Esteri

Nessuna differenza tra gay ed etero per l’arcivescovo di Canterbury. Ma la Bibbia è d’accordo?

8 agosto 2008

“Le relazioni omosessuali possono riflettere l’amore di Dio”. Non è Luxuria a dirlo, e nemmeno Cecchi Paone, ma Rowan Williams, capo di una Chiesa anglicana sempre più attenta ai diritti di gay e donne (mentre quella cattolica…)

Se lo sentisse Benedetto XVI gli prenderebbe un colpo. Eppure è proprio vero, secondo Rowan Williams, arcivescovo di Canterbury, primate della Comunione anglicana e poeta di successo, Dio (se fosse finalmente libero di esprimersi senza intermediari e interpreti impegnati in un’opera di continuo fraintendimento del suo messaggio) approverebbe senza farsi tanti problemi i rapporti sessuali tra gay. Purché gli stessi, frutto (badate bene) di naturale inclinazione, vengano sapientemente inseriti nelle quotidiane dinamiche di una normale vita di coppia e siano all’insegna della fedeltà più assoluta. Sesso sì, purché ci sia anche l’ammore (possibilmente eterno). Questo è quanto riporta il Times, che è riuscito a mettere le sue unte zampacce su una lettera inviata nel 2000 dall’allora arcivescovo del Galles a Deborah Pitt, una sua corrispondente di confessione evangelica. Il primate è giunto alla (soffertissima) conclusione che alcuni discussi passaggi biblici non condannino l’omosessualità tout court – ma solo una “condotta di vita libertina” - dopo un ventennio di studi, ripensamenti e discussioni con studenti modello fermamente convinti della bontà di questa tesi. Nonostante ciò, la posizione ufficiale della Chiesa anglicana nei confronti dei gay è destinata per ora a rimanere immutata, come ha ribadito lo stesso alto prelato solo pochi giorni fa nel corso di un’importante conferenza. Tanta prudenza probabilmente per non accentuare lo scontro già in atto tra la fazione “progressista“, favorevole all’apertura verso sacerdoti gay e donne, e l’ala più tradizionalista.

PARTORIRAI CON DOLORE, ECC. - Esiste il timore che questa componente più conservatrice finisca per cedere alle pelose attenzioni del prefetto cattolico della Congregazione per la dottrina della fede William Joseph Levada, che segue da vicino questo tipo di vicende col malcelato intento di ricondurre all’ovile un po’ di pecorelle smarrite. Da una parte abbiamo, quindi, una confessione che si dimostra comunque sensibile e aperta a una rilettura critica attualizzata di quel grande testo allegorico che è la Bibbia, nonché a un continuo dibattito interno su aspetti controversi e, obiettivamente, difficilmente conciliabili con i concetti cristiani di amore e uguaglianza. E questo anche a costo di rischiare dolorose “emorragie“. Dall’altro, la “solitaChiesa cattolica, monoliticamente fiera del suo maschilismo e della sua nemmeno troppo latente omofobia. Una Chiesa apparentemente più attenta a cavillare su barbosi formalismi dogmatici e al mero incremento del numero dei potenziali fedeli (e di quello, conseguente, degli incassi) che a cogliere la “sostanza” del messaggio di Cristo. Certo, di fronte ad alcuni passaggi contenuti nelle Sacre Scritture si resta un po’ spiazzati. “Non concedo a nessuna donna di insegnare, né di dettare legge all’uomo; piuttosto se ne stia in atteggiamento tranquillo. Perché prima è stato formato Adamo e poi Eva; e non fu Adamo ad essere ingannato, ma fu la donna che, ingannata, si rese colpevole di trasgressione. Essa potrà essere salvata partorendo figli, a condizione di perseverare nella fede, nella carità e nella santificazione, con modestia” (1 Timoteo 2,12).

