“L’Europa ha rischiato l’effetto Lehman”
25/04/2012 - La Bce ci racconta l'anno che è passato
Il contagio di Spagna, Italia ed altri membri dell’Eurozona nel 2011 ‘rifletteva fra l’altro problemi di sostenibilita’ di bilancio, specie riguardo a certi Paesi, oltre a timori circa le prospettive di crescita globale e circa la possibilita’ di perdite inflitte agli investitori’. Lo scrive la Bce nel suo Rapporto 2011. Nel 2011, con l’allargarsi del contagio a Spagna e Italia e un conseguente ‘grave stress’ nei mercati obbligazionario e monetario, la Banca centrale europea ha dovuto adottare misure eccezionali ‘per prevenire una situazione simile a quella osservata dopo il default di Lehman Brothers’, dice ancora Francoforte.
IL RIGORE E LA FIDUCIA - La Bce chiede, nel Rapporto annuale, che “la strategia di risanamento dei conti pubblici rispetti rigidamente quanto previsto dal Patto di stabilita’ e di crescita con l’obiettivo di ritrovare la fiducia dei mercati”. In particolare, i Paesi che ricevono assistenza dall’Europa e dall’Fmi “devono rispettare completamente gli impegni previsti” dai programmi di assistenza. Inoltre, tutti i Paesi sottoposti a procedura di deficit eccessivo, e cioe’14 in tutto a fine 2011, “devono garantire piena adesione con i target di bilancio”. I piani di bilancio di medio termine, e’ la richiesta della Bce, “devono contenere misure sufficientemente credibili” e “strategie focalizzate con determinazione sulla correzione dei deficit in eccesso”. Tutti i Paesi dell’Eurozona, ricorda il Rapporto annuale, con la sola eccezione di Germania, Estonia, Lussemburgo, Malta e Finlandia, hanno chiuso il 2011 con un deficit superiore al 3% del pil. Le date per la riduzione del dato al di sotto del tetto del 3% previsto dai Trattati europei vanno dal 2011 per Malta al 2015 per l’Irlanda. La crisi, sottolinea la Bce, “ha dimostrato come finanze pubbliche solide siano la premessa per la stabilita’ macroeconomica e finanziaria complessiva cosi’ come per il buon funzionamento dell’Unione Monetaria”.
IL PASSIVO RECORD – E’ l’Italia a registrare il passivo piu’ elevato nei confronti dell’Eurosistema nel quadro del sistema di compensazione europeo Target2. E’ quanto si legge nel Rapporto annuale 2011 della Bce che dedica uno studio al problema degli squilibri accumulati da Target2 per effetto della crisi economica e del debito sovrano nel Vecchio Continente. Questi squilibri sono stati oggetto di forti critiche in piu’ occasioni da parte di Jens Weidmann, numero uno della Bundesbank.
LA BILANCIA DEI PAGAMENTI – In pratica, Target2 e’ un sistema centralizzato che permette di riequilibrare in tempo reale gli squilibri della bilancia dei pagamenti dei Paesi dell’Eurozona. Di fatto, registra i trasferimenti di fondi verso le Banche centrali dei Paesi piu’ in difficolta’, tamponandone anche la fuga di capitali. L’Italia e’ all’ultimo posto nella tabella diffusa dalla Bce con uno scompenso negativo di quasi 200 miliardi verso l’Eurosistema a fine 2011 contro una posizione in attivo a fine 2007, poco prima dello scoppio della crisi. Oltre all’Italia, le posizioni piu’ negative sono registrate da Spagna, Irlanda, Grecia, Francia e Portogallo. Il saldo attivo piu’ consistente e’ della Germania, circa 480 miliardi a fine 2011 (e il dato ha continuato a salire nel 2012) contro poco piu’ di 300 miliardi a fine 2010 e 80 miliardi circa prima dell’inizio della crisi, seguita da Olanda, Lussemburgo e Finlandia.
UN ANNO DI SFIDE – Il 2011 e’ stato un anno di sfide eccezionali per l’economia e la finanza. Lo afferma il presidente della Bce, Mario Draghi, nell’introduzione all’edizione 2011 del Rapporto annuale della Banca centrale europea. ‘Il 2011 – spiega Draghi – e’ stato un anno eccezionale, con una sfida alle condizioni economiche e finanziarie. All’interno di questo contesto, la Banca centrale europea ha costantemente fornito un’ancora di stabilita’ e di fiducia’. ‘Cio’ – prosegue Draghi – e’ stato dimostrato dal fatto che nel medio-lungo termine le aspettative dell’inflazione sono rimaste saldamente ancorate con l’obiettivo del Consiglio direttivo di mantenerla su prezzi inferiori, ma prossimi al 2% nel medio termine. Un notevole successo alla luce del sviluppi negativi e un segno di alto grado di credibilita’ della politica monetaria della Bce’. (RADIOCOR)










“ha dimostrato come finanze pubbliche solide siano la premessa per la stabilita’ macroeconomica e finanziaria complessiva… ”
bugiardi…
Tante belle parole che per l’uomo di strada vogliono dire soltanto TASSE, TASSE, TASSE. Non serve a nulla avere tanto rigore se poi le persone non hanno più denaro da consumare. Quello che sta succedendo in Italia è un meccanismo perverso perchè diminuendo la richiesta di beni e servizi, il PIL cala e quindi il rapporto tra deficit e pil potrà solo peggiorare sempre di più all’aumento della tassazione (è una questione meramente matematica).