Cultura

Il piccolo Ratzinger

1 giugno 2009

Non avrei mai pensato di diventare Papa“, Benedetto XVI lo ripete per l’ennesima volta. Ma la sua memoria ha molti buchi.

“Provvisoriamente”, la rubrica di Luigi Castaldi su Vaticano e dintorni

Ultimamente si è riparlato del fallito attentato a Hitler del 20 luglio 1944, e il figlio del colonnello von Stauffenberg, l’ufficiale che materialmente lo mise in atto, ha concesso un’intervista (il Giornale, 25.5.2009), nella quale ha tenuto a ribadire quanto è già stato documentato da alcuni storici (Hoffmann, Egon, von Hassell e altri): per quanto esigua e invisibile, in Germania c’era un’opposizione al nazismo. “C’erano socialdemocratici, cattolici, altri militari, accademici” che, al pari di Claus von Stauffenberg, “a un certo punto vide[ro] che il [loro] sistema di valori non corrispondeva a quello nazista“. Certo, “la differenza fra avere una convinzione interiore e assumersi la responsabilità di agire è decisiva“, ma nemmeno si può pretendere che tutti sappiano trovare nella coerenza il coraggio di immolarsi, ed è abbastanza normale che non ci sia mai troppa gente ai funerali di uno sfortunato aspirante tirannicida, e che invece ci sia folla sotto il suo monumento. Un discorso a parte, invece, merita chi, all’indomani del fallito attentato a Hitler, levò al cielo il suo Deo gratias e stigmatizzò severamente Claus von Stauffenberg dall’alto della sua autorità morale.

IL PIU’ NAZISTA FRA I NAZISTI - Parlo dell’arcivescovo di Baviera, il cardinal Michael von Faulhaber, che definì quell’attentato “un orrendo crimine“: “La vita del legittimo capo supremo del Reich tedesco – disse – è sotto la protezione del IV comandamento, che rende per noi un dovere l’obbedienza e la fedeltà verso coloro che guidano lo Stato“, sacri come genitori. Si tratta del cardinale che, secondo Joseph Ratzinger, dovrebbe essere considerato un simbolo della “opposizione all’ideologia distruttiva della dittatura nazista” (La mia vita, Ed. San Paolo, 1997), ma che lo storico Günter Lewy ha irrefutabilmente dimostrato essere fra i più ossequiosi al nazismo (I nazisti e la Chiesa, Il Saggiatore, 1965). Non bisogna stupirsi troppo del tentativo di Joseph Ratzinger di presentarci in buona luce il cardinal von Faulhaber, perché il prelato più filonazista di tutta la Germania nazista esercitò su di lui un gran fascino, quand’era bambino: “Quando arrivò dalle nostre parti, con la sua imponente veste color porpora, ne restai talmente colpito da arrivare a dire che anch’io volevo diventare come lui” (Il sale della terra, Ed. San Paolo, 1997).

COSA VUOI FARE DA GRANDE ? - Voleva diventare cardinale, dunque, il piccolo Ratzinger? No, voleva diventare papa: suo fratello Georg lo rivelò qualche anno fa in un’intervista (Abendzeitung, 6.4.2005). Ma ancora una volta, come spesso accade quando si lascia andare ai ricordi, la memoria di Benedetto XVI va in fallo, e ieri, a un bambino che gliene faceva espressa domanda, diceva: “In verità, non avrei mai pensato di diventare Papa“.

6 commenti a Il piccolo Ratzinger

  1. Che la chiesa cattolica tedesca fosse filonazista durante gli anni trenta è cosa nota da tempo,per il semplice fatto che la sua classe dirigente era composta da esponenti vicini ai grandi latifondisti che fornivano ancora il personale politico di governo,e che il blocco sociale di cui erano tra i pricipali ispiratori aveva come unico obbiettivo quello di distruggere il comunismo bolscevico.In questo clima si è formato il giovane Giuseppe e,come recita la locuzione,non ha mai dimenticato il primo amore.Del resto la sua carriera politico-ecclesiastica si è svolta tutta sotto la ben nota protezione di non ricordo quale servizio segreto di quale potenza che ingenuamente pensava di poter utilizzare anche il Vaticano nel tentativo di distruggere lo stato canaglia chiamato Unione Sovietica e che,a detta di alcuni mestatori miscredenti, avrebbe somministrato una dose lievemente eccessiva di digitale ad uno dei suo predecessori per fargli trascorrere una lunga notte di riposo rispetto alle incombenze che comportava la carica di titolare del soglio di Pietro

  2. Luigiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

    perchè mi perseguitiiiiiiii

    pentitiiiiiiiiiiiiiiiiiii

    stanotte ti verrò a svegliareeeeeeeeeeeeeeee

  3. .”In questo clima si è formato il giovane Giuseppe e,come recita la locuzione,non ha mai dimenticato il primo amore”

    Ipazia, un primo amore che a distanza di anni, e in particolar modo, nel suo viaggio negli Stati Uniti del 2008, gli ha fatto affermare: “il nazismo ha rovinato la mia giovinezza”.

  4. beh tra diventare papa e volerlo c’è differenza

    infatti c’è parecchia concorrenza tra i papabili :-)

    quindi uno potrebbe volerlo anche se sa che è un desiderio difficile da realizzarsi

    cioè io da bambino posso desiderare di vincere il premio nobel ma è difficile che ci riesca

  5. L’equazione latifondisti =nazisti , o élites tedesche = nazista è quantomeno azzardata.
    I nazisti erano un partito estremamente sgradito ai conservatori ed ai reazionari tedeschi, anche se ne condividevano buona parte dell’ideologia, tant’è vero che il supporto dei conservatori antirepubblicani è andato al DNVP sino a dopo l’avvento di Hitler al potere. A quel punto, l’alleanza con il DNVP e l’apparente benedizione del maresciallo Hindenburg permisero ad Hitler di “sfondare” anche nei circoli conservatori, grazie al suicida “sdoganamento” da parte dei rappresentanti politici della destra tedesca.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>