La dialettica imbarazzante e le accuse di collusione con la criminalità organizzata fanno del futuro Presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro, un politico unico.
Sarà difficile trovare, perfino scovando tra i più nascosti scaffali degli archivi televisivi, il filmato della dichiarazione di un politico qualsiasi che, in procinto di correre alle elezioni
per una carica di rilievo, si sia espresso in maniera così impacciata ed elementare: “Credo che il rapporto con i sindaci è il rapporto più importante, perché il radicamento con i sindaci… loro rappresentano, diciamo… la punta più importante di un territorio: e noi anche sul programma ci siamo confrontati. E chiaramente non abbiamo messo su niente sul programma, ma abbiamo deciso che tutti insieme creeremo un comitato dei sindaci, la famosa Camera dei Sindaci, che andrà su questo problema del programma perché ritengo che oggi tutti i problemi sono soprattutto su… i Comuni ci possono dire quali sono i problemi perché purtroppo oggi siamo diventati l’ultima provincia, una delle ultime province d’Italia come città e come regione, ma dobbiamo soprattutto rialzarci come Campania, come Provincia di Napoli e come Napoli“.
ITALIANO MACCHERONICO – Si tratta di una delle esilaranti dichiarazioni rilasciate ai microfoni dei giornalisti il giorno dell’ufficializzazione della sua candidatura. Non stiamo parlando di uno qualunque, insomma, ma di Luigi Cesaro, il candidato del centrodestra alla Presidenza della Provincia di Napoli, che, con molte probabilità, visto che tutti i sondaggi lo danno in vantaggio sull’ex Ministro dell’Innovazione Luigi Nicolais, riuscirà anche ad essere eletto. Sostenuto da ben 14 liste, durante la campagna elettorale è quasi
del tutto assente dagli schermi televisivi. “Ti sei accorto che Cesaro non esce mai in televisione?“, fa notare oggi maliziosamente qualcuno del centrosinistra, che ci tiene a mettere il dito nella piaga. “Non sa parlare in italiano“, ammette auto-ironico qualcuno del centrodestra. Su Facebook propongono addirittura di donargli un traduttore: “Per fortuna le moderne tecnologie possono venire in aiuto del candidato presidente: chiediamo che davanti ai giornalisti venga affiancato da un interprete, così che anche chi lo ascolta possa capire in che modo si articoli il suo programma elettorale“, si legge nella descrizione del gruppo. In effetti, a pensarci bene, hanno ragione. Alla sua presentazione, oltre alla risposta riguardante il rapporto coi sindaci, non si era mostrato in gamba nemmeno qualche istante dopo nel parlare delle emergenze, dei problemi da risolvere, delle sue priorità: “Purtroppo sono tantissime le priorità, ma credo la priorità più importante soprattutto l’abbandono delle scuole, delle strade, dobbiamo essere diretti e soprattutto anche dell’ambiente in cui ormai i nostri figli vivono continuamente e quotidianamente“. Come può uno che si esprime in questi termini ottenere da una coalizione così ampia – lo sostengono anche La Destra e l’Udc – un così incondizionato sostegno (la sua candidatura, non è roba dell’ultimo momento, ma risale ad inizio 2009)?
FIDUCIARIO DEL CLAN – Ma c’è qualcos’altro su cui vale la pena di riflettere, e molto più a fondo: nonostante possa vantare attualmente un consenso elettorale tra i cittadini di Napoli e provincia superiore al 50%, Cesaro non sembra abbia una reputazione di cui potersi vantare. Gli atti del processo
Spartacus, quello al clan dei Casalesi, parlano chiaro, chiarissimo. Il pentito Gaetano Vassallo, un imprenditore che ha gestito per il clan protagonista di Gomorra per vent’anni il traffico di rifiuti tossici, infatti, lo ha definito davanti ai giudici “un fiduciario del clan” guidato da Francesco Bidognetti (detto “Cicciotto ‘e Mezzanotte“). E Bidognetti, per chi non lo sapesse, condannato all’ergastolo in appello, è colui che insieme a Francesco Schiavone (detto “Sandokan“) è stato per anni ai vertici della camorra casertana. “Mi spiegarono che Luigi Cesaro doveva iniziare i lavori presso la Texas di Aversa e in quell’occasione si era quantificata la mazzetta che Cesaro doveva pagare al clan. Inoltre gli stessi clan avevano parlato con Cesaro per la spartizione degli utili e dei capannoni che si dovevano costruire a Lusciano attraverso la ditta del Cesaro sponsorizzata dal clan Bidognetti“, avrebbe affermato, riferendosi alla riconversione dell’area dismessa della Texas Instruments, il pentito Gaetano Vassallo, che, tra le altre cose, avrebbe anche dichiarato di essere stato testimone diretto dell’incontro tra Cesaro e Luigi Guida, detto “‘o drink“, colui che tra il 1999 e il 2003 ha guidato armi la mano la famiglia Bidognetti per conto del padrino detenuto. L’ultimo capitolo di questo connubio tra politica e camorra sarebbe stato scritto nel 2005 con la concessione del permesso di costruire una nuova zona industriale alla ditta del fratello di Cesaro.