UN P(R)ELATO MOLTO APERTO. PURE TROPPO. - “Se uno ha rapporti con un uomo come con una donna, tutti e due hanno commesso un abominio; dovranno essere messi a morte; il loro sangue ricadrà su di loro” (Levitico 20,13). E ancora: “Non avrai con maschio relazioni come si hanno con donna: è abominio” (Levitico 18,22). Beh, di fronte a simili, efferati versi, apparentemente inequivocabili e francamente pure razzistelli, le recenti aperture alla modernità degli anglicani – compresa l’ultima, rivoluzionaria interpretazione di Williams - oltreché ardite, sembrano anche particolarmente fantasiose. Ma tant’è. Tornando al nostro eroe, oltre alle interpretazioni un tantinello… “flessibili” delle Sacre Scritture, il poetante arcivescovo non è nuovo ad aperture sociali e religiose a volte in grado di lasciare di stucco. Impossibile dimenticare la sua famosa intervista alla BBC nella quale proponeva nientepopodimeno che di adottare alcune parti della legge islamica (fermo restando ovviamente l’opposizione ad aspetti quali la pena capitale o l’atteggiamento discriminatorio verso le donne) per provare a “migliorare la coesione sociale”. Idea forse un po’ troppo in anticipo sui tempi e naturalmente respinta con sdegno all’unisono da governo e opposizione, preoccupate di difendere la britannica uguaglianza dei cittadini. Sempre in ottica “pro-Islam” la sua accorata difesa del diritto delle donne musulmane a indossare il velo (e in generale la possibilità per chiunque di poter vestire e ostentare con la dovuta fierezza i propri simboli religiosi). Ottenne maggiore successo di critica e pubblico invece la sua entrata a gamba tesa nella controversia tra evoluzionisti e fondamentalisti, che lo portò a dichiarare pubblicamente la sua avversione nei confronti del creazionismo dilagante, oltreché dell’osceno tentativo di impartire il suo insegnamento nelle scuole.

15 commenti a Nessuna differenza tra gay ed etero per l’arcivescovo di Canterbury. Ma la Bibbia è d’accordo?

  1. sora pancrazia

    avrebbe detto la mi nonna che troppo studio gli è juto in capa……

  2. gregorj

    signora mia, non se ne può più :D

  3. Come viene interpretata la legge, cosi va anche interpretata la Sacra Bibbia!!
    Quindi la lettera di Timoteo va analizzata! non c’è alcuna sottomissione della donna, anzi, c’è una frase della genesi 1, 27 che recita”E CREO’ IDDIO L’UOMO AD IMMAGINE SUA; AD IMMAGINE DI DIO LO CREO’, MASCHIO E FEMMINA LI CREO’:da ciò si desume che son stati creati contemporanemante anche perchè la costola di Adamo è stata creata con Adamo.
    E non dimentichiamo LA VITTORIA DELLA DONNA SUL MALE (genesi 3, 15) raffigurata in Maria!

  4. ERA ER MINIMO

    dopo tutto quello che hanno combinato……

    ed ora ……a cuccia !

  5. era........

    scherzo…..

  6. e ratzi non dice niente?

  7. Paolo di Tarso

    la Bibbia è chiara

    solo che le chiese tentano di distorcere il pensiero per catturare fedeli

    lo stesso metodo che hanno usato per far diventare cristiane una miriade di feste pagane, tipo il natale ognisanti e compagnia bella

    la prossima volta diranno che rubare non è sbagliato se si ruba per fame

    uccidere non è sbagliato se lo si fa con convinzione e non per capriccio

  8. Ma ci mancherebbe. Se Dio ha creato l’uomo a sua immagine e somiglianza anche l’omosessualità ne deve far parte.

  9. redmail

    Certo che l’argomentino è di quelli come si dice, scottanti. L’Antico Testamento fu testo scritto da semiti nomadi e soggetti alle passionali istanze dei deserti. E’quindi testo che a differenza del Nuovo, si assogetta più facilmente a ”limature” ermeneutiche, determinate non solo dalla diversità del contesto sociale e diciamo così, climatico-ambientale. Ma anche dalle relative epoche storiche, cronologicamente distanti fra loro. Essendo il Vangelo storiograficamente parlando, meno diacronico e più ”presentista”. Io rimarrei all’antifariseismo di Cristo che, sovverchiato dall’insistente filologismo vetero testamentario dei suoi contemporanei zeloti e stanco delle insistenze moralistiche, così un bel dì si espresse: ”Di tutti i comandamenti che vi sono stati dati, Io solo uno per converso vi do. Quello dell’Amore. Amatevi gli uni gli altri come Io vi ho amati”. E direi che disse tutto, per ciò che concerne la Tolleranza dell’apertura mentale e il perdono dei peccati. Lo scandalo dell’Amore. Sentimento al quale l’uomo è poco avvezzo a fare l”’abitudine”, rispetto agli altri del campionario possibile. E seguitò :”Non fare agli altri ciò che non vorresti sia fatto a te”. Mi astengo dal citare i capitoli coi relativi versetti, per non ritornare ad un altra forma di fariseismo più perniciosa. Quella filologico testuale. Peggiore forse, di tutti gli altri tipi di fariseismo. Il resto penso in tutta umiltà, siano logiche di potere distorcenti e sovente accessorie. Ciao. Alla prossima.

