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Culturadi Stefano Morciano (Aioros)
pubblicato il 21 maggio 2009 alle 16:30 dallo stesso autore - torna alla home

Il caso Mills ha messo leggermente in difficoltà alcuni giornali – e alcuni giornalisti – nostrani: la scelta dei termini, a volte, è la parte più difficile.

luigigalluzzo Quando le parole sono importantiAvete un bel ridere, voialtri, del nuovo direttore del Tg1. Io in Minzolini ho grande fiducia, e sono sicuro che il suo telegiornale non sfigurerà accanto a quello di Gianni Riotta né – mi sbilancio – accanto a quello di Clemente Mimun. Se proprio avete voglia di fare le pulci a qualcuno, invece, guardate Studio Aperto (se ci riuscite: a volte è difficile). Martedì c’era un servizio su Berlusconi che presenziava all’inaugurazione di un ospedale a San Donato; il povero Luigi Galluzzo, probabilmente per un banale lapsus, o forse vittima del crudele scherzo di un collega che gli aveva scambiato i fogli (e gli emisferi cerebrali), ha sostenuto che il premier fosse stato assolto nel processo Mills, quando è invece noto che Berlusconi non è stato processato per via del Lodo Alfano. Vorrei comunque esprimere la mia solidarietà a Galluzzo, che probabilmente ha solo avuto un attimo di confusione, e che del giornalismo ha sempre avuto un’idea romantica.

LE PAROLE GIUSTE - Ma il caso Mills ha messo in difficoltà anche Il Giornale (l’avreste detto?). Nell’edizione online di martedì il titolo in home page è stato modificato almeno tre volte per trovare il modo migliore di dare la notizia. La prima versione era “I magistrati all’attacco di Berlusconi: “L’avvocato Mills fu corrotto da lui””. Praticamente un titolo di Repubblica. Poco più tardi quel “da lui” poco chiaro viene corretto e “magistrati” diventa “toghe” (un classico). A questo punto qualcuno si rende conto che “fu corrotto” non va per niente bene neanche in un virgolettato, perciò si passa a “Mills mentì per garantirgli l’impunità”, rotolo4 Quando le parole sono importantipresumibilmente a gratis, per puro spirito di amicizia. Infine il capolavoro: via tutto, niente corruzioni, niente bugie, niente impunità: “Caso Mills, le toghe contro il premier – Berlusconi: “Riferirò in parlamento””.

FERRARA CONTRO LERNER - Forse ricorderete che qualche tempo fa Gad Lerner querelò Leo Siegel, già allenatore della nazionale Padana di calcio, voce nota di Radio Padania Libera, che a Lerner aveva dato in diretta del “nasone ciarlatano”, aveva detto che sarebbe andato volentieri a prenderlo per il collo in sinagoga, e aveva inanellato una lunga serie di considerazioni non proprio edificanti sui rom. Fin qui la premessa. Ieri sul Foglio è uscito un articolo di Marianna Rizzini, intitolato “Lo strano caso del dr Lerner e mr Siegel”. Già dal sottotitolo si intuisce dove si andrà a parare: “Non si capisce chi sia il debole e chi il prepotente, o forse si capisce”. L’articolo inizia così: “C’è un processo in cui si deciderà se esista, oggi, un modo proibito di parlare di immigrazione, xenofobia, sicurezza”. Suggerimento: il modo xenofobo? Segue una descrizione di Gad Lerner, presentato tra le altre cose come “il candidato alle primarie milanesi del Pd con cui amavano confrontarsi il banchiere Alessandro Profumo e sua moglie”, “il conduttore tv più apprezzato nel giro Brera-Corriere della Sera (dove le asprezze di Michele Santoro paiono, sinceramente, troppo)”, “il punto di riferimento della Milano che va volentieri in bicicletta come Marco Tronchetti Provera, e si scopre volentieri ecologista come Milly Moratti, e va volentieri alla Fiera dei fiori ai Giardini pubblici a incontrare, con sereno sorriso bipartisan, Afef e Daniela Santanchè, e va al girotondo e al teatro e al cinema e alla Scala e a bere buon vino senza sfarzi ma in assoluta raffinatezza”, “il pensiero rispettabile della Milano rispettabile che mette al balcone la bandiera della pace ma discute con civiltà di guerre di civiltà e non odia nessuno – neppure George Bush, neppure Silvio Berlusconi – e porta belle collane etniche su tessuti discreti ma pregiati, e rispetta e pretende rispetto ma non alza mai la voce”. Una Milano che “d’estate va in India, Indonesia e Tanzania con enorme rispetto per gli abitanti, gli usi e i costumi”. Una presentazione del tutto equilibrata, insomma. Quella di Siegel non ve la riporto, ma dipinge un uomo d’altri tempi, uno scomodo, uno che dice quello che pensa e dà voce alla ggente del nord. Il resto dell’articolo, se vi interessa ancora, è fuffa: Siegel ha detto anche altro, Siegel ha fatto volontariato, Siegel ha detto quelle cose ma la gente è d’accordo con lui. Lerner, tra l’altro, se l’è presa, e Ferrara gli ha pure risposto, con la sua proverbiale simpatia, “mi vien voglia anche di prenderti per il collo, come voleva fare il caro Leo, lo sventurato, e darti di nasone. Tanto so che non mi querelerai. Sono un tuo pari”. Io, se Ferrara mi dicesse “sono un tuo pari”, la querela non la saprei trattenere.

silvios Quando le parole sono importantiLE COSE SERIE - Ma passiamo, finalmente, alle cretinate. Il capolavoro della settimana è senza dubbio del Corriere: “Il segreto di Franco: un solo testicolo”. Bisognerà riscrivere i libri di storia. “Berlusconi bloccato dal torcicollo ad Arcore: serata con il figlio Luigi”. Il bello è che c’è pure la foto con Berlusconi che soffre il torcicollo e la didascalia “Silvio Berlusconi sofferente”. L’ormai mitico Elmar Burchia continua la sua meritoria opera di travasamento di stronzate da Internet con “Lenny Kravitz si mette a nudo su Twitter”. Ehi, mette in mostra il suo lato B! E infine, “La bestemmia al posto del capolavoro artistico sul sito dell’Istituto del restauro” (splendido titolo, tra l’altro), un articolo sul Corriere per segnalare al mondo intero la sensazionale scoperta: nell’angolo in basso a destra di un’immagine nella seconda pagina di una sezione interna di un sito curato da un istituto che dipende dal ministero dei Beni culturali c’è una bestemmia. Pulitzer subito.

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