Dopo il sisma ecco la città dimenticata: militarizzata, drogata, “costretta al silenzio”. Dalle voci di internet alle storie sul campo, L’Aquila parla ancora anche se non più in tv
Mentre L’Aquila sparisce dai TG e dai giornali, la rete si accende e diventa il mezzo attraverso cui diffondere notizie e testimonianze su quanto sta accadendo nelle zone colpite dal terremoto. È una specie di comunicazione di rigetto, antitetica rispetto a quella ufficiale perché nata dalla volontà di far conoscere
quello che viene taciuto. Il fenomeno, generalmente virtuoso, comporta qualche rischio che non va sottaciuto. Il più importante è che la voglia di raccontare e, in un certo senso, di drammatizzare, non faccia focalizzare i problemi e metta sullo stesso piano voci e fatti, creando un impressione distorta della realtà. Che poi è più o meno quello che fanno gli organi istituzionali quando cercando di far passare la riapertura di un negozio, su migliaia, come il segno della ripresa della vita normale, oppure quando escludono dalle cronache delle visite dei politici il racconto dei disagi profondi che causano ai soccorsi. La differenza tra i due fenomeni è tutta qualitativa: i cittadini che raccontano lo fanno da una situazione di disagio reale, spinti dalla rabbia e dalla comprensibile difficoltà di mantenersi sotto le righe e, quindi, di riuscire a gerarchizzare i fatti, pur non omettendone nessuno; i media creano un’immagine della realtà, tentano di scolpirla in un senso istituzionale omettendo i fatti che potrebbero disturbare l’opera, ovvero creano un messaggio più a uso e consumo di chi il terremoto lo vede da lontano che a beneficio di quelli che ne stanno subendo direttamente gli effetti. Purtroppo in questo momento è difficile riuscire a fare dei distinguo precisi, quindi le testimonianze e le voci indipendenti che arrivano dal capoluogo abruzzese vanno trattate con una certa cautela, pur meritando tutta la fiducia possibile perché sicuramente sincere nelle motivazioni e dovute alla voglia di far sapere qualcosa che viene taciuto dai media maggiori.
VOCI – Lunedì 18 Maggio appare in un blog una testimonianza inquietante sulla situazione che attualmente si sta vivendo nelle tendopoli. Ne è autore l’attore Andrea Gattinoni che la indirizza idealmente a sua moglie. L’avvio è piuttosto drammatico: “Ho visto l’Aquila. Un silenzio spettrale, una pace irreale, le case distrutte, il gelo fra le rovine. Cani randagi abbandonati al loro destino. Un militare a fare da guardia ciascuno agli accessi alla zona rossa, quella off limits. Camionette, ruspe, case sventrate. Tendopoli.” Dopo il racconto delle reazioni al film che stava presentando (“Si può Fare“), Andrea entra nel cuore del racconto, ovvero del malessere registrato tra la popolazione che probabilmente è ciò che sinceramente lo ha spinto a scrivere: “Sono riusciti ad ottenere solo ieri che quelli della protezione civile non potessero piombargli nelle tende all’improvviso, anche nel cuore della notte, per CONTROLLARE.” e prosegue: “Hanno vietato internet nelle tendopoli perché dicono che non gli serve. Gli hanno vietato persino di distribuire volantini nei campi, con la scusa che nel testo di quello che avevano scritto c’era la parola ‘cazzeggio’. A venti chilometri dall’Aquila il tom tom è oscurato. La città è completamente militarizzata.” Insomma, dal racconto emerge una volontà censoria nei confronti degli abitanti da parte delle forze dell’ordine, anche se, facendo l’avvocato del diavolo, va sottolineato che internet effettivamente non è vitale in una situazione del genere dove si deve pensare a problemi come l’acqua che entra nelle tende e la convivenza difficile tra le persone e che, se i volontari della protezione civile volessero veramente impedire che escano notizie dai campi, e non si capisce perché dovrebbero farlo visto che non sono pagati da nessuno, vieterebbero le visite alle persone indipendenti o agli abitanti che attualmente risiedono fuori città, i quali possono raccontare tutto in qualsiasi momento, una volta ritornati a casa.
