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L’Italia è mobile, qual piuma al vento

ANCORA UNA DONNA - Tanto più che pure Camillo negli ultimi cinque anni della sua vita era uso ricaricare le batterie tra le morbide e accoglienti braccia di un’avvenente femmina. Furono anni di massacrante tensione, specie gli ultimi due, quando con la logica del domino tutti gli stati e staterelli della penisola italiana (tranne il Veneto) caddero nella rete piemontese, e il Conte riuscì a padroneggiare le forze e gli eventi in modo che tutti contribuissero anche loro malgrado al suo disegno di un’Italia unita, liberale e monarchica, volto a sventare da una parte il progetto di una confederazione degli stati italiani patrocinata da Napoleone III, sotto il quale si celava il pericolo di una sovranità limitata, e dall’altra quello mazziniano, non più velleitario se Garibaldi l’avesse sposato, della rivoluzione repubblicana, che per il Conte, senza dubbio a ragione, nel caso di successo avrebbe consegnato l’Italia a nuove forme di dispotismo, nel caso d’insuccesso all’anarchia o alla vittoria delle forze “reazionarie“. Fu una donna di una ventina d’anni più giovane di lui, che andava per il mezzo secolo, la consolazione e la fonte alla quale si ritemprò delle fatiche e delle tensioni: la velina, pardon, ballerina Bianca Ronzani. Costei, non si sa se tedesca, polacca, o ungherese (nome da ragazza Soverzy o Sevierzy) era la bella mogliettina del mimo e coreografo triestino Domenico Ronzani, impresario del Teatro Regio all’inizio del 1856. Dopo qualche mese di attività, accusato di mala gestione, dovette lasciare la città: da solo. Vi ritornò non molti mesi dopo: Cavour in modo discreto aveva rimesso a posto i suoi affari; la moglie si separò da lui e divenne la mantenuta di Camillo, che ogni sera l’andava a trovare nella casa mèssale a disposizione. E’ quindi di tutta evidenza quanto le sorti della nazione italiana siano state imprescindibilmente legate alle cure che la giovane donna seppe con arte tutta femminile profondere sul Conte. Ed è di tutta evidenza che se l’Italia è mobile, qual piuma al vento, e muta spesso d’accento e di pensiero, e tuttavia resta in piedi, è perché la sua nobile architettura poggia su colonne solide, ma femminili: le quattro Cariatidi Virginia di Cartiglione, Clotilde di Savoia, La Bela Rosin e Bianca Ronzani.

OGGI – Ecco perché allora è del tutto fuori luogo il malcelato disprezzo, e quella falsa disinvoltura, che specie dalla sinistra si mostra verso tutte le giovani groupies, o presunte tali, della politica italiana. Uno dei casi più rivelatori della misoginia della parte sedicente democratica della nostra società è legato alle disgustose insinuazioni fatte a suo tempo in merito ai rapporti tra Silvio Berlusconi e l’allora neo-ministro Mara Carfagna. A Massimo Donadi non parve vero di esternare tutto il suo disprezzo da probo cittadino contro la malafemmina per eccellenza Monica Lewinsky: si sa, i tarantolati della giustizia e della legalità, massime in quel posto dell’Italia dei Valori, su certe cose ce l’hanno non solo duro, ma di pietra. “E se Bill Clinton avesse fatto Monica Lewinsky ministro del suo governo?“, si chiese retoricamente il capogruppo dell’Idv alla Camera. Naturalmente molti deprecarono la confusione montata ad arte tra fatti privati e vita pubblica, e tra morale e legge. Altri si indignarono dei maliziosi paragoni con la vicenda della cicciotella ex stagista americana. Io solo, che ho il cuore tenero per le donne, vidi laggiù la povera Monica abbandonata da tutti. E allora tirai fuori lo spadone del cavaliere errante, e scrissi alcune parole in sua difesa, che riporto qui sotto. Di questo sono molto orgoglioso. “Bella, non si può dire che sia bella. La cosa più attraente è un volto regolare, dai lineamenti dolci, incorniciato da una cascata voluminosa di lisci capelli neri, e impreziosito da due grandi occhi e soprattutto da una grande bocca rossa, carnosa, che quando sorride trionfa pericolosamente su tutto il resto. Bill – da uomo posso capire – vide solo quello. E nel peccato imboccò quella strada. Fu incoraggiato nella sua perdizione da quel guizzante, liquido last name - Lewinsky – che già presagiva arti sopraffine. In lei l’eros si fuse con l’ambizione e il patriottismo scusò l’ambizione, battendo all’unisono nel petto generoso. Assolse il suo compito con ardente abnegazione fino ad una fulminante vittoria, che i rilievi scientifici hanno certificato. Nel momento supremo Bill fu sorretto da un lampo di lucidità istituzionale riuscendo a grugnire un “God bless America!” che riscattò il disordine dionisiaco dell’alcova presidenziale. Monica Lewinsky non diventò ministro dell’amministrazione Clinton, ma fu un’eroina silenziosa della storia, cosa che all’immaginazione piccina del caporalmaggiore dell’Italia dei Valori sfugge. Dell’eloquenza di Monica Lewinsky si serberà traccia nei secoli a venire. Di quella di Donadi non credo.”

