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Economiadi Alessandro D'Amato (Gregorj)
pubblicato il 22 maggio 2009 alle 15:30 dallo stesso autore - torna alla home

 Il leader nazionale, Corrado Delle Donne, arrivato da Milano, anche lui tra i protagonisti delle vicende del Lingotto, non usa mezze misure: “Ora i sindacati confederali negano l’avallo sindacale sulle questioni di Nola. Il reparto confino è una cosa gravissima. La più grave dopo i morti sul lavoro. C’erano stati anche a Mirafiori negli anni ‘50 e ad Arese negli anni ‘80: si prendono i lavoratori che danno fastidio da un punto politico sindacale o perché hanno minore capacità produttiva, messi dentro una campana e fatti fuori. Una cosa vergognosa. Un Rinaldini che ha dato l’ok al reparto confino di Nola deve solo andarsi a nascondere”.  Prima del dibattito davanti ad un pc si revisiona con cura un video della manifestazione del 16, video che verrà poi pubblicato in serata sul loro sito: si parla della montatura che i media avrebbero fatto sullo scivolone del leader della Fiom Rinaldini, dei falsi scontri, di quella sorta di sciacallaggio che lo stesso Rinaldini e Cremaschi avrebbero messo in atto sull’episodio, delle parole scomode che qualcuno voleva impedire che gli Slai Cobas pronunciassero.

E’ stato proprio Delle Donne ad aiutare a rialzare Rinaldini, era tranquillo vicino a lui prima che scivolasse”, ci fa notare qualcuno mentre si esamina il video. 3553825472 f7a4debdd2 b Slai Cobas e Cub: guerriglia da poco tra internet e volantiniDalle immagini si vede Rinaldini che sta parlando dal palco sul quale sono presenti anche appartnenti allo Slai con tanto di bandiere sulle spalle. Qualche altro la sventola. Tutto sembra filare liscio da quel monitor. E’ lo stesso Delle Donne a spiegare con minuzia di particolari come siano andate le cose: “A Torino c’era solo gente incazzata che voleva parlare. Nonostante il palco era piccolo e basso non c’è stato nessun assalto. Sono salito due volte a distanza di mezz’ora su quel palco e tutte e due le volte perché Cremaschi e qualche altro mi han detto di salire. Prima della scivolata di Rinaldini, si vede bene nel video, mi fanno salire Cremaschi e il servizio d’ordine che era giù. Ma qualcuno sul palco non era d’accordo, non voleva farci parlare, ha creato movimento, ha provocato chi era a terra. Rinaldini è scivolato, l’ha detto lo stesso Cremaschi in un comunicato che misteriosamente ha poi fatto scomparire dal suo sito qualche giorno dopo. Abbiam tirato su Rinaldini e lui ha potuto fare il suo discorso senza problemi. I lavoratori che erano rimasti sotto chiedevano di parlare ancora. Son salito sul palco chiamato da Cremaschi. Una volta salito, mentre Cremaschi mi stava dando il microfono, uno di loro glielo ha tolto di mano, ha strappato i fili e l’ha buttato dietro al palco”. 

Si tratterebbe di una ennesima manipolazione mediatica ai danni dei sindacati minoritari: “Esiste ancora un minimo di informazione nel nostro Paese?”, chiederà succcessivamente Delle Donne ad una trentina di operai che sono lì ad ascoltarlo, in una sala dove in un angolo riposano i cartelloni del Lingotto. Poi si dà la risposta: “Su questa cosa giornali e televisioni han martellato per tre giorni senza sentire noi, che avevamo fatto un comunicato due ore dopo. Per tre giorni è andata avanti una versione falsa dei fatti di Torino. Rinaldini e Cremaschi nonostante sapessero la verità hanno avallato la versione dei media”. 

3553019487 cdfb19634e b Slai Cobas e Cub: guerriglia da poco tra internet e volantini

Perché, dunque, sono tutti così accorti nel non dare visibilità ai Cobas? I sindacati italiani, ci spiegano, avrebbero tenuto nascosto a tutti i lavoratori i dettagli di un documento, firmato Fiat, di cui sarebbero entrati in possesso pochi giorni fa in Germania in occasione di un incontro con i sindacati tedeschi. Ma quel testo sarebbe balzato fuori solo a causa della inattesa indiscrezione di Affari Italiani. “Chiudono Pomigliano entro il 2012, chiudono Termini Imerese entro il 2016, ridimensionano mezza Italia per far fuori ancora migliaia di lavoratori”, ci dicono sia stabilito in quell’accordo.

E tra i rischi che ora gli Slai Cobas intravedono all’orizzonte, lo sottolinea Mara Malavenda del coordinamento nazionale, è che ora i lavoratori di Nola possano essere esclusi dalle prossime elezioni dei rappresentanti sindacali di Pomigliano e che le rassicurazioni di oggi in futuro possano essere evase. E sarebbe una esclusione che minerebbe il già precario stato della democrazia sul posto di lavoro. Il 33% degli Rsu è destinato, infatti, a Cgil, Cisl e Uil indipendentemente dal numero di voti raccolti, cosa che fa diminuire radicalmente le possibilità dei sindacati minori di vedere eletti propri iscritti. La Malavenda parla di situazione da Repubblica delle Banane: “Si continua ad andare al voto col 33% che viene usurpato”. Duro anche Delle Donne: “Il 33% vengono eletti per diritto divino di Cgil Cisl e Uil. Solo il restante 66% viene scelto dai lavoratori. Una testa un voto era una vittoria ottenuta con la Rivoluzione Francese!

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