Il Ministro Giulio Tremonti si lamenta che le banche “non hanno capito” il suo bond. Ad essere onesti, ci pare che l’abbiano capito benissimo – e per questo si guardano bene dal sottoscriverlo. Quello che non capiamo, invece, è la reazione del ministro, che dovrebbe farei salti di gioia all’idea di non dover immobilizzare risorse nel capitale bancario.
I Tremonti bond sono stati poco richiesti perché i termini non sono per nulla di favore e di conseguenza solo un istituto in difficoltà li sottoscriverebbe al di là del minimo ammontare preteso dalla “moral suasion” del Tesoro. Il Ministro dovrebbe quindi essere felice: ha immediatamente identificato i casi clinici, ha fornito loro uno strumento per superare il peggio, ma lo ha fatto a tassi abbastanza alti da non permettere ad altre banche, più sane, di potersi finanziare a livelli favorevoli (a quello ci pensa già la BCE, al cui confronto Tremonti ha fatto un figurone).
D’altronde, questo è uno dei perversi vantaggi di un sistema che da’ carta bianca alle banche di rifilare ai clienti strumenti prezzati totalmente fuori mercato, garantendo una profittabilità altissima senza doversi affidare alla “speculazione” : le banche italiane piazzano bond subordinati alla clientela a tassi d’interi punti percentuali inferiori a quelli di mercato, si finanziano a tassi irrisori sulla carta senior, imbottiscono i dossier titoli di polizze e obbligazioni strutturate che tutti sanno incorporare commissioni di svariati punti percentuali superiori a quelle di altri prodotti equivalenti. Con vedove e orfani costretti a comprare obbligazioni bancarie subordinate al 3-5%, perché finanziarsi al 7% da Giulio Tremonti? Con fonti di reddito così, a chi serve comprare subprime?
E’ questo il motivo della profitabbilità del sistema bancario italiano: l’oligopolio sanzionato per legge. Di questo Tremonti si dovrebeb preoccupare, non di uno shcema di cui, paradossalmente, lamenta il successo. Voleva forse ritrovarsi a giocare la parte del Padrino, come sta capitando al team Geithner/Obama? O quella del suo avo Beneduce, anche lui socialista prestato a destra?