35 commenti a L’Italia è mobile, qual piuma al vento

  1. nota autobiografica: la storia di Cavour e delle belle donzelle è stata la domanda di storia che mi fece quella zoccola della prof esterna al mio esame di maturità. Ovviamente, non seppi rispondere :D

    nota biografica: qui c’è gente che sta facendo la paternale al Papi e aveva ai bei tempi lo ius primae noctis su tutte le giornaliste femmine assunte nel suo giornale. Non faccio nomi, ma Barbapapà dovrebbe volare più basso.

  2. Grande Zamax!…non so se ridere o cosa…!
    certo che se i libri di storia venissero scritti da te…a tutti piacerebbe la materia! :)
    ma veniamo al dunque!
    La donna, come in passato, anche oggi è un ‘eroina! rappresentiamo una realtà che può avere molte sfaccettature: ma ciò che conta è la sostanza: più cultura, più temperamento, più sensibilità! :)

  3. MJ

    Mi sa che hai sprecato un po’ di sforzo difensivo a vuoto. Le parole di Donadi non riguardano la Lewinski, riferendosi solo a ciò che si sapeva. Quella frase era diretta ad altri. Giusto o sbagliato che fosse, Donadi prendeva di mira i comportamenti dei politici, non della donna Lewinski.

  4. cordapazza

    Niente di nuovo sul discorso delle amanti degli uomini di potere: avresti potuto fare una rassegna a partire da Pericle; arrivare a Craxi; indugiare sui molti scandali dei politici britannici etc etc, per questo. Ma qui, evidentemente, non si tratta solo di sollazzamenti con giovani e procaci donne (che attengono esclusivamente alla dimensione privata, anche se, sarò idelista, mi aspetterei un decoro diverso da chi svolge compiti così importanti) ma dell’uso che si fa del proprio potere, del proprio status e prestigio, per promettere (e fornire) aiuti, carriere, magari anche un avvenire nella politica, come ha fatto chiaramente intendere Noemi Letizia nelle interviste. Per te è una conferma di quello che è sempre stato e sarà, per me ha dei risvolti ricattatori e offre una visione mortificante di certa cultura (nel senso integrale di valori e conseguenti comportamenti).
    Inoltre non trovo congruo tracciare parallelismmi tra la condizione femminile dell’ottocento (subalterna culturalmente e materialmente all’uomo, consapevole di sé solo in luminose eccezioni, e a caro prezzo) e quella odierna.
    A me piace ricordare la battuta della Mussolini a un giornalista.

    “Che differenza c’è tra suo nonno e Berlusconi?”
    “Mio nonno non fece ministro Clara Petacci”

  5. cordapazza

    p.s. gregorj, io so un pettegolezzo ancora più piccante su vittorio emanuele II!
    Pare che le sue prestazioni fossero così devastanti, per motivi immaginabili, che nella stanza accanto all’alcova era sempre disponibile un medico ad hoc che provvedesse ai necessari soccorsi medici post-amplesso per le sfortunate donzelle!:-)

  6. non riesco a immaginare i motivi immaginabili!

  7. Sarà la regola della L, dovremmo farla sbufalare a John un giorno…

  8. Lelith

    tutta la storia della noemi puzza un poco di latrina morale. Odore che non ha mai fatto storcere troppo il naso agli italiani(salvo eccezioni irrilevanti).
    A questo livello io ormai mi accontenterei di evitare una eccessiva ipocrisia: ti spupazzi una ragazzina che potrebbe essere tua nipote? va bene, nei limiti previsti dal codice penale fai il cavolo che ti pare.. però dopo non venirmi a fare il campione di moralità protettore dei sani valori della famiglia (chi si ricorda il mitico album fotografico-biografico spedito qualche anno fa? o tutte le varie sparate sui sacri valori fatte dai suoi fidi famigli? o le reprimende sulle degenerazioni di vario tipo dalla tossicodipendenza all’omosessualità che ogni tanto partono da quella parte politica?).
    Fai il cavolo che vuoi nel privato (nei limiti in cui non incida sulla funzione che ti è stata assegnata) ma non prendere troppo per i fondelli.
    E soprattutto le auto del corteo (con annessi autisti, servizio di sicurezza, bonifica preventiva etc etc) che sono andate a portare in giro il presidente del consiglio per feste private chi le ha pagate?
    Se ti ripassi le minorenni sei un povero vecchio che non riesce ad accettare di essere giunto alla fase conclusiva della sua esistenza, certo se lo fai pure a spese pubbliche….

