La bellissima Virginia Sanjust, dopo un silenzio piuttosto lungo (l’ex marito disse che era impegnata in svariati percorsi spirituali), concede un’intervista esclusiva al settimanale Oggi - casa editrice, la Rcs - per parlare bene del Cavaliere. Nel colloquio, rivelando il suo lato assolutamente francescano “ammette incontri, telefonate, regali: «Diamanti? Sì, è vero, ma non mi è rimasto niente. Ho donato qualsiasi cosa ad alcuni miei fratelli più poveri di me… Mi ha anche insegnato molto, ma il nostro è rimasto, tutto sommato, un rapporto superficiale. Niente di significativo, diciamo così». Di Berlusconi dice: «Lui ora è in grande difficoltà. È circondato da persone che dimostrano una falsa riverenza verso il potere. Attorno a lui c’è un ambiente troppo ruffiano. Lui, invece, ha un grande cuore, un equilibrio fuori dal comune e sa essere molto paterno come era stato con me. Quando mi telefonava mi raccontava tutto quello che stava facendo, mi chiedeva se avevo bisogno di qualcosa, era molto gentile. Ma senza mai andare oltre. “Potrei essere tuo nonno” mi diceva“. In effetti, una settantina d’anni contro una trentina, ci siamo quasi.
Poi, dal francescanesimo si passa all’evangelizzazione (per fortuna non ancora forzata): “Io sono sicura di averlo aiutato, anche se l’impatto con il suo mondo poi mi ha fatto male. Lui è vittima della sua troppa intelligenza, vorrebbe farcela e lotta con tutto se stesso per riuscirci. Ma ha sempre ricevuto troppi attacchi, anche dalla medicina che lo convince della necessità di curare all’estremo la sua immagine. È circondato da persone peggiori di lui, questo è il problema. E non ha il tempo nemmeno di rendersene conto. Io invito il presidente a ritrovare se stesso e la fede. Perché proprio una delle prime cose che mi disse era questa. “Sai Virginia”, mi confidò da subito, “io ho un po’ perso la fede”. Per forza, sei attorniato da un mare di vampiri che vogliono sempre qualcosa in cambio o vogliono solo i tuoi soldi! Ci credo che te ne allontani. Forse dovrebbe ammettere di aver sbagliato, di essersi fatto travolgere dal potere dei soldi. Ma alla sua età, dopo una vita, è molto più difficile“. Insomma, la Sanjust parla di tutto tranne che di una cosa: dell’appartamento a Campo dei Fiori al numero civico 8, in pieno centro di Roma, dove hanno abitato lei, suo marito e suo figlio, e che lei stessa è andata ad acquistare da un americano, Stephen Joel Brown, dal quale si è presentata con un’offerta fuori mercato che rivalutava al doppio il valore dell’immobile. O meglio, lei è andata a contattare il proprietario, ma l’acquisto alla fine è stato perfezionato da Salvatore Sciascia, ex manager Fininvest e oggi parlamentare PdL (qui i particolari). Insomma, con tutti le discussioni che si potevano aprire sui valori immobiliari, ci tocca leggere un sacco di panzane su quelli spirituali. Honni soit qui mal y pense.
Nel frattempo, Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella ci ricordano come si comportarono Il Giornale e La Padania quando il settimanale l’Espresso, in pieno governo Prodi, rivelò che nell’aereo di Stato che portava Francesco Rutelli e Clemente Mastella a seguire il Gran Premio di Monza, quest’ultimo portò il proprio figliuolo: “Eh, no, è una questione di principio, titolò la Padania: «L’inGiustizia vola al Gran Premio». Il Giornale berlusconiano rincarò: «Non dicevano di voler tagliare i costi della politica? Forse usare l’aereo di Stato più farao nico che ci sia per assistere al Gp di Monza non è il miglior modo di risparmiare. O no? Per dire: il Gran premio lo trasmettevano pure su RaiUno, il cui segnale, ci risulta, dovrebbe arrivare fino a Ceppaloni». E Alessandra Mussolini, furente: «Ho messo sul sito gli indirizzi e-mail di Rutelli e Mastella per consentire a tutti i cittadini di coprirli di “Vergogna!”»“. Oggi che Silvio Berlusconi è stato beccato a fare la stessa cosa con Mariano Apicella, c’è da registrare in primo luogo la reazione della presidenza del Consiglio: “Dice oggi Palazzo Chigi che i «passaggi» offerti al cantautore personale del Cavaliere («Mi disse: “Vorrei avere qualcuno che mi fa un po’ rilassare nei fine settimana”») sono assolutamente legittimi: «La disciplina dell’impiego degli aerei di Stato è stabilità dalla Direttiva 25 luglio 2008, regolarmente registrata al la Corte dei Conti, che ne detta le regole per tutte le Autorità ammesse ad usufruirne». E cosa dice questa legge, che spazzò via quella più restrittiva fatta dal governo Prodi per arginare un andazzo che nel 2005 aveva visto im piegare i voli di Stato per 37 ore al giorno con una spesa di 65 milioni di euro pari al costo di 2.241 (duemiladuecentoquarantuno) biglietti andata e ritorno al giorno (al giorno!) da Milano a Londra con la Ryanair? Dice che quelli che Luigi Einaudi chiamava «i padreterni» possono imbarcare persone estranee «purché accreditate al se guito della stessa, su indicazione dell’Autorità, anche in relazione alla natura del viaggio e al rango rivestito dalle personalità trasporta te ». Di più: «L’imbarco di persone estranee al la delegazione non comporta quindi alcun ag gravio degli oneri comunque a carico dell’erario»“. Non è più quindi una questione di legge, e nemmeno di principio visto che Il Giornale, nel suo sito internet, riesce a dare la notizia in un piccolo riquadro e a dedicargli ben 18 righe senza nominare mai né Berlusconi né Apicella (non sia mai che qualche lettore meno ingenuo riesca a capire di cosa si sta parlando). E allora, alla fin fine, a proposito di privilegi pubblici e privati, non si può non essere d’accordo con il detto che recita: “L’essenza del potere è la potenza, non l’atto. E’ la disponibilità, non l’uso“. Sia per gli aerei che per gli immobili. Sia – soprattutto – per i giornali.
