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Rassegna stampadi Alessandro D'Amato (Gregorj)
pubblicato il 26 maggio 2009 alle 09:30 dallo stesso autore - torna alla home

Gad Lerner è talmente sicuro da arrivare a sbilanciarsi: Silvio Berlusconi cadrà entro un anno. Il motivo?Non la crisi economica che questo governo ha dimostrato di non saper gestire; nemmeno l’immobilismo sulle riforme che i membri dell’esecutivo avevano definito come prioritarie, e neanche le bugie sui tagli di tasse promessi in campagna elettorale. Niente di tutto questo: il presidente del Consiglio dovrà capitolare  sullo scandalo di Noemi Letizia: “Il vecchio bavoso che telefona di notte alle ragazzine e ne trasporta a decine col jet privato in Sardegna per la festa di Capodanno, è un uomo di potere che ha perso il controllo delle sue facoltà mentali. Sociologicamente è il ritratto di una generazione sorpassata. Politicamente è un inaffidabile. Con il racconto purtroppo assai verosimile fornito a “Repubblica” dall’ex fidanzato di Noemi Letizia, Gino Flaminio, si moltiplicano le crepe nel muro d’omertà costruito intorno al presidente del consiglio“. Poi, la profezia: “Non credo che Berlusconi riesca a durare al vertice di questo paese ancora per molto più di un anno. L’uomo che ha affidato tutto sè stesso all’immagine, dall’immagine verrà ricondotto a figura patetica. Saranno le donne a sancirne la caduta nel disonore. I miei più sinceri complimenti per il lavoro giornalistico compiuto a Giuseppe D’Avanzo e Conchita Sannino“.

K2YaURvrPnvddna9Q9AsyJPCo1 500 Berlusconi è alla frutta, entro un anno cade?Ora, a parte i complimenti a cui è giusto e doveroso unirsi (intervistare un protagonista della storia di cui tutti parlano, il quale racconta la sua versione dei fatti, è una notizia), c’è da dire che la scena con il “vecchio bavoso” raccontata dal fidanzato di Noemi non è una novità: addirittura il settimanale Oggi mise in copertina le foto di Berlusconi con in braccio tre giovani ragazze, il 18 aprile 2007. Giusto un anno dopo, il “vecchio bavoso” – come lo chiama Lerner - vinceva le elezioni politiche con un margine piuttosto ampio. Nessuna ripercussione c’è stata, del fattaccio dell’epoca – anche se di un po’ diverso fattaccio si trattava. Poi, c’è da dire che i sondaggi finora dicono che non sembra esserci un interesse “politico” nella vicenda: di certo, però, la reazione del grande pubblico dice che l’interesse di chi compra i giornali (e magari comincia o ricomincia a comprarli proprio in questa occasione…), c’è. Purtroppo, le elezioni si vincono nelle urne e non sui giornali. In più, bisognerebbe anche ricordare che questa storia difficilmente si riuscirà a tirare avanti per un anno intero, come sembra sperare Lerner, al termine del quale il Cavaliere capitolerà. Abbiamo sentito la ragazza, la mamma, il papà, il fidanzato lasciato. Mancano l’amica del cuore, il testimone misterioso che vuole rimanere anonimo e la domestica rumena che aveva occhi ed orecchie dappertutto. Poi arriveranno le risposte di Silvio, che non saranno purtroppo così eleganti e sintetiche come se le immagina Giuliano Ferrara. Per qualcuno non saranno convincenti, e allora si insisterà un altro po’. Dopodiché, come immagina l’Elefantino, qualcuno armato di telecamera kamikaze glielo chiederà: “Signor presidente, lei è il fidanzato segreto di Noemi?“; e lì sarà l’apoteosi dell’avanspettacolo, e l’inizio della fine dello show. Perché dopo un po’ la storia arriverà a stufare. Però, Gad dice “Berlusconi è agli sgoccioli, scommettiamo?“, e di solito lui non parla a vanvera. Specialmente quando entra in gioco la buona sorte, come nelle scommesse.

Come tutti quelli che sono passati per il movimento della sinistra extraparlamentare Lotta Continua, Lerner è un uomo dalla carriera fortunata. Dal giornale del movimento che si riconosceva in Adriano Sofri e che ha avuto l’onore di veder militare tra le sue fila intellettuali del calibro di Paolo Liguori (in seguito mitico direttore di Studio Aperto), Giovanni Lindo Ferretti (ex Cccp, ora algido cantore delle frange cattocentrico-estremiste dalle colonne del Foglio), e Marco Boato detto er Bozza, è passato al Manifesto; di lì a condurre “Milano, Italia” su Rai3 e poi a fare il vicedirettore alla Stampa degli Agnelli, prima di approdare al Tg1. E lì compie una scelta editoriale molto discussa, decidendo di non mandare in onda l’ultima intervista rilasciata dal giudice Paolo Borsellino, ucciso in un attentato mafioso, nella quale il magistrato parlava anche di Berlusconi. Però finisce per dimettersi a causa di un servizio sulla pedopornografia che mostrava immagini troppo forti. Prima di andarsene, si presenta in video mostrando un bigliettino di raccomandazione fattogli avere da Mario Landolfi, all’epoca presidente della Commissione di Vigilanza Rai, che lo aveva attaccato per il servizio mandato in onda. Significativo, nell’occasione, è ricordare che Lerner aveva ricevuto il bigliettino mesi prima, ma aveva deciso di tirarlo fuori non per un – ipotetico – servizio del Tg1 sull’immoralità della politica, ma nella prima occasione a lui personalmente utile. Si potrebbe quindi anche pensare, in primo luogo, che i complimenti per lo scoop a D’Avanzo e Sannino sono molto più che meritati, visto che vengono da qualcuno che ha avuto l’opportunità di mostrare a milioni di persone la voce del martire Borsellino che parlava di Berlusconi, Dell’Utri e la mafia, ma a questa opportunità ha stoicamente rinunciato. Il lavoro sporco, quello per cui ci vuole coraggio, meglio lasciarlo fare agli altri. Con i quali ci si può sempre complimentare alla fine, per fare bella figura. 

Ecco perché un pronostico di Gad Lerner si può prendere sul serio: tra un anno al massimo ci si ritrova qui, e si vede: se Berlusconi nel frattempo non è caduto, significa che Silvio non era agli sgoccioli e Gad si sbagliava. Se invece, di fronte a un governo che ha deciso che “pietrificare l’esistente rappresenta il modo migliore per andare avanti, che non bisogna riformare il welfare, né le pensioni, né il mercato del lavoro, che bisogna irrobustire monopoli e rendite di posizione dei concessionari pubblici” (tanto per usare le parole di chi il centrodestra l’ha votato), Berlusconi cadrà per lo scandalo di Noemi, vuol dire che a essere agli sgoccioli era l’intero paese. Mica solo il suo premier. 

(la vignetta viene da Paul the Wine Guy; per fortuna non la capirà nessuno, o quasi; così come nessuno avrebbe capito il titolo suggeritomi da qualcuno per l’articolo: “Noemi affair: nemo Lerner in patria”)

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