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Internidi Stefano Morciano (Aioros)
pubblicato il 8 agosto 2008 alle 12:36 dallo stesso autore - torna alla home

A volte anche gli errori grammaticali significano qualcosa, e di solito nulla di buono. Per di più, i pessimi titoli non mancano mai e i giornali estivi sono pieni di interviste ai confini del trash.

(Mass Merda è una rubrica che raccoglie il peggio del peggio pubblicato ogni settimana dai principali organi di informazione del Belpaese. Una specie di rassegna stampa al contrario, tra errori, comicità involontaria e semplici fesserie)

Anche questa settimana il materiale non manca di certo: a quanto pare in estate i quotidiani italiani danno il meglio, lasciando il meritato spazio a notizie tipo l’allarme mondiale delle meduse pronte ad attaccare le coste italiane e a titoli come “Lignano, rugbista colpisce alla testa esibizionista filippino”. Musica per le nostre orecchie.

CONCORDANZE – A volte un dettaglio può essere rivelatore. Date un’occhiata a questo articolo di Repubblica.it. Forse non l’avete notato, ma nel primo paragrafo c’è un errore di battitura: “la picchiana” invece che “la picchiano”. Cose che capitano, ovviamente, ma è una svista sospetta, sia perché il tasto “o” è piuttosto lontano dalla “a”, sia perché l‘articolo parla di trans: non sarà mica che qualcuno ha puntojndh1 Giornalisti e questioni di generefrettolosamente corretto tutta una serie di aggettivi e articoli maschili poco “politically correct”? E infatti così è. Basta leggere lo stesso articolo sull’edizione cartacea di Repubblica per trovare la confusione più assoluta. “Fatti di droga, i due chiedono a Samantha di fare sesso gratis. Al rifiuto del trans, il marocchino si avvicina a Samantha, lo prende a pugni e lo trascina in auto. Paola tenta di difendere il collega, ma viene presa a calci. Fugge, mentre Samantha viene portata via. Le rubano tutti i soldi […]. Poi lo obbligano a tornare sul viale […]”. Qualcuno gli spieghi come funziona, per favore.

L’EN PLEIN – Ci sono molti modi per stabilire che un titolo non va bene. Se ci sono troppi verbi non va bene, se è troppo lungo non va bene, se ha una punteggiatura incerta non va bene, se inizia con “Oops scusate” – poco sorprendentemente – non va bene.

Oops scusate, la pianta che vi ho suggerito per l'insalata è velenosa

CERVELLI IN FUGA – Su Corriere.it fantastica intervista a Rosalinda Celentano, intitolata “Ho messo una lapide sulla mia vagina”. La nostra beniamina racconta del suo lesbismo, dei suoi genitori, del suo lesbismo, della sua fase autodistruttiva e anche, en passant, del suo lesbismo. Passaggio indimenticabile quello in cui parla della sua psicologa, Vera Slepoj, che i più (no, ok, i meno) ricorderanno per aver sostenuto che Sailor Moon minacciava l’identità sessuale dei bambini. La Celentano ci informa, tra l’altro, che per la Slepoj lei è “tutt’altro che lesbica” e anzi “una delle donne più femminili che lei avesse mai conosciuto” (le lesbiche sono tutte un po’ camionisti, no?), e soprattutto che “Vera, come me, non crede nell’omosessualità ma nell’amore che non ha confini”. Dio li fa e poi li accoppia.

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