(vignetta di Mauro Biani)
























L’intervista a Oggi è delirante, o meglio perculante: ci sarà qualcuno che l’ha presa sul serio? Francescanamente un bell’appartamento a Campo dei Fiori è il massimo, ancora meglio dei diamanti, sarà per questo eccesso di virtù cristiane, per una sorta di modestia, che non ne ha parlato…
E, relativamente al detto citato “L’essenza del potere è la potenza, non l’atto. E’ la disponibilità, non l’uso”, da notare che Sanjust dice che: “Berlusconi è l’uomo più impotente del mondo…” insomma come non provare tenerezza per lui?
La vignetta di Mauro è stratosferica. Degno accompagnamento del pezzo.
Io non demonizzo Berlusconi, e non mi piacciono le “campagne d’odio” contro di lui che spesso nascondono la pochezza di proposta politica di gran parte dell’attuale opposizione.
Ma non riesco davvero a capire come ci siano milioni di persone intelligenti che non riescono a vedere che razza di uomo è. E non parlo di “pelo”, parlo del resto. Della serie: “lo voto perchè non c’è un’alternativa, turandomi il naso” arrivo a capirlo. Ma esaltarlo come un grand’uomo, vuol dire voler essere ciechi, sordi, muti e pure addormentati. Contemporanemente
C.
Virginia “San-Just” ci offre un mirabile esempio di perfezione unico e sublime…imitiamola!
Ora sapete a chi mi sono ispirato per il mio nickname
Ah, ma Giacalone quand’è che scriverà dell’affaire AliApicella?
“Politicamente scorretto”, recita il suo sito. “Lui sì che bastona senza paura pure a destra”, mi dicono i suoi fanZ.
Uhhh, il governo sta tremando tutto.
Bellissimo questo spaccato della Virginia Pia che fa ricorso alla morale francescana (corretta da stereotipi alla Cuore di De Amicis) quando ha già fatto buon uso dell’amoralità, propria e altrui.
Stucchevole l’immagine di questo premier pateno con le sue patetiche telefonate per sfogarsi e cercare calore umano e comprensione in giovani donzelle: molto adolescenziale. Un anfitrione penoso, senza charme.
just: ma io pensavo Saint-Just!:)
La signora ci fa sapere che Berlusconi è “..circondato da persone peggiori di lui ” Ora,a parte l’involontaria comicità che deriva dall’uso di un comparativo di maggioranza che definisce “cattivo” il protettore della medesima (non voglio scomodare Freud ed i suoi lapsus),se i manutengoli sono peggiori del capo,ma come sono…..?
e come dimenticare la frase “Mi diceva sempre ‘potrei essere tuo nonno’”? Sembrava quasi che queste donne gli si lanciassero ai piedi e lui sdegnato dicesse loro “no”. Diosanto, che brutto vedere ste cose sui giornali. Prende proprio male.
@ comicomix:
Anche tu, Bruto, figlio mio?
Ora mettitici anche tu a dare addosso all’opposizione e siamo a posto! Eppure per una volta – eccezion fatta per i solito Di Pietro – dalle “campagne d’odio” l’opposizione si è di fatto tenuta ben lontana, ammesso che si possa parlare in questi termini di una campagna di sputtanamento giornalistico del libertinismo di un potente.
Quella campagna del resto è partita dal campo stesso del potente, prima con la famosa denuncia della “mignottocrazia” di Guzzanti padre e poi con la condanna del “velinismo al potere” da parte del Secolo. Ovvio che poi, quando è saltata fuori la storia di “Papi” e contemporaneamente la moglie ha scritto quello che ha scritto, i giornali ci sono andati a nozze… All’estero mica si sarebbero comportati diversamente. Noi siamo soltanto, come al solito, più maliziosamente cinici. Me compreso, e infatti io penso che anche tutte queste interviste di veline e velinette che vogliono scagionare il sultano non fanno che contribuire al suo sputtanamento: salvo dalle parti di Saddam, si conosce un altro premier che ha invitato a casa sua o sul suo aereo ogni bellezza televisiva che passava? Conferma che passa un casino di tempo a fare il beauty scout, mica ad occuparsi dell’Italia!