Berlusconi, la privacy e l’incompetenza delle procure

3 giugno 2009

Ricapitolando: la Procura della Repubblica di Roma ha sequestrato degli scatti che riguardano il premier Silvio Berlusconi a Villa Certosa, in Sardegna, e le sue feste. “L’accusa, rilanciata dagli ambienti della difesa di Berlusconi, ha parlato inizialmente di ben 700 foto intrusive dentro la casa privata del premier. Si scopre, invece che gli scatti sono solo 41, poi c’è una parte che non ha niente a che vedere con eventuali denunce e si riferisce a un luogo pubblico, l’aeroporto di Olbia. Scrive Paolo Berizzi su “Repubblica”: “Mentre il temporale prende a schiaffi Pettegolandia, la lingua di terra nota come Costa Smeralda, ‘Zap’, così lo chiamano gli amici, parte da un numero: 41. «Non 70, come dice Ghedini». Sono le foto ‘incriminate’, quelle inviate come ‘demo’ a Panorama”“, dice Dagospia

Mentre nei giornali si scrive, per giustificare l’accaduto, che era in atto una robusta violazione della legge sulla privacy, ritraendo alcuni scatti i bambini del premier ceco Topolanek nudi, in realtà quelle foto non sono state mai proposte a Panorama dal fotografo Antonello Zappadu. Ma quando Ghedini varca la soglia di piazzale Clodio, nessuno ha voglia di fare dei distinguo: Giovanni Ferrara apre il fascicolo, sequestra gli scatti e blocca così ogni eventuale pubblicazione, alla vigilia delle elezioni europee. Poi passa tutto a Tempio Pausania, la procura in realtà competente per questione territoriale, dove però Ghedini - che è un avvocato preparato, e quindi il dato non poteva sfuggirgli – non era andato. Forse per questioni di tempo, forse per questioni di opportunità.

Ovvero, “forse perché questa Procura ha già manifestato il proprio orientamento in materia quando ha chiesto l’archiviazione (alla quale il premier si è opposto) della medesima accusa mossa allo stesso fotografo per analoghe foto (ragazze sulle ginocchia di Berlusconi a Villa Certosa) pubblicate nel 2007 da Oggi“. Ecco che quindi, se davvero l’avvocato del PresDelCons si fosse presentato dalle parti dell’isola, avrebbe rischiato un viaggio a vuoto. Ma per fortuna, o per caso – honni soit qui mal y pense – la procura “incompetente” non solo, come era suo dovere, ha accolto il ricorso, ma si è anche mossa in anticipo – e forse diversamente – da come avrebbe fatto Tempio Pausania. Di sicuro in tutto ciò non è in atto alcuna violazione di leggi e regolamenti, ma la prossima volta che Silvio dice le procure gli danno la caccia, bisognerà che qualcuno gli ricordi questa simpatica storiella. 

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3 commenti a Berlusconi, la privacy e l’incompetenza delle procure

  1. maria teresa

    Non è buffo pensare che adesso si può spostare l’opinione pubblica, smentire un quotidiano nazionale, dire “la qualunque” su tutto e tutti, con le riviste che si leggono dal parrucchiere?

  2. giuspe

    @ gregorij

    >> assente da Google [...]

    …e ora dimmi che non hai provato un brivido nell’inserire nell’articolo un link che sapevi avrebbe prodotto una ricerca che avrebbe avuto come primo risultato l’articolo stesso…

    …brrrr…. :)

  3. Pingback: Berlusconi, i voli di Stato e le sentenze politiche : Giornalettismo

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