IL SILENZIO – E, intanto, in giro per la Campania nessuno parla, nessuno sa. O fa finta, chissà. Sta di fatto che mentre a livello nazionale si fa gossip e gran caciara sulle vicende private del presidente del Consiglio e qualcuno spera che quelle vicende possano compromettere la fiducia che riscuote da almeno la maggioranza degli italiani, l’opposizione napoletana al centrodestra non prova affatto a sfidare Luigi Cesaro su vicende ben più serie e gravi di quelle che hanno interessato Silvio Berlusconi in queste ultime settimane. Nel centrosinistra nessuno ha voglia e coraggio di denunciare apertamente il rischio di collusioni tra politica e camorra, né tantomeno di ricordare quanto affermato dal pentito Vassallo. Come se telefonatine, incontri, cene, viaggi e manie, che, piaccia o no, attengono alla sfera privata di ognuno di noi, siano più importanti di tangenti, appalti truccati, favoritismi, riciclaggi. Buone elezioni a tutta Napoli e provincia.






















Ma ormai non conta più nulla saper parlare nè saper pensare per essere eletti…
Sapete come ha fatto carriera nel Pdl ? Inviando al premier quintali di mozzarelle di bufala campana.
E non è una bufala
A quanto pare il candidato “predica bene (male
) e rozzola male”
Se Di Pietro prima faceva il magistrato e adesso il segretario di partito, e Luca Giurato e Biscardi sono giornalisti da 40 anni, vuoi che Cesaro non possa fare il Presidente della Provincia? Anzi se parla poco e fa qualcosa, sarà molto meglio degli ultimi presidenti e sindaci che Napoli e la Campania hanno avuto. Del resto come direbbe Tonino di Pietro “che c’azzecca saper parlare?”
aramis, che discorso è scusa? siccome di pietro non sa parlare, allora Cesaro può essere candidato?
eliminiamo ambedue, al massimo!
Quanti sono gli italiani coglioni? Per avere una risposta basta controllare la percentuale dei votanti alle elezioni
Come altro definire, se non “coglione” chi va a ratificare, con il suo voto, gli eletti decisi dai partiti e dai referenti dei partiti, individui che eseguono gli ordini dei partiti e dei loro referenti e che rappresentano gli interessi dei partiti e dei loro referenti ?
Come altro definire, se non “coglione” chi non ha ancora capito che la sovranità popolare non esiste e che gli eletti non rappresentano in alcun modo gli elettori ?
Come deifnire, se non “coglione” chi non ha ancora capito che, votando, garantisce semplicemente uno stipendio ed una futura pensione ad un certo numero di individui che del suo rappresentare gli interessi dei partiti e dei loro referenti fa un lavoro?
La “democrazia” è un’ idea astratta senza alcuna possibilità di realizzazione concreta.
La realtà è che ogni esemplare della specie Homo Sapiens rappresenta solo se stesso.
Il concetto di “rappresentanza” su cui si fonda la democrazia è una creazione astratta senza alcuna corrispondenza nel reale.
Ogni candidato rappresenta solo se stesso, la sua carriera politica ed i suoi referenti, quelli che gli permettono di fare carriera politica, di cui rappresenterà gli interessi una volta eletto.
La consapevolezza di questa realtà dIviene evidente proprio nel corso della campagna elettorale, “momento culminante” della democrazia, frequentando i retrobottega dei partiti e degli incontri con gli elettori.
