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Economiadi Leonardo Daverio Patrizi (IHC)
pubblicato il 20 maggio 2009 alle 10:30 dallo stesso autore - torna alla home

Venghino signori alla sagra delle manovre al ribasso sui tassi delle banche centrali! Venghino a vedere gli effetti della fantastica politica monetaria che con la scusa della difesa dei poveri indebitati, concede premi agli speculatori o a chi fatto debiti assurdi mentre bastona la gente comune, le formichine, i poveri risparmiatori “normali”!

Su queste pagine spendiamo un discreto tempo a ragionare attorno alle manovre delle Banche Centrali e in particolare della [[BCE]] sui tassi. Il tenore delle osservazioni potrebbe sembrare ai più un po’ ozioso, credo però si possa notare come i ragionamenti riguardino essenzialmente i casa Tassi bassi: come premiare la speculazione e punire il risparmio problemi del credito in generale e di imprese e banche in particolare, tralasciando i più particolari interessi di risparmiatori e mutuatari. Questo “focus” non è casuale: è un fatto che le priorità della politica monetaria non è più (o mai) aiutare i comuni mortali, benché [[Trichet]] sia stato ben strattonato da quasi tutti i Governi per abbassare il tasso di riferimento, e i Governi abbiano ampiamente rivenduto queste pressioni come dimostrazione della loro attenzione verso gli indifesi cittadini impegnati con il mutuo-casa.

TASSI BASSI, REMUNERAZIONI BASSE – Anzitutto, parlando in particolare degli italiani, non siamo questo popolo di sciamannati debitori. Benché in calo, il tasso di risparmio resta significativo, lo stock stesso è elevato, circa a un 50% del PIL, che messo a confronto con un indebitamento privato a circa il 30% del PIL comporta che in toto gli italiani siano più esposti a rischio per l’adeguata remunerazione del proprio risparmio che per il peso del debito. La prudenza (o paura?) italiana porta a detenere il risparmio soprattutto in conti correnti, depositi bancari, e titoli di Stato oltre che altre obbligazioni… tutti strumenti che risentono direttamente delle manovre sui tassi: se la BCE abbassa il Refi, cioè il tasso a cui finanzia le banche private, queste avranno “meno bisogno” dei soldi dei risparmiatori quindi si potranno permettere di ridurre i rendimenti dei depositi (“Guardi, ieri il denaro ci costava presso la Banca Centrale il 3%, perciò a lei davamo il 2% per il suo deposito; adesso la Banca Centrale ce lo dà all’1%, quindi si prenda uno 0,25% e veda di non rompere“). E che dire poi dei mitici BOT? Ormai fa schifo anche chiamarli “titoli fruttiferi” (“Guardi, finché i depositi rendevano il 2%, noi Stato non potevano collocare titoli se non con rendimenti di almeno il 2,5%; adesso i depositi rendono lo 0,25%, quindi si prenda questo 0,75% dal suo BOT e veda di non rompere“).

UN PREMIO PER GLI  INDEBITATI – E poi c’è il lato degli indebitati e dei potenziali nuovi indebitati. I primi, in quanto maggiormente indebitati a tasso variabile, sono felici di veder “calmierare” il costo del proprio mutuo. Ma sono felici anche altri debitori, come le aziende, che vedono “calmierato” il costo del loro anticipo-effetti, dei loro prestiti… e felici sono le banche più grandi che possono prendere soldi a tassi bassissimi, da rivendere però con un (doveroso) crescente premio per il rischio (parte dello spread) a chi vorrebbe realizzare qualche nuovo progetto, compreso l’acquisto della casa dopo aver atteso che passasse l’assurda sbornia sui prezzi dell’immobiliare. Ecco, il fatto che la Banca Centrale consenta alle banche di prendere soldi a tassi (il Refi) bassi, permettendo poi loro di parcheggiarli con basso costo finale presso la stessa Banca Centrale, in più abbassando il costo del debito per chi è già debitore quindi migliorando la qualità di tali crediti, aggiusta il rapporto di rischio tra!0 2008 FlyingMoney Tassi bassi: come premiare la speculazione e punire il risparmio i loro impieghi e il loro capitale ed evitando quindi che siano i banchieri a dover tirar fuori soldi per le ricapitalizzazioni, ma di fatto non apre alcuno spazio di nuovo credito per i potenziali nuovi debitori, per coloro che hanno risparmiato per poter comprare una casa a prezzi più ragionevoli.

CAROTE AGLI SPECULATORI, MAZZATE AI RISPARMIATORI – Noi formichine che mettiamo soldini da parte anziché lanciarci in speculazioni o debiti assurdi, noi risparmiatori, veniamo protetti da queste politiche dei tassi bassi? E di chi è la colpa se poi ci facciamo abbindolare da chi ci vende un opaco e rischioso prodotto strutturato che ci promette un 4% di rendimento? E inoltre quel 20% di PIL di risparmio privato netto, non remunerato come dovrebbe, nemmeno può “convertirsi” in debito per sfruttare le migliori condizioni attuali se non pagando un “obolo” (lo spread) al ripianamento dei precedenti eccessi. Noi gente modesta e prudente che non abbiamo partecipato all’orgia di una “vita a rate” ed abbiamo aspettato che i prezzi delle case tornassero abbordabili, veniamo protetti da queste politiche spacciate come “protezione sociale“? Sì, se i tassi salissero come dovrebbero potremmo non sostenere il relativo mutuo… ma i prezzi delle case sarebbero più bassi, il nostro risparmio varrebbe di più, il debito che dovremmo accollarci quindi sarebbe minore, oppure avremmo la speranza di vedere conosciuto sul mercato il valore della nostra oculatezza e quindi solvibilità.  E invece abbiamo chi ci “protegge”.

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