ARRIVANO I GRANDI - La militarizzazione della città merita un discorso a parte. Tra meno di due mesi ci sarà il G8. L’eccitazione con cui la notizia è stata accolta dagli aquilani doveva far prevedere che ci sarebbero stati moltissimi problemi collegati e che, visti i tempi ristretti, le attività di bonifica e di monitoraggio del territorio sarebbero state capillari, con un dispiegamento ingente di forze. È proprio per questo che in molti avevano dubitato sull’opportunità di far svolgere un evento così gravoso dal punto di vista organizzativo in una città appena colpita dal terremoto. Quindi non stupisce che: “Nel frattempo tutte le zone e i boschi sopra la città sono sempre più gremiti di militari, che controllano ogni albero e ogni roccia in previsione del G8.” E non stupisce neanche la domanda: “Ti rendi conto di cosa succederà a questa gente quando quei pezzi di ***** arriveranno coi loro elicotteri e le loro auto blindate?
Lì???? Per entrare in ciascuna delle tendopoli bisogna subire una serie di perquisizioni umilianti, un terzo grado sconcertante, manco fossero delinquenti, anche solo per poter salutare un amico o un parente.” La domanda giusta sarebbe: cos’altro aspettarsi? E andrebbe pronunciata senza scandalo e senza stupore, visto che una situazione del genere era ampiamente prevedibile. Il G8 a L’Aquila, visto inizialmente come una manna dal cielo, si sta rivelando complicato da gestire per la popolazione, con effetti nefasti che creano situazioni delicate. Prendiamo ad esempio un caso minimo, raccontatomi da una conoscente, ma facilmente verificabile: l’Accademia di Belle Arti di L’Aquila è stata costretta ad anticipare tutti gli esami, con i disagi relativi per gli studenti, molti provenienti da fuori città e già provati dalla catastrofe, perché l’edificio, non danneggiato dal sisma, è stato precettato per il G8. Ovviamente il malcontento non è mancato e molti di quelli che già pensavano di trasferirsi in seguito al sisma, hanno vissuto questa imposizione come uno strappo definitivo. Cosa ne sarà di una città che viveva principalmente sulla presenza degli studenti, senza più studenti? Per ora nessuno si pone questa domanda e, tutti presi come sono dall’organizzazione del G8, si sta colpendo, magari involontariamente, proprio l’attività focale su cui si reggeva buona parte dell’economia della città. Ma torniamo alla nostra lettera: “Non hanno niente, gli serve tutto. (Hanno) rifiutato ogni aiuto internazionale e loro hanno bisogno anche solo di tute, di scarpe da ginnastica. Per far fare la messa a Ratzinger, il governo ha speso duecentomila euro per trasportare una chiesa di legno da Cinecittà a L’Aquila.” e “Berlusconi si è presentato, GIURO, con il banchetto della Presidenza del Consiglio. Il ragazzo che me l’ha raccontato mi ha detto che sembrava un venditore di pentole. Qua i media dicono che lì va tutto benissimo.” Marketing, ragazzi, si chiama marketing. Le personalità che vengono sul posto richiedono il loro tributo di sangue e sudore. Godono della vostra sofferenza perché diventa il loro modo per esporsi e brillare. Voi soffrite, loro crescono nei sondaggi e, se ne parlate male, i cattivi siete voi, non certo loro. Il sistema doveva essere rifiutato da subito. Purtroppo così non è stato e ora ne paga le conseguenze tutta la popolazione.
























‘quello che il Governo sta facendo sulla loro pelle è un gigantesco banco di prova per vedere come si fa a tenere prigioniera l’intera popolazione di una città, senza che al di fuori possa trapelare niente‘.
Mi sembra un tantinello fantasiosa come ipotesi.
Molto interessante, mi ha colpito la spiegazione della differenza tra informazione proveniente dai cittadini e informazione proveniente dai media.
Non deve essere facile no..Non capisco come si sia potuto chiedere agli studenti di anticipare gli esami per lasciare gli edifici a uso di “quelli del G8″.
“. Un rimborso spalmato su trent’anni significa che la popolazione dovrà anticipare i soldi per ricostruire le case e non tutti possono permetterselo” brutta storia
Così irrazionalmente mi sembra di essere in un paese socialista vecchia maniera.
Questo è giusto, questo è sbagliato.
Decide il partito e a cascata con vassalli,valvassori,valvassini il potere preme sul popolo le sue mani.
Sensazione orrenda.
Irrazionale ovviamente.
Molto bello questo pezzo, Simone. Perchè ci mostra l’altra faccia della medaglia, pur con i doverosi distinguo che si devono fare in una situazione tanto confusa.
Dico questo, da quello che so per sentito dire da persone che sono lì: c’è stata, rispetto al recente passato, una macchina organizzativa gigantesca, più che in altre occasioni. Ma questo se ha aumentato la “risposta” ha pure creato un po’ di confusione.