Una volta finita la rappresentazione teatrale dell’incontro con gli elettori, i coglioni che votano, a cui si promette e si prospetta un pò di tutto per prendere il voto, si comincia a parlare di quello che è realmente in gioco: le ambizioni di carriera politica del candidato e gli obiettivi e gli scopi di queli che lo hanno candidato per rappresentare e tutelare i loro interessi.
Una soluzione potrebbe essere quella di affidare il governo ad un’oligarchia capace ed illuminata che abbia, come caratteristiche fondamentali, un rispetto totale delle regole democratiche, un interesse profondo per la res publica ed una predisposizione a saper gestire in modo saggio ed equilibrato gli interessi di tutti.
Ma anche in questo caso si manifesterebbe prima o poi il naturale ed inevitabile uso del potere per se stessi e per i propri referenti, amici e parenti, che affiora inevitabilmente ogni volta che si possiede il potere, indipendentemente dalle modalità con cui è stato ottenuto.
Il potere.
Il problema è sempre quello della gestione del potere. da parte di chiunque lo possieda ed in qualunque modo lo abbia ottenuto.
Finisce sempre per emergere, in chiunque abbia il potere, il cervello del “babbuino dominante” che governa per sè e per i suoi.
Si contano sulle dita di una mano, nel corso della storia, gli individui capaci di governare in modo effettivamente saggio la res publica, gestendo in modo equilibrato e per l’interesse generale il potere ottenuto.
Sono con quelli che dicono che IL POTERE E’ SEMPRE UN MALE, qualunque tipo di potere.
Rimane ovviamente il problema della gestione della res publica..
Di cui qualcuno dovrà pur occuparsi.
Nella realtà va a finire che se ne occuperanno, sempre e comunque, quelli che hanno ricchezza e proprietà, per tutelare le proprie ricchezze e le proprie proprietà.
Se ne occuperanno personalmente o, più spesso, tramite dei burattini da loro guidati, che provvederanno a scegliere, candidare, propagandare e far eleggere; veri e propri “servi pagati” a cui sarà garantita la carriera politica come sbocco professionale, gratificata dai buoni guadagni e da quella “parvenza di potere” che la carriera politica garantisce.
Giamba, dai un nuovo significato alla parola ” prolifico”
Ma io quasi quasi ti amo:)
( non che legga tutto, eh? Però, come dire, mi piaci )
E lo so Mj..
E’ proprio sul fatto che non leggi tutto che si fondano quelli che te cojonano pe coijonatte.
LEGGI TUTTO MJ DA’ RETTA A ZIO..
bisogneria vedere se le nuove leve politiche legate alla camorra o alla mafia internazionale o gli stessi mafiosi o cammorristi siano maturati per gestire anche il potere ufficiale dello stato e non solo affiancarlo nella spartizione delle ricchezze o nel sostituirlo nell’ esecuzione del lavoro sporco propagandistico…
a mio parere la filtrazione e rifinitura del candidato filo-mafioso cammorrista o l’ evoluzione bologica del cammorrista lascia ancora molto a desiderare, ma tra pochi anni sicuramente si saranno integrati con la massa politica istituzionale e si confonderanno tra questi
Mj28 maggio 2009 , 11:51
Giamba..
Ma io quasi quasi ti amo:)
Io no..
L’ amore infiacchisce e riconduce alla condizione infantile..
L’hanno inventato i cristiani per controllare meglio gli esemplari adulti dela specie Homo Sapiens riconducendoli alla condizioone infantile..
Non esiste un interesse di un esemplare adulto della specie per un altro in natura..
Esiste soltanto l’interesse dell’esemplare adulto per il cucciolo, peraltro puramente egoistico, perchè fnalizzato alla permanenza del proprio corredo genetico attraverso la sopravvivenza del cucciolo generato.
Da lì i cristiani hanno inventato il loro AMORE PER IL PROSSIMO, cioè l’idea che esista un interesse reale di un esemplare adulto per un altro, realtà assolutamente inesistente in natura.
PER RICONDURRE GLI ESEMPLARI ADULTI ALLA CONDIZIONE INFANTILE.
E CONTROLLARLI MEGLIO.
Infatti li preti ve chiamano figliuoli.
E pure mafiosi e camorristi..
Figliuoli, picciotti e guaglioni..
TRE MAFIE NZOMMA.
L’amore lo lasciamo a loro..
