Il campionato italiano è giunto al termine colla vittoria dell’Inter (84 punti), davanti a Juventus e Milan (74), che le faranno compagnia nella fase a gironi della Champions, e Fiorentina (68), che dovrà sostenere i preliminari; Lazio, vincitrice della Coppa Italia, e Genoa (68), sopravanzato dai viola per i confronti diretti, andranno in Europa League a partire dall’ultimo preliminare, assieme alla Roma (63), che partirà dal turno precedente. Retrocedono Lecce (30), Reggina (31) e Torino (34), con Bologna (37) e Chievo (38) salvi quasi all’ultimo respiro
Ma se la classifica finale ha dato questi verdetti, bisogna ricordare che… non sempre la classifica è stata redatta con tali criteri. Anzi, gli attuali sono la variante “inglese”, un’alternativa – l’unica che sia resistita nel tempo, tanto da essere praticamente usata universalmente – al metodo tradizionale, che assegna 2 punti a vittoria , 1 per pareggio e 0 alle sconfitte. Variante coll’unica modifica di premiare la vittoria con 3 punti. Ma le varianti rispetto alla classifica tradizionale sono state più d’una, tutte o quasi collo scopo di dare minore peso al pareggio, al fine di incentivare la ricerca della vittoria, anche se, tolta quella “inglese”, hanno resistito lo spazio di una stagione o poco più e in un solo campionato. A titolo di curiosità si può rivedere l’ultima Serie A sotto queste varianti, sempre tenendo presente che il campionato si è comunque giocato coi 3 punti per vittoria e con tale classifica le squadre sono sempre scese in campo. Insomma, si veda il tutto solo quale mero esercizio di stile osservando come una stessa sequenza di risultati possa dare vita a piazzamenti potenzialmente diversi.
METODO ALBANESE E POLACCO – L’unico punto fermo è la Lazio vincitrice della Coppa Italia, ammessa all’Europa League, e quindi tale piazzamento non verrà più citato. Tutte le varianti partono dal metodo tradizionale, e da questo partiamo: coi 2 punti per vittoria scudetto all’Inter (59) in Champions con Juventus (53), Milan (52) e Genoa (49), mentre Fiorentina (47) e Roma (45) vanno in Europa. Retrocedono Lecce, Reggina (25) e Torino (26), con salvezza dal Bologna (28) in su. Il metodo sovietico prevede di dare punti ai pareggi fino al limite massimo di un terzo delle gare (13), oltre valgono come delle sconfitte (0 punti). Risultato: nessuna differenza sostanziale, tolti 2 punti in meno alla Reggina (15 pareggi). Il metodo albanese premia coi 3 punti la vittoria in trasferta, e quindi: scudetto all’Inter (70) in Champions con Juventus (63), Milan (60) e Genoa (56), mentre Fiorentina (54) e Roma (50) vanno in Europa. Retrocedono Lecce, Torino (27) e Reggina (28), salvezza dal Bologna (31) in su. Il metodo bulgaro considera gli 0-0 come delle sconfitte e quindi non assegnando punti al pareggio in bianco. Così facendo, scudetto all’Inter (57) in Champions con Juventus (52), Milan (50) e Genoa (47), mentre Fiorentina (46) e Roma (44) vanno in Europa. Retrocessione per Lecce, Reggina (22) e Torino (24), salvezza dal Bologna (26) in su.
Il metodo polacco dà 3 punti a chi vince con almeno 3 reti di scarto ma, per giusto contrappeso, toglie un punto a chi perde con uguale scarto (e quindi in ogni gara si assegnano sempre 2 punti). Con tale metodo scudetto all’Inter (64), in Champions con Milan (61), Juventus (58) e Fiorentina (49), mentre Genoa (49) e Roma (45) vanno in Europa. Retrocessione per Reggina (18), Lecce (20) e Torino (23), salvezza dal Bologna (24) in su.
E POI C’E’ IL CINESE - Infine il metodo cinese, assai particolare: alla classifica finale di ogni squadra è aggiunto un punto per ogni convocato (non convocazione) in nazionale (italiana) avuto durante la stagione. Insomma un pacchetto di punti, indeterminato, a libera disposizione di Lippi le cui convocazioni, già oggi oggetto di polemiche, sarebbero ancora più infuocate. In concreto i 40 convocati stagionali appartengono a ben 16 diversi club, con in testa Juventus e Roma (6), ed i punti relativi rimodellerebbero abbastanza la classifica: Inter (60) sempre campione ma con un solo punto sulla Juventus (59) – e con Santon convocato in extremis… che evita l’uso dei confronti diretti – mentre, fermo restando il Milan (56) terzo, è la Roma (51) ad andare in Champions sopravanzando di un solo punto Fiorentina e Genoa (50). “Solita” retrocessione per Reggina (25), Lecce e Torino (26), col Bologna (28) ultimo delle salve. Qui terminano i metodi applicabili al campionato italiano, giacché tutti gli altri prevedono la battuta dei rigori in caso di pareggio. A conti fatti, si può dire che l’Inter ha vinto il campionato… a prescindere dal metodo di punteggio, mentre la Fiorentina può ringraziare che si usino i 3 punti per vittoria, giacché con tutti gli altri metodi (escluso il polacco) avrebbe disputato solo l’Europa League, ed in Champions sarebbe andato il Genoa (a meno di non trovarsi in Cina, dove sarebbe stata avvantaggiata la Roma). Per il fondo classifica, Lecce, Reggina e Torino hanno poco da rammaricarsi, dato che sarebbe state condannate… dappertutto.









Articolo molto curioso… non sapevo fossero così diversi i metodi di assegnazione punti in giro per il mondo.
E quello cinese mi sembra un buon metodo per invogliare le società a puntare sui giovani italiani… solo che da noi bisognerebbe eleggere il CT a scrutinio segreto…
Preciso solo – anche se scritto nell’articolo – che di tali metodi nessuno è attualmente adottato.
Quello cinese è effettivamente il più curioso ma, di fatto, da troppo potere in mano al CT. Applicato in Italia sarebbe solo strumento di infinite polemiche.