Sulla strumentalizzazione (che in altre occasioni non c’è stata) vale la tua osservazione:
“Il sistema doveva essere rifiutato da subito. Purtroppo così non è stato e ora ne paga le conseguenze tutta la popolazione.”
Senza nessuna offesa per chi vive nelle tendopoli e per le istituzioni locali, non era difficile da prevedere.
Complimenti.
C.
Hei amico ma tu sei malato, se esiste la sindrome da ipocondria paranoica, penso si possa adattare perfettamente al tuo “io”. Poi sto Gattinoni non lo conosco ma ho il sospetto che un po’ di pubblicità a buon mercato non la disdegni, perchè alla città tagliata fuori dall’informazione può credere si e no un bambino che interpreta la fiaba. Cercate di essere seri, anche se capisco che sul Web uno può sparare tutte le cretinate che vuole, tanto non sarà chiamato a risponderne. Forse è per questo che la maggior parte dei media non si possono permettere di fare altrettanto.
dire che siete degli sciacalli è dire poco! Vergognatevi!!!
ok, ci siamo vergognati. Due minuti bastano?
Ma sai che piu’ vi leggo e piu’ penso che siate malati?.
Vivete nella convinzione che Silvio sia quanto di peggio possa esistere, non considerando che gran parte di queste convinzioni sono state create dai suoi oppositori…(sulla vostra pelle).
Ma non pensate mai che forse..e dico forse avete torto e chi non la pensa come voi ha ragione?
Grazie Stefano
Vinella, non pensi forse… dico forse sia il caso di criticare l’articolo nel merito invece di buttare lì un inutile commentino da campagna elettorale? Il comizio è in piazza stasera alle 18, tutta la cittadinanza è invitata etc. etc.
Faccio parte di un gruppo di studenti fuori sede di L\’Aquila che stanno dando una mano per gli aiuti e altro e confermo PERSONALMENTE gran parte di quanto scritto.
Disinformazione, arroganza e promesse che già ci si rende conto che non possono ovviamente essere mantenute.
Per le autorità di ogni colore, una bella vetrina. Ma chi è del posto sta vivendo sulla pelle tutto questo e dire che è \”incazzata nera\” è poco…
@Vinella:
Mi sa che non ci leggi con molta attenzione.
Qui dentro c’è la sana abitudine (poco diffusa, direi leggendo certi commenti) di mettere in discussione quella che ci viene spiattellata come “verità” facendosi delle domande. E la sana abitudine di mettersi in discussione, di ammettere i propri errori (è successo pure recentemente)
E’ proprio vero che la distanza del nostro povero paese dall’essere semplicemente una “normale” democrazia occidentale (che credo sia l’aspirazione comune di tutti Giornalettisti di “destra” e di “sinistra”, quasi una sorta di “credo fondante” della “ditta”) è enorme e sta aumentando a dismisura.
Per me – e io sono tra i più “ecumenici” e “terzisti” qui dentro – è triste vedere che in Italia chi si fa domande e pone dubbi (spesso azzeccandoci, vedi decreto abracadabra o affaire telecom o caso denunce dei redditi o problema del default in vari paesi dell’est o tremonti bond o strategie del Pd, per dirne solo alcuni alla rinfusa) può essere definito “malato” o “sciacallo” o altre cosette del genere.
Un sorriso lo stesso
C.
Per Aramis, Guido e Vinella:
Per favore, vergognatevi voi perché dai vostri commenti si capisce bene che l’articolo non lo avete letto e vi siete limitati a dare uno sguardo al titolo.
just, ma Karat non avevamo detto che lo bannavamo? :O
Nuo, non karat, io dicevo di bannare strababaus.
ah. Vabbeh.
Bannamoli tutti e due. Checcefrega, mica se paga no?
Nuo, soltanto strababaus!1
“i media creano un’immagine della realtà, tentano di scolpirla in un senso istituzionale omettendo i fatti che potrebbero disturbare l’opera,”
Vero! Purtroppo si vive nell’illusione che la Tv sia l’occhio aperto sulla realtà, quando poi, è solo un’angolatura parzialissima su fenomeni e fatti!
Adesso, ci sarà un gran da fare per il G8, di sicuro verrà “abbellita” la città e dintorni…ma poi sarà tutto appiattito e livellato (speriamo di no) come è già capitato in passato in altre Regioni, in cui si è verificato il terremoto!
Ho trovato l’articolo interessante, perchè l’autore ha posto delle domande per una semplice riflessione su fatti che probabilmente avvengono nelle tendopoli!