Tra esemplari adulTi c’è il rispetto su cui si fonda la società civile e la convivenza umana.
DARE RISPETTO PER AVERE RISPETTO.
Ah, come darti torto, Giamba.
Infatti, ho scritto ” quasi”:p
Però una volta a me zio voleva bene :’(
Ma tu sei un cucciolo infatti..
Che promette bene..
Da far crescere..
Berlusconi s spiega con la tradizione cattolica..
Mussolini si spiegaa con la tardizione cattolica..
Eterni bambini cresciutio all’oombra della Grande Madre in cerca di un Padre Forte..
CRESCETE COGLIONI !!
Per favore qlcno ke possa inviare via web questa pagina di Gionalettismo al blog di Grillo e dell’IDV…Grazie anticipate…
A proposito……… ai miei concittadini napoletani…..ma vi siete accorti che la camorra ha cambiato vento politico in campania???dai “cumpagn” del pd ai “cumpari” del pdl …..a botte di arresti eclatanti ogni giorno…tanto poi gli “amici di papi” in cambio di vagonate di voti “famigliari” li faranno uscire da dietro le sbarre alla svelta nel dopo elezioni….. Sempre più grande la voglia di fuggire da questo posto maledetto………….. le polveri sottile dell’inceneritore di Acerra hanno superato per la 17 volta la soglia (già alta per legge ad personam del nano)moriremo tutti gridando PAPIIIII…guarda caso la z…letta è napulitana…kissà pekkè…..
Franceschini è l’italiano medio..
Il bambino mai cresciuto..
Ahahahah..
Boccone da prete lo chiama Grillo..
A ricordare la millenaria abitudine dei preti di inculare le fedeli per non metterle incinte..
Ed i chierichetti per renderli per sempre fedeli..
TOTUS TUUS..
Ahahahahahahah..
Concordo con Aramis, ma aggiungerei un pensierino.
Il probelma vero non è la persona che viene candidata, ma il fatto che venga votata, sia essa di sisnistra o di destra.
E’ preoccupante che gli italiani, a sinistra o a destra, votino qualsiasi candidato venga loro proposto.
Finchè continueremo in questo modo saremo noi a consentire e, dunque a permettere che tutti i trombati di questo mondo, non solo illetterati (perchè un illetterato potrebbe essere un ottimo amministratore), ma disonesti, incapaci, arrivisti, parassiti, possano non solo trovare un impiego, ma decidere del nostro futuro.
E’ vero che questo candidato possa favorire fenomeni di orripilazione, ma se guardiamo il panorama complessivo, non c’è davvero da consolarsi.
Di Pietro docet.
Mi domando in quale altro paese Di Pietro avrebbe potuto divenire, non tanto ministro o segretario di partito, ma magistrato.
Solo in Italia un soggetto privo di cultura, che ignora la sintassi (e che pertanto, nella vita deve avere studiato pochino) che non riesce a comporre frasi elementari può assumere il ruolo delicatissimo di pubblico ministero.
Oggi si giudicano anche le qualità dei padri, ma diciamoci la verità chi imputato avrebbe desiderato un P.M. come Di Pietro?
Su una cosa non concordo assolutamente.
Gli atti dei processi non dicono nulla finchè non vengono trasfusi, in quanto confermati, in una sentenza.
Anche con riferimento a Tortora gli atti processuali parlavano chiarissimo, ma con la voce, tra le altre, di un tale pentito Gianni Melluso, detto “Gianni il bello”.
Si è, poi, visto, come è andata a finire.
La Carta Costituazionale deve essere sempre tenuta in considerazione con riferimento a chiunque.
Altro discorso il malcostume di candidarsi versando in situazioni “delicate”.
Ma questo non mi pare che sia un problema dei politici italiani che, peraltro, venivano e vengono comunque votati.
Ribadisco, dovremmo essere noi a far sentire la nostra voce con qualche milionata di schede bianche.
Sino ad allora, non lamentiamoci troppo dei politici e dei candidati e più in generale di un sistema politico che, pervicacemente e con una forma di recondito autolesionismo, continuiamo a mantenere in vita.
Wow……..
Giamba in loska vedi metà dei geni dei tuoi figli, attenta loska a quelli che si fanno chiamare zio, papi senza essere veri parenti!
A parte le sciocchezze Giamba la tua visione del potere può essere definita liberale?