  10. gre

    hai capitò redmail…

  11. Eh, sarebbe condivisibile se non fosse che l’Antico Testamento è ancora considerato un testo sacro – interamente, per la religione cattolica – che, tra l’altro, secondo vari papi e illustri esponenti del clero dovrebbe *assolutamente* penetrare in tutte le case (atteggiamento abbastanza fariseo: se è una raccolta di favolette, con tutta la sua valenza storica, culturale, ecc. non lo si spacci per altro).

    E, più che con la lima, è evidente (sempre a meno di non voler essere farisei) che spesso e volentieri bisognerebbe darci dentro con la scure o la motosega ermeneutica.

    Se è comprensibile non sottoporre a vivisezione il messaggio d’amore di Cristo, non è che nella Bibbia si parli tutto il tempo di omosessualità (mi pare di ricordare che venga dato maggiore spazio a questioni fondamentali tipo dire che Tizio era figlio di Caio e cuggino di Sempronio ^^) quindi mi sembra anche normale che si isolino i singoli passaggi in cui ciò viene fatto, cosa a quanto pare avrebbe fatto l’arcivescovo. Così, tanto per capire che base abbia l’attuale atteggiamento discriminatorio…

  12. Prostata, ben venga un evangelizzazione porta porta…come fanno i testimoni di geova!
    E non è solo l’Antico Testamento ma anche il Nuovo, cioè il Vangelo soggetto ad interpretazione!
    La Verità, infatti viene diversamente proposta nei testi sacri in riferimento ai tempi storici e della sua cultura e per mezzo dei generi letterari allora in uso. Quindi per comprendere ciò che Dio volesse dire bisogna dare attenzione al modo di esprimersi e al modo di raccontare i fatti “LE cd, FAVOLETTE” di quei tempi!!
    Sappiamo che Gesù ad esempio non aveva fratelli…ma i discepoli e gli amici a quei tempi venivano chiamati fratelli..cosa che oggi ha tutto un altro significato!

  13. ale

    Ricordo che il Levitico, oltre a condannare l’omosessualità, condanna i tatuaggi, proibisce di tagliarsi la barba e i capelli, e di mangiare la carne contenente ancora sangue, di mescolare la carne col latte, di mangiare i gamberi ecc. O si è coerenti e si accettano tutte queste proibizioni, come gli ebrei ortodossi, o si riconosce che sono misure volte a differenziare il popolo ebreo dai suoi vicini (che guardacaso si tatuavano, si radevano, evidentemente mangiavano succulente bistecche al sangue e grigliate di mare, ed erano molto elastici in materia sessuale). E allora si mandano al diavolo tutte le proibizioni veterotestamentarie e vi si riconosce un libro storico, magari con momenti ancora ispiranti per un credente (i salmi, direi), ma niente di più. E soprattutto non si cerca di imporne i valori su gente che non crede in Dio né nella Bibbia come vogliono fare i Talebani cattolici.

  14. juppes

    mi ha colpito redmail

    mia libera riflessione che mi viene di getto e che dovrei forse meglio elaborare

    io credo che il Signore nei libri sacri abbia inteso solamente tracciare una via che “tutti” sono liberi di seguire o meno……

    è la strada che dovrebbe garantire maggiormente l’ avvicinamento dell uomo a Dio….è la strada più retta…forse logica e coerente……

    ,,,,ma non l’ unica……..se il risultato comunque è la regola della solidarietà umana e dell’ amore

  15. redmail x prostata

    D’accordo con te. Ho usato il termine ”limatura” in senso eufemistico. Sul sacerdozio alle donne, sono altrettanto d’accordo con il Primate d’Inghilterra. Io lessi di un gesuita ( servizio letto su ”la Repubblica delle Donne” di qualche anno fa, che tolto il suo indirizzo di target al femminile è un ottimo magazine per tutti )che fece studi talmudici e divenne rabbino. Si arriverà secondo me col tempo, anche a togliere l’obbligo del celibato per i sacerdoti(non penso con questo Papa troppo tradizionalista )nella Chiesa Cattolica, così come non si introduce l’obbligo del coniugarsi per i laici, ma che per ciò stesso non perdono diritto ad appartenere alla propria Chiesa. E ci mancherebbe. Gay e etero viceversa, non lo si è per diritto canonico. E’ cosa diversa dal sacerdozio femminile, materia invece soggetta a tale diritto. Quindi io da cattolico ho scritto che è meglio fare appello alle coscienze dei singoli, che alle approvazioni per codice, in questa materia. Ma forse sono troppo ”progressista”. Ciao

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