di Alessandro D'Amato (Gregorj)
postato alle 09:17 del 8 Agosto 2008 in Rassegna stampaTorna alla home

Nelle more della causa intentata da Mediaset contro Google si è consumata una battaglia davvero notevole sul web. E’ quella tra l’autore della perizia di parte che l’azienda di Berlusconi ha presentato e uno sciame indistinto e incazzosissimo di commentatori, che a più riprese se la sono presa con lui sul suo blog. Matteo Flora si è così ritrovato a dover fronteggiare una marea di commenti anonimi, tutti a loro modo spettacolari e decisissimi nell’individuare in lui il colpevole di cotanta ingiustizia. Fior da fiore, vediamo che c’è chi lo accusa di essersi venduto: “capisco che quando si parla di soldi non si guarda in faccia a nessuno e che i tuoi soldi te li sarai guadagnati onestamente.. cmq è una vigliaccata!“; “ho quasi la tua ètà, ho sempre letto il tuo blog, mi piaceva e ti stimavo..spiegami il motivo di questo, fama, gloria, soldi? no, grazie, non ho più interesse a seguirti“; “Spero fortemente che Mediaset perda e mi dispiace veramente che tu ti sia “venduto” alla causa. Mi dispiace ma da oggi non ti leggerò più…“; c’è anche chi si dà alla fantapolitica dell’ovvio: “A prima vista questo tuo “lavoretto” mi sembra un buon inizio per Mediaset, che ti ricordo è del capo dello stato… e che ti ricordo, sta cercando in tutti i modi di controllare l’informazione… alias.. citare per illecito uso dei contenuti dei video di canale 5, youtube, non è altro che l’inizio della lotta fratricida del controllo dell’informazione su internet.”. E chi vuole passare ai metodi spicci:Ti informo che sarei tentato di riempirti di insulti e magari di botte nel caso ti incontrassi dalle mie parti, in vacanza, a spendere un pò di quei soldini che ti vanti di aver onestamente guadagnato…“.

Ovviamente l’orda che ha deciso di identificare nell’autore di una perizia di parte il colpevole dell’uccisione - praticamente già avvenuta, anche se la causa non è stata discussa - della libera informazione sul web, non ha avuto pietà, contattandolo anche in privato per dirgliene quattro, a questo affamatore di popoli al soldo del nemico oscuro, il quale ha alla fine risposto con un bellissimo post fatto di Frequently Asked Questions dal quale traggo questa citazione: “Domanda: Ma questo potrebbe fermare YouTube e lasciare nell’ombra l’unica fonte di ControInformazione! Risposta: Come questo non è successo nel caso di Google vs. Viacom dubito fortemente che accada per Google vs. Mediaset. E’ l’approccio che va cambiato per ottenere il successo o il fallimento di YouTube. YouTube non deve, IMHO, avere successo perchè ospita filmati di Mediaset, RAI, La7 o Foo, non deve essere il surrogato online della televisione, ma funzionare come ottica collaborativa e di differenti media. Deve dare la possibilità a ciascuno di esprimersi e uplodare contenuto Originale“. Condendo il tutto con un tris di link (uno, due e tre) che spiegano perfettamente come si comporta, di solito, Youtube nei confronti di chi vive in paesi dove vigono davvero delle dittature: gli sega i video obbedendo agli ordini delle autorità locali.

Ma la parte fondamentale della risposta è quella in cui l’autore ricorda una cosa che dovrebbe essere ovvia, anche se non sembra esserlo: se si difende il portale miliardario Youtube, appartenente al motore di ricerca miliardario Google in nome della controinformazione, mi si dovrebbe spiegare che controinformazione è uno spezzone di Pollon o uno sketch di Colorado Café, che fino a prova contraria tra l’altro sono stati resi pubblici dalle tv del padrone dell’informazione, secondo la vulgata. Se Youtube fosse strapieno di inchieste che rivelano il marcio del paese, e qualcuno avesse intentato causa per fargliele togliere, si capirebbe tutta questa enfasi. Ma siccome nella home italiana del Tubo in questo preciso istante sono presenti: a) un video dei Subsonica b) una replica del programma Antenna Tre c) una spiegazione su come si confeziona un sigaro toscano d) una canzone di Ramazzotti e) uno spezzone di Terminator, di che stiamo parlando?

Stamattina è morto Antonio Gava, mitico esponente della corrente dorotea della Dc, sotto inchiesta per associazione mafiosa nel 1993, assolto nel 2006. Speriamo che abbia lasciato qualche memoriale in giro: sarebbe fantastico. Berlusconi intanto a Napoli, armato di scopa e paletta, ha detto che tratta con un’azienda straniera per lo smaltimento dei rifiuti di Alitalia. Vabbeh, non ha detto proprio così ma il senso è quello. McCain ha lanciato la “tessera a punti” per i blogger che lo sosterranno: “L’idea è molto semplice: il vero fan del candidato repubblicano non può tollerare che su internet circolino opinioni errate sul suo programma elettorale. E deve quindi «infiltrarsi» nelle maglie dei blog più frequentati per diffondere la verità“. In palio c’è un viaggio con lui. Si poteva far di meglio.

Finalmente l’università italiana si porta al passo con i tempi: “(ANSA) - VITERBO, 7 AGO - Istituito dalla facoltà di Scienze politiche dell’Università della Tuscia il primo corso d’Italia sulla gestione di giochi e scomesse via internet. «Il corso - spiega il responsabile Stefano Bordoni - si propone di affrontare le tematiche legate allo sviluppo e all’organizzazione della raccolta del gioco pubblico attraverso tecniche di comunicazione a distanza». Ma cosa impareranno gli studenti che decidessero di iscriveri al corso? «Dopo un’introduzione generale sul sistema pubblico dei giochi e scommesse - aggiunge Bordoni - sarà analizzato sia l’impatto della rete sul settore, con particolare riferimento al modello concessorio on-line, sia quello privatistico. Saranno poi approfonditi i rapporti tra l’Ttalia e Commissione Europea in relazione al gioco online». “. E che non si vada a dire in giro che non siamo moderni.

P.S.: A proposito del pezzo di ieri, nei commenti ci hanno fatto giustamente notare che le firme sono state comunque presentate. Rimane l’affermazione di Grillo (parole sue, non nostre: lo ricordiamo agli irriducibili…) e quelle dei suoi commentatori, e in più quanto scritto anche qui (fonte trovata dopo aver pubblicato l’articolo), ad esempio, nei commenti: “Non voglio fare l’interprete del pensiero altrui, ma mi pare che qui si voglia dire che molti erano andati a firmare per i referendum e che Grillo ha poi scoperto quello che, giusto o sbagliato che sia, dice la legge italiana (e alcuni avevano detto all’epoca). Ossia che in quel periodo elettorale non si potevano raccogliere firme per referendum.Informazione corretta, quella che giustamente Grillo predica, è anche dire: “Scusate, quando ho depositato i quesiti referendari ho toppato, non conoscevo la legge o mi hanno informato male”. Invece adesso la butta sul numero di persone che hanno partecipato al Vday. Ha ragione, sono state moltissime, tutte unite da un solo obiettivo. Ma erano uscite di casa per firmare per tre referendum e ora scoprono che avevano firmato tre grandi petizioni“.

Vignetta di Artefatti

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