Il Grande Cialtrone: Silvio Berlusconi
Mi chiedo e vi chiedo:
Come sarebe possibile senza un’educazione cattolica ?
Come sarebbe possibile al di fuori di un paese a tradizione cattolica ?
Come sarebbe possbile senza la mistificazione originaria della religione cattolica e della visione cattolica della vita e della morte, che mistifica la realtà stessa della vita e della morte ?
Come sarebbe possibile se la chiesa cattolica non insegnasse ogni giorno il meccanismo psicologico fondamentale della mistificazione, che è sempre lo stesso ?
SOSTITUIRE CON UNA ILLUSIONE RASSICURANTE UNA CONSAPEVOLEZZA DELLA REALTA’ SGRADEVOLE ED ANGOSCIANTE.
La religione cattolica è la mistificazione originaria.
La religione cattolica è maestra e punto di riferimento di tutti i cialtroni del pianeta Terra.
Non è la mia visione del potere che non è liberale..
E’ che la realtà del potere non è mai liberale..
I mi limito a constatarlo.
Su Loska potrei anche non risponderti, perchè tutti mi conoscono da quel punto di vsta.
Invece ti rispondo.
Così:
Honi soit qui mal y pense
assurdo è veramente assurdo
guardate quest anche se c’è poco da ridere
http://www.youtube.com/watch?v=_PBIvY7rnhM
Giamba,mi stupisci.I tuoi ultimi interventi depongono per una logica stringente che non ti si sarebbe di primo acchito attribuibile
Ipazia..
La tua avversione per me è soltantyo la proiezione dei tuoi problemi con l’universo maschile..
Che peraltro tu provochi..
Devi approcciare il amschio docile, gentile, sottomessa, dolce, disponibile..
In quel modo avrai ciò che vuoi dal maschio e sarai felice..
Non puoi continuare cosi’..
Aggressività verso il maschio – astinenza sessuale – aggressività verso il maschio..
E’ un ciroclo vizioso senza senso..
Continuando ad esprimerti in quel modo verso il maschio sfogherai soltanto le insoddifsazioni dovute alla prolungata astinenza sessuale.
Ne vale la pena, mi chiedo e ti chiedo, se quell’astinenza sessuale potresti interromperla con qualche piccolo accorgimento?
Pensace a zio stasera nella tua camneretta mentre te la tocchi per placare le tue voglie..
Diario
29 maggio 2009
La posta dello zio Giamba
Mi scrive, costernato, Luca, un ragazzo di 25 anni di Figline Valdarno:
Caro zio Giamba,
ho conosciuto una bellissima ragazza di 24 anni che si chiama Vanessa.
Tra noi due c’è un rapporto stupendo, che va avanti ormai da sei mesi.
Il problema è che Vanessa mi ha espresso più volte la sua necessità di avere rapporti con altri uomini, abitudine che ha contratto sin da quando aveva quattordici anni e di cui non riesce a fare a meno.
Come devo comportarmi?
Ciao
Luca
Caro Luca,
la mia esperienza di vita mi insegna che è inutile ed impossibile cercare di cambiare le persone, reprimere le loro vocazioni e stravolgere le loro abitudini.
Non vedo poi perchè dovresti farlo con Vanessa, una ragazza da cui potresti ricavare grosse soddisfazioni e che potrebbe rivelarsi per te, qualora tu asecondassi in modo corretto la sua vocazione e le sue abitudini, una vera e propria gallina dalle uova d’oro.
Gli affitti un pied a terre in una zona discreta e riservata e poi gli permetti di esprimere compiutamente le sue abitudini, fissandogli tre appuntamenti quotidiani con tre uomini diversi, al modico prezzo di duecento euro cadauno.
Ne trarresti un incasso totale di seicento euro al giorno, una cifra assolutamente ragguardevole, soprattutto in questi momenti di crisi.
Una volta trattenute le spese per l’affitto del pied a terre e le altre spese di rappresentanza ti resterebbe una cospicua sommetta, che potresti dividere al cinquanta per cento con Vanessa.
La cifra a te spettante costituirebbe una vera e propria rendita mensile fissa, che ti verrà utile per costruire un rapporto fisso e duraturo.
Con un’altra ragazza naturalmente…
Fammi sapere come è andata.
Ti saluto affettuosamente
Zio Giamba