  9. cordapazza

    greg: non ci credo!;-P
    just: pure io voglio sapere cos’è la regola della L!

  10. walter stucco

    Mah…
    che dire allora di Abramo che donò sua moglie al faraone, spacciandola per sua sorella, e fu padre dei figli di suo figlio Isacco (colui che ride) perché molto probabilmente il figlio soffriva della sindrome di down?

    Direi che il problema non sono “le puttanelle di corte”.
    Che scandalizzano pochi.
    Ma il fatto che circondarsene sia addirittura, per costoro, un vanto.
    Anche a 73 anni, quando la maggior parte di loro sono più giovani dei tuoi figli più grandi, se non addirittura coetanee dei tuoi nipoti.

    Cavour potrà essere stato un puttaniere, ma fu abile politico.
    Questo è riuscito a fare amicizia solo con Gheddafi e Putin…

  11. walter stucco

    cordapazza, davvero non conosci la legge della L??????

  12. cordapazza

    ahahaaha, no comment!

  13. Corda, dammi la manina…nemmeno io la conosco!

  14. Ohè ragazzi, come ha detto Lucia:
    “…non so se ridere o cosa…!”
    Ecco, ridete.

  15. Avevo intuito che riguardava una formuletta! :) però, non in questi termini! ahahahaha

  16. Sì ma appunto son pettegolezzi, leggende metropolitane :D

  17. ….le prove!! vogliamo le proveeee!!!1!1!! :)

    (…che immagine oVVVVVVibile…)

  18. GMR

    E così finalmente hai rivelato il tuo venetissimo nome. Su giornalettismo.

  19. @ GMR
    Oh finalmente un amico!
    Caro GMR, qui siamo in un covo di sinistrorsi, e ho creduto giusto sfidare il nemico a viso aperto.
    Veneto, venetissimo però la microscopica tribù da prima della guerra ha anche un ramo …romano. Eh sì! Se penso a uno col mio nome parlare in romanesco …brrrr… come sentire un cane che miagola, o un gatto che abbaia! Atroce!!!

  20. Se l’accordo cui si allude nel testo è quello di Plombières,ricordo che esso è stato sottoscritto nel 1858 e non nel’59 come recita l’articolo.All’atto dell’unificazione nazionale non restò fuori soltanto il Veneto,ma anche altre zone del paese.Il Veneto,peraltro,all’epoca non costituiva nessuno “Stato”.Concludo ricordando che la penisola si sarebbe dovuta costituire in una Confederazione non di tutti,ma di soli tre stati,nati dall’accorpamento delle tre grandi zone geografiche del paese.Se dunque la sinistra italiana si qualifica per essere ignorante della storia patria,deduco,applicando il quarto sillogismo rafforzato della logica aristotelica, che l’articolista sia un brillante esponente di tale sinistra.

  21. ale

    non per fare il tipo serioso o il moralista, ma io non li capisco proprio questi conservatori cattolici (come Zamax) che prima si fanno paladini dei valori cristiani e tradizionali e poi alla prima occasione difendono a spada tratta un puttaniere e per farlo ricorrono a delle storie ottocentesche (come se in 150 e rotti anni la posizione della donna nella società non fosse minimamente cambiata: forse non lo è ai loro occhi di conservatori, che continuano a ritenere più che legittimo che i potenti – uomini, ovviamente! – facciano mercato di corpi femminili). Sveglia, siamo nel secolo XXI. Oddio, forse in Italia non ancora…

  22. MJ

    Si trattasse solo di coerenza, Ale.

    IL fatto è che la si butta in caciara, pretendendo che la questione sia privata, come se fosse solo una banale questione di amante-i.
    Anche più di una, sì, non sarebbe un problema. Il fatto è che la moglie ha detto che il marito ” sta male”, forse il tizio è andato con le minorenni, forse con più di una, forse il tizio è malato di sesso, al punto di convocare allegri festini con decine di ragazze. E non è che queste siano cose così assurde, visto che abbiamo avuto la dimostrazione fotografica, con Berlusconi in fitta conversazione politica con le tette delle ragazze nel parco della sua villa. Invece, no, la si butta in privato, come se il fatto che il Presidente del Consiglio possa avere SERI problemi psicologici non interessi la nazione.

    Che dire, vedo molti esercizi di negazione in giro.