Bel pezzo!
@Vinella
Si vede che leggi poco giornalettismo…
Mah! A breve ci saranno le elezioni. Vedremo cosa avrà da dirci le gente che abita nelle zone del terremoto! Io credo solo a quello che vedo personalmente. Posso immaginare che l’Aquila sia una città spettrale. Lo erano anche Gemona e Venzone dopo il terremoto. E ricordo che anche allora ci furono aspre polemiche, nonostante oggi si citino come esempio da seguire. E’ altrettanto vero che c’è un sacco di gente che ha la casa a posto ma che ha ancora paura a rientrare e preferisce le tende. Non capisco quali disagi si possano avere nell’anticipare gli esami! A meno che si facesse conto di avere più tempo per gli studi! Io direi, di sospendere ogni giudizio e di ritrovaci qui dopo le elezioni.
Alle regionali ha vinto un certo chiodi: ma di che partito è, desaparecidos?
Informazioni prego.
Scusate il cinismo, che è di parola e non nel cuore, ma ce la siamo voluta, ed è solo l’inizio
Adesso oscura il Parlamento, poi farà un referendum per restaurere la monarchia e lui sarà
silvio primo, tra ali di fallaa plaudente. Fossi benedetto sedici starei in campana.
halleluia
Marforio
e cmq sì, Vinella, Silvio è veramente il peggio che un paese possa sopportare o almeno la parte di paese che abbia a cuore correttezza, onestà, senso della misura e, perchè no, anche buon gusto.
Di peggio, credimi, ci sono solo le dittature militari del terzo mondo.
Questa gente blandisce il peggio che c’è nelle persone e proprio dalla parte peggiore del nostro paese è stata eletta.
X Daniela:
cosa cambiano le elezioni? Che se uno vota PDL non sente i disagi e sta benissimo in tenda mentre se vota chiunque altro sente il disagio? Credo che si possa votare PDL e sentirsi lo stesso a disagio nel vivere in una tenda per molti mesi. Sinceramente non capisco le elezioni cosa dimostreranno in relazione allo stato dei terremotati.
il DEFILE”che fa il premier ogni giorno nelle zone terremotate a un solo scopo quello di prendere voti per le prossime elezioni io al posto degli abbruzzesi non ci farei trovare neanche un solo VOTO perchè questo merita scusate ma io la penso cosi un abbraccio a tutti gli abbruzzesi
Nemmeno il Padreterno avrebbe riportato al gente nelle proprie case in poco più di un mese. Questo, è più o meno, il rimprovero che si fa al Governo. Come sempre, si cerca di colpevolizzare “”Il Governo “” su argomenti che, dimostrata l’impossibilità di fare di più, rinforzeranno la convinzione dei SOUI votani che si tratta di un complotto. Forse nella “”Vostra “” bravura, avreste fatto molto di più, peccato che “” quelli bravi “” non sono MAI dove dovrebbero essere (a lavorare) mentre si trovano immancabilmente ,fra i critici. Quello che è dato osservare, che come sempre accade (in Italia in particolare), si utilizzano queste tragedie, per denigrare l’operato di altri. SICURAMENTE, anche se non si è detto direttamente, questo caldo asfissiante, è in parte (notevole) responsabilità del Governo, così come il freddo che hanno dovuto sopportare per giorni e giorni gli sfollati dopo il terremoto. Berlusconi è sicuramente un INDIVIDUO Psicopatico(mi ripeto) che porterà un 70% circa di Italiani a piangere, (gli altri come la Marcegaglia ecc. sono tranquilli con le loro società di comodo e i Paradisi fiscali). Solo allora, “” la massa “” si renderà conto. Forzare la “” Mano “” per addossargli responsabilità ridicole, non fa altro che beneficiarlo, a meno che, Vi vogliate convincere a VOI stessi.
x rebyjaco:
Non hai letto, ovvio, altrimenti non avresti postato un commento completamente fuori contesto.
Giusto questa mattina ho postato sull’argomento.
Isola del Gran Sasso per qualche strano motivo non può usufruire degli aiuti di stato nonostante gli ingenti danni subiti da tutta la città e dal centro storico in particolare.
La beffa inoltre è rappresentata dal fatto che i cittadini con case dichiarate inagibili (più di 140 abitazioni) saranno costretti a mettere in sicurezza i fabbricati entro 60 giorni. A spese proprie.
Ma che v’ho fatto?
Tengo pulito il mondo da gente come just……
Prova 1……2……3……prova…sa….sa….