Economia

Gabbie salariali o per piccioni?

2 giugno 2009

Torna alla ribalta la proposta di differenziare le retribuzioni in base al costo della vita nelle diverse regioni. Un’idea che ha una logica ma che viene sviluppata in modo illogico. E che potrebbe portare ad effetti molto diversi dalle intenzioni dei proponenti. Leggere per credere

E’ proprio bravissimo questo Governo! Dopo aver finalmente risolto l’annoso problema di una orrida fiscalità centralizzata con l’implementazione di un fantastico semplicissimo e cristallino federalismo fiscale (Cipiciani docet), visto che la contrattazione nazionale del contratto di lavoro è riconosciuta inadeguata per la nostra disomogenea Italia, ora si vuol istituire (sempre dal centro ça va sans dir) la differenziazione regionale dei contratti di lavoro. La discriminazione dovrà essere il costo della vita perché, come dicono i padri del nostro federalismo allo zafferano, al sud si vive bene con mille euro al mese mentre al nord non si campa. Quel che mi esaspera è che per l’ennesima volta quando si attacca un istituto giuridico o un ente di provata dannosità, lo si fa regolarmente su basi sbagliate o parziali e con una retorica fuorviante.

GLI EFFETTI PERVERSI – Ha certamente una logica il voler valutare il diverso costo della vita prima di andare a definire dei compensi ad hoc area per area, questo perché sicuramente nella decisione del lavoratore rientra il valore reale del proprio stipendio. E certo questo è una buona ragione per muoversi verso il superamento di un omogeneo CCNL. Ma limitarsi a tale analisi è tremendamente ingenuo per varie ragioni. Il lavoro si sceglie sulla spinta di necessità contingenti, in relazione alle più spiccate capacità personali, in base al legame o all’avversione verso un territorio o una figura professionale, in base alle prospettive… non solo (e non necessariamente) con la bussola dello stipendio reale. Indicare per legge un parametro di “realtà” dello stipendio ha un senso dal punto di vista etico-equalitario dello Stato, economicamente è uno sparo nel buio al pari di un contratto nazionale uniforme: se i legami territoriali sono prevalenti, si avrà un aumento del costo relativo del lavoro nel nord (o una diminuzione nel sud, dipende da come i geniali architetti socio-legali del Governo realizzeranno il progetto); se però le imprese del nord non saranno così legate alla loro terra, avranno vantaggio a spostarsi al sud con danno all’occupazione trans-padana; se i legami territoriali saranno deboli al sud, ci sarà una ondata di emigranti verso l’industrioso nord, con buona pace della purezza etnica delle lande longobarde (la capitale di Longobardi, comunque, era Benevento).

GABBIE IN SALSA VERDE - Il problema di un contratto nazionale uniforme è che, non tenendo in considerazione la specificità delle condizioni di lavoro e più in generale economiche delle varie aree, crea distorsioni multiple sul mercato e non consente l’opportuno incontro di domanda e offerta, per cui restano sempre aree o settori con carenza e altri con eccesso di offerta. Differenziazioni ex lege su solo una delle variabili in gioco espone semplicemente allo spostamento di questi squilibri ma non alla loro soluzione. E non è dato di capire se le eminenze grigie (o grigie eminenze) governative abbiano dovutamente valutato le elasticità e mobilità di domanda e offerta di lavoro addivenendo professionalmente a conclusioni rassicuranti sul perseguimento dei loro fini etico-morali-economico-equalitari, perché la discussione viene tenuta in salsa verde, e la salsa verde sta bene sugli stuzzichini serviti nei bar all’ora dell’aperitivo, il contesto più opportuno per accogliere le conseguenti berciate tra gli odierni.

2 commenti a Gabbie salariali o per piccioni?

  1. gloria

    “La discriminazione dovrà essere il costo della vita perché, come dicono i padri del nostro federalismo allo zafferano, al sud si vive bene con mille euro al mese mentre al nord non si campa.”
    te pensa che io spendo meno nei supermercati del Nord che in alcuni del Sud.
    Comunque, a dirla tutta, certi stipendi son già differenziati. Spesso e volentieri mi è capitato di fermarmi a parlare con piastrellisti e muratori del Sud che mi han raccontato che al Nord vengono retribuiti moolto moolto di più

  2. Leo, come sempre un articolo rigoroso e inappuntabile.

    Un unico (piccolo) neo: “Cipiciani docet” (Davvero, troppo generoso. Comunque grazie ^_^)

    Tra federalismo allo zafferano, riforme in salsa verde e dilettanti (in piccionaia) allo sbaraglio, questa povera nostra patria sembra una maionese impazzita…

    Ciao!!!

    C.

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