  23. MJ

    Riguardo allo ” stare” male, io poi penso che invece di rivolgere quelle domande che a parte due o tre sono quasi tutte ridicole, un giornalista dovrebbe cercare di intervistare Veronica, per farle dire di più. Ma D’Avanzo mi sembra un po’ preda di un eccesso di zelo. Come se volesse ” superare” una certa mancanza tempo fa.

    ( mi riferisco al caso Schifani, ma è ovvio che questa è una mia opinione)

  24. a proposito di “mancanze”, e visto che ci vieni tu al discorso, MJ: sai se per caso Travaglio alla fine l’ha querelato D’Avanzo?

  25. MJ

    Caro Gregorj, non ne so niente. Ma non escludo che una eventuale mancata querela da di Travaglio abbia a che fare con l’appartenere alla stessa testata. Tu invece lo escludi, o sommo conoscitore di tutti gli aspetti delle querele?

    ( vedo che hai la memoria ben, come dire, ” allenata”, sai, come quando la si esercita molto. Su un certo oggetto-soggetto, poi)

  26. MJ, non essere acida. E soprattutto, non dire cretinate: Travaglio non è assunto a Repubblica, e all’epoca il buon Marco non disse “forse lo querelo, forse no perché apparteniamo alla stessa testata”. Anche perché lui lo sa, quali contratti in essere ha. :D

    Quindi potresti fare così: scrivigli una mail, e chiedigli se l’ha fatto oppure si è comportato come quei politici che prima le promettono e poi alla chetichella si “dimenticano”.

    E sempre a proposito: tu lo hai capito, cos’è la diffamazione, alla fine?

  27. MJ

    Ah, ecco, dopo avermi attribuito pensiero, adesso mi vengono attribuiti anche stati d’animo. Caro Gregorj, per la cronaca, sono un po’ più complicata delle tue nozioncine di psicologia via web. Ma continua pure, se vuoi.
    Secondo, il fatto che Travaglio all’epoca non abbia detto ciò che tu scrivi NON esclude che lo abbia pensato dopo. O che gliel’abbiano consigliato. A me era sembrato sinceramente dispiaciuto di ciò che è stato un attacco gratuito e, quello, sì, acido e sussiegoso. Il buon D’avanzo si era seccato di essere stato indirettamente bacchettato ed è partito in quarta . Purtoppo, traspariva malafede, dalla sua pretesa lezioncina di ” Buon Giornalismo”, senza contare che era abbstanza gratuita. E lasciamo perdere la questione testata, gruppo editoriale, su, che stai a puntualizzare.

    Terzo, non posso e non voglio nè scrivere a Travaglio, nè rispondere alla tua sciocca e presuntuosa domanda finale. Seguirò gli sviluppo, SE ci sono. Avrei di meglio e più importante da fare, Sto cercando di scoprire chi si cela dietro un Blind Gossip. Quindi, come vedi, ho da fare. Smamma.

  28. MJ

    Pensieri, non pensiero, of course.

  29. Mj, su, quando vieni colta in fallo non te la puoi cavare insultando. Altrimenti finisci come quei politici di centrodestra che tanto dici di esecrare, ma ai quali alla fin fine somigli nell’animo, essendo due facce della stessa marcia medaglia: chiedi coerenza ai tuoi nemici e sei invece molto “laissez faire” con quelli che ritieni i tuoi idoli.

    Cerchiamo di non svicolare, né di buttarla in caciara come spesso ti capita di fare quando sei in difficoltà: Travaglio, che NON E’ assunto nella stessa testata, ha poi querelato D’Avanzo? That is the question. E tu la diffamazione lo hai finalmente capito cos’è, o sei di nuovo pronta a delirare nei commenti dell’intero web con un’ignoranza degna di miglior causa?

  30. MJ

    Come detto, pensa quello che vuoi, ma adesso mi dici dove e come avrei ” insultato”?
    E dove avrei detto, a te, che ” esecro ” i politici di destra? ma sei fuori? Ancora a addebitarmi pensieri?

  31. @ Ipazia
    Via! Mi affido all’intelligenza del lettore. Mica potevo specificare la ragione sociale e la partita IVA di ogni singola entità territoriale italiana. O star lì a descrivere in dettaglio in cosa consistesse questo progetto di confederazione. Gli accordi di Plombières sono del 1958, la firma dell’alleanza dell’inizio del 1859, ma sono anche queste questioni di dettaglio. L’alleanza sul campo “fruttificò” proprio nel 1959, dopo una serie di “provocazioni” da parte di Cavour, che cercò disperatamente di forzare al situazione.

    @ ale e MJ
    Io difendo i puttanieri? E quando mai? Mamma mia, quanta gente seriosa c’è in giro…

  32. Se su le imprecisioni storiche rilevabili nel pezzo si può soprassedere,quali sono gli errori che ti fanno dire che a sinistra si è ignoranti di Storia,perché allora non si capisce.

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