La scienza, in tv, tira. Da un po’ di anni non c’è telefilm di grande successo che non abbia per protagonista/i qualche figura altamente qualificata sotto il profilo scientifico. Ma questa serie, un po’, fa eccezione.
Finiti i tempi in cui i dottori e gli investigatori dovevano essere umanamente simpatici, e pazienza se le sceneggiature erano piene di svarioni, intuizioni miracolose e malattie che
repentinamente entravano in remissione spontanea, la nuova era della tv di qualità pretende eroi che, se fanno un mestiere, lo fanno da professionisti: se sono medici, sfornano diagnosi che tengono conto persino del dosaggio corretto delle medicine; se sono patologi eseguono autopsie con la telecamera che non si perde una goccia di liquido encefalico grondante dal cranio aperto. Però anche gli sceneggiatori alla lunga entrano in crisi. C’è un limite al numero di medici legali, esperti della scientifica, consulenti psicologici per catturare serial killer che si possono sfruttare come protagonisti. Così Ridley Scott e fratello hanno deciso di cercare altri tipi di scienziati da sfruttare per i serial tv. I matematici, per esempio.
NUOVI FILONI – Ora, i matematici per una serie tv qualche buono spunto lo danno. Sul grande schermo funzionano, si veda “A Beautifull Mind” e ed affini. Per giunta, sono
passabilmente pazzi per divenire interessanti al grande pubblico. Per dire, sono più matti degli avvocati, con quel mix di genio e sregolatezza, razionalità e stravaganza che il dottor House, per dire, pare un dilettantello. Da questa intuizione nasce Numb3rs, serie tv che ha ricevuto buona accoglienza presso il pubblico, fatto man bassa di premi per la divulgazione scientifica in America e, strano a dirsi, anche in Italia, terra dove la matematica ha l’indice di gradimento più basso dell’Occidente e la cultura scientifica rimane per il grande pubblico una cabala misteriosa, ha acchiappato il pubblico.
GENIO E REGOLATEZZA – Protagonisti della serie i due fratelli Epps, di cui uno, Don è un agente FBI, l’altro, il più giovane, Charlie, un genio della matematica che di tanto in tanto fa consulenze per le indagini. L’impianto drammatico si regge sulla scoperta che le indagini poliziesche possono essere facilitate dall’uso di teorie matematiche: Charlie spiega di volta in volta al basito fratello che “tutto è numeri“, e quindi anche i comportamenti umani dei colpevoli, l’individuazione dei covi in cui i criminali sono nascosti, la successione degli eventi apparentemente casuali possono essere invece previsti con modelli numerici complessi applicati al singolo caso. I flussi di numeri governano la nostra vita anche se noi non ne siamo quasi mai consci, e gran parte di quello che a noi pare venirci “naturale” (come ci disponiamo in gruppi in una sala, come scegliamo un appartamento o come si organizza una banda di quartiere) rispo
nde invece a precise regole statistico-matematiche.




Mi colpisce sempre l’uso smodato delle lavagne che utilizza il matematico invece si usare un pc. E anche il rapporto tra i due fratelli, è abbastanza complesso, non è solo il poliziotto ad essere ( in parte) invidioso del fratello.
[Premesso che non ho mai visto il telefilm] le lavagne sono di una comodità smodata per capire/spiegare un ragionamento
.
E poi vuoi mettere, che palle stare un’ora a guardare dei tizi che smanettano al pc con il Matlab o Derive… XD
ma certo, si capisce che è una questione di fascino… solo ci vorrebbeanche la battaglia dei cancellini per evocare atmosfere più casarecce.
laureatevi in STATISTICA, chiave del successo!!!!
Non ho ancora letto il post, perché vado di corsa, ma chiunque sia l’autore da oggi avrà la mia stima e concordo sicuramente..
Ho un po’ da ridire sul commento sopra il mio..
“laureatevi in STATISTICA, chiave del successo!!!!” (fuori dall’Italia, ovviamente..)
Nel nostro paese la conoscenza scientifica incute lo stesso terrore
dei tempi di Dante Alighieri,ed i cardinali Bellarmini sono ancora mille volte più numerosi dei rarissimi Galilei,anche oggi perseguitati (mutatis mutandis).Basta prendere atto dell’esistenza di quella ignobile trasmissione del secondo canale condotta da tale Giacobbe (il padre spero si rivolti nella tomba)che da un numero immemorabile di anni sta cercando di comunicarci come e qualmente le piramidi egizie non possono che essere state edificate dai marziani,che all’epoca scorrazzavano per il pianeta senza colpo ferire.Costui,per i più,passa per un grande divulgatore scientifico.E questo è il brodo in cui sguazza,tra gli altri,il nostro beneamato presidente.
@->Ipazia: Si chiama Giacobbo. Credo che sia una delle peggiori sventure capitate all’archeologia negli ultimi due secoli. E, povera archeologia, non se lo merita.
io AMO numb3rs.
E amo la matematica. Peccato che abbia incontrato pessimi professori sin dalle elementari, di conseguenza non l’ho presa sul serio quando potevo. E quindi me ignorante sul serio e me ne dispiaccio. Ora son troppo pigra per ricominciare.
La serie che ha citato, Ally McBeal, l’ha citata con la s finale. Un errore di battitura suppongo, visto che in altri articoli l’ha citata in modo corretto.
“Il serial, insomma, cerca di prospettare la matematica come una cosa “normale” che può essere capita da tutti e che viene sviluppata da menti sì molto vivaci, ma appartenenti ad individui sostanzialmente uguali a chiunque, con gli stessi problemi e ansie.”
Beh la serie presenta la matematica come una materia per esperti: sono poi loro che spiegano la matematica “in termini semplici”, anche se poi è evidente che certi ragionamenti e calcoli possono solo essere individuati e realizzati da menti assai particolari.
L’insight è del genio, i calcoli pure. Loro li spiegano in parole semplici ai comuni mortali che prendono i dati così ottenuti e agiscono di conseguenza.