell’Aeronautica Militare, da quando Berlusconi è tornato al governo, «sono raddoppiati o addirittura triplicati».
Secondo i dati diffusi da L’Espresso, a gennaio 2008, quando vi era in carica il governo di centrosinistra, c’erano state 153 ore di volo per accompagnare ministri e presidenti; un anno dopo, con il governo di centrodestra, le ore di volo sono «diventate 370». Sui voli di Stato è scontro politico a tutto campo: per l’opposizione, il segretario del Pd Dario Franceschini sostiene che Romano Prodi «aveva messo delle regole molto rigide, mentre oggi vediamo come sono usati dal governo», mentre per il leader dell’Idv Antonio Di Pietro «utilizzare aerei militari per portare nani, ballerine, menestrelli e veline da Roma alla residenza privata del premier» configura il reato di peculato. La maggioranza difende il premier: il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri dice che Berlusconi, pur disponendo di una flotta privata, è costretto ad usare i voli di Stato per motivi di sicurezza, mentre il ministro leghista Roberto Calderoli sostiene che l’argomento voli di Stato è solo «un polverone fatto ad arte non solo per cercare di colpire Berlusconi, ma per evitare che si parli del lavoro svolto dal Governo sui fatti reali e in particolare sui grandi risultati ottenuti dalla Lega».
(immagine da Facebook)























