DUE SUL PIANEROTTOLO – Alfredo percorreva 50 km ogni giorno, 25 per andare a girare e 25 per tornare nel suo appartamento, a montare. Luogo delle riprese – si scopre ancora – la casa del padre di Filippo. E’ qui che ha avuto luogo il miracolo: da una parte un eclettico attore che dava forma alle fantasie che lo avevano tenuto sveglio la notte in
monologhi tra il satirico ed il surreale, dall’altra un regista che muoveva la telecamera digitale seguendo il proprio punto di vista ed il suo soggetto, ora “statica ora vorticosa e nevrotica“, uno specchio dell’atmosfera che andava creandosi in quei 100 mq, ci pare di capire. Tutto lì, in quell’appartamento, dalla mattina al pomeriggio. Due persone ed una telecamera a farsi da tramite. E poi, la sera, il montaggio, e i pensieri. “Questo è ciò che abbiamo fatto per circa 40 giorni della nostra vita. Dopo le prime proiezioni per pochi amici, ci siamo resi conto che alcune cose non andavano bene e abbiamo rigirato 25 minuti e cambiato tutto il montaggio. Quando tutto sembrava volgere al meglio, è nato il problema SIAE.”
L’ARTE DI ARRANGIARSI – Per utilizzare gli 11 pezzi famosi che avevano scelto per commentare musicalmente il film, i due avrebbero dovuto sborsare, per ciascuno di essi, diverse migliaia di euro. Impossibile, soprattutto per un film concepito per essere un no-budget. No problem, naturalmente. L’Italia è una terra di musicisti. Non è quindi stato difficile per i due artisti il trovarne di disponibili a prestarsi a suonare al posto dei soliti noti… E poi altre cose da risolvere: i sottotitoli in inglese, necessari per
consentire al film di spendersi nei festival internazionali, e poi, ancora, la fotografia, da migliorare. In sintesi: Filippo ed Alfredo si sono sbattutti parecchio ma, infine, tutto è stato risolto e ne è valsa sicuramente la pena. Oltre all’originalità del progetto in sé ci pare interessante anche la trama, la storia che ritrae due giorni del protagonista all’interno del suo appartamento, “su-c-cesso“, anche. Ne leggiamo un sommario, sempre sul sito di Giardina.
LA MEGLIO GIOVENTU’ – L’attore interpreta un ruolo che potrebbe sembrarci a lui familiare, quello del comico Francesco “Checco” Raggio. Di lui si sa che di certo aspetta qualcuno, un ospite importante, un certo “professore” e che, in quell’attesa, il regista lo segue nei suoi “flash back” e “flash forward“, nei suoi pensieri altalenanti, nei suoi dialoghi surreali con uno psicanalista confessore. In mezzo a tutto questo ci sta anche la satira e l’impegno, foss’anche solo quello, per entrambi, Filippo ed Alfredo, di riprendersi la libertà di espressione. Ne siam certi. Nell’ultimo video caricato sul canale Youtube di 100mq, finita la serie delle puntate della singolare trasmissione promozionale su come realizzare un film a costo zero, Giardina lancia un monito, cantando: “Riprendiamoci il diritto alla libera espressione/e togliamoci di torno questi miti e false icone/Riprendiamoci il diritto alla libera espressione/e togliamoci di torno questi miti e false icone.” Ci piace immaginare che ci siano riusciti, conquistandosi con impegno un palcoscenico libero, autentico. Una grande vittoria per un artista, una di quelle che spesso – si dice – l’industria cinematografica, mito da sfatare forse, non è in grado di garantire altrettanto bene quanto i costumi o gli effetti speciali. E noi? Potremmo metterci comodi e goderci lo spettacolo. L’appuntamento è per lunedì 25 maggio sul sito filippogiardina.com.



