Siccome si annoiava perché aveva esaurito le fregnacce da sparare in occasione delle previsioni del Pil, il ministro Maurizio Sacconi ieri ha deciso di movimentarsi la vita dichiarando che: “La colpa dei salari bassi è della sinistra, prigioniera di una borghesia parassitaria e cialtrona. Noi siamo con orgoglio il partito dei lavoratori e il Pdl lancia la sfida alla sinistra. Io accuso la sinistra italiana dei bassi salari generati dagli anni ’90, una sinistra prigioniera di borghesie parassitarie e ciniche che hanno idealizzato la moderazione salariale come modo di entrare in Europa e non invece l’incremento di produttività“.
Non si può biasimare Sacconi. L’occasione era ghiotta: la notizia che gli italiani incassano ogni anno retribuzioni medie tra le più basse dei Paesi Ocse – con un salario netto di 21.374 dollari, il Belpaese si colloca al 23esimo posto della classifica dei 30 paesi dell’organizzazione di Parigi. E infatti, già che c’era Maurizio ha anche detto: “Noi siamo per far crescere i salari e crescere la partecipazione. L’unico modo possibile è in azienda dove si possono distribuire i dividendi dei risultati che si raggiungono“. Accompagnando il tutto con slogan che fanno anche un po’ ridere, in bocca a un ministro di un governo di centrodestra: “Noi siamo con orgoglio il partito dei lavoratori“. Cose del genere il PCI non le diceva più dagli anni ’70.
Ma il ragionamento fila; anche se ci sarebbe da ricordare, come fa Pietro Garibaldi, che in Italia la differenza tra il costo del lavoro sostenuto dalle imprese e il reddito netto dei lavoratori è tra le più marcate del mondo. Il cuneo fiscale è infatti pari al 46,5%: di cento euro che l’azienda dà al lavoratore, solo 54,5 gliene finiscono in tasca. E aggiunge: “Si tratta indubbiamente di una differenza impressionante, ma è bene ricordare che i lavoratori tedeschi hanno un cuneo fiscale decisamente superiore al 50 percento, ma percepiscono una retribuzione netta superiore. Un discorso simile vale per la Francia“.
Già che c’è, poi, Sacconi potrebbe prendersi in saccoccia e portare a casa una lezione d’economia che arriva nientepopodimeno che da Renato Brunetta: “I salari sono legati alla produttività, quindi bassi salari vuol dire bassa produttività; alti salari vuol dire nei settori esposti alla concorrenza alta produttività. Quindi noi scontiamo una bassa produttività. C’è stata negli ultimi 10-15 anni una distribuzione del reddito che è andata più a favore dei profitti che dei salari. Questo non è negativo in sé, se dai profitti si passa agli investimenti. Se, invece, dai profitti si passa alle rendite finanziarie, allora le cose non funzionano“. E’ esattamente così che è andata. E la produttività dipende in gran parte dagli investimenti. Ma non è mica questo il punto.




Ormai alle str…stupidaggini abbiamo fatto l’abitudine. Certo Sacconi da questo punto di vista è attivissimo.
Diciamo, a latere, che puntare (come ha fatto DELIBERATAMENTE questo governo) sulla “tolleranza del sommerso”, tanto per dirne una, non aiuterà a risolvere il problema, anzi.
Il fatto che in Italia non c’è una politica industriale, non c’è una politica della concorrenza, non c’è una politica economica, insomma non c’è la politica è una colpa generalizzata. Buffo che dallo schieramento “creato” dall’antipolitico per antonomasia arrivino le critiche agli altri, anzichè un mea culpa.
Ah, anche Mgiannini legge giornalettismo (o più probabilmente ha buoni suggeritori, vedete voi): leggersi (a parte il famigerato abracadabra) l’articolo di ieri su Affari e Finanza realtivo allo scorporo della rete telecom
C.
E’ colpa della sinistra?!!! Ma sta rievocando tempi preistorici: da mo’ che il picismo è morto e gli altri non erano Cassandre? Ora, ci si desta in mezzo a tanto sano ottimismo e si fa ‘sta bella scoperta? Tumb, tumb, tarataratatata! Bomba…”e ci vuole coraggio!!!”
Sempre a vedere il bicchiere mezzo vuoto. Certo la Grecia ci ha superato, ma i nostri termini di paragone non li possiamo mica fare con il primo mondo: Germania? Francia? Inghilterra? Noi ce la dobbiamo giocare con Malta (su chi è più solidale con il problema dell’immigrazione), la Turchia (sulla tutela della libertà di stampa), i paesi slavi sulla compitezza della democrazia…
Sono quelli i nostri termine di paragone, con loro ci dobbiamo confrontare. Non è che puoi mettere nello stesso campionato di calcio il Pescasseroli e l’Inter e pensare che se lo giochino alla pari.
Massì, è molto meglio buttarla in caciara dando le colpe a qualcuno, tanto di fessi che ci cascano e li rivotano se ne trovano.
Allora il G8 a che serve se dobbiamo giocarcela con gli ultimi? C’è qualcuno che non fa che ripetere che non siamo messi così male, ma sono i media i corvi neri.
siamo dentro al g8 come Pil prodotto, e in realtà la Spagna reclama già da un paio d’anni il nostro posto. Ci restiamo attaccati con le unghie e con i denti per una questione di prestigio, immagino.
Dopotutto il declino sociale, economico e politico di questo paese è relativamente recente, e il boom altrui altrettanto vecchio
Sacconi è un ex-socialista e, quindi, quando vuol fare il colpo d’ala gli escono stupidaggini immonde, indegne del lavoro decente che gli riesce di fare normalmente.
quello che dice è corretto, nella sostanza. Purtroppo, è anche vero che non si vede uno straccio di proposta di riforma, insieme alla recriminazione pura e semplice.
Berlusconi e i suoi compagni dell’ex-PSI sembrano ancora traumatizzati dalla battaglia sull’articolo 18, una débacle in cui lui ha mancato di coraggio forse per colpa del suo retaggio socialista, ma che la sinistra ha giocato nella maniera più sporca possibile e per il risultato peggiore possibile a livello nazionale: ci ha regalato la morte civile del riformismo, in entrambi i campi.
“perché a questo punto è chiaro che la colpa dei salari bassi non è che si possa imputare a qualcuno che negli ultimi dieci anni al governo c’è stato per quattro anni scarsi. Specialmente perché l’avversario è stato a sua volta al governo per sei.”
Giustissima affermazione!
Berlusconi, prima di essere un leader politico, è imprenditore…e si sa, a questa categoria conviene tenere bassi i salari!
Finchè il prelievo fiscale e la produttività saranno questi non vedo come si possa neppure ipotizzare un aumento degli stipendi. Poi andiamo a considerare che in Italia abbiamo 3/4 regioni che producono ricchezza, altrettante che si sostentano e le restanti che poco o tanto sono a carico. Senza considerare gli statuti speciali ed ammenicoli vari. Se qualcuno avesse le palle per portare dei correttivi seri in poco tempo chi lavora ne avrebbe ampi benefici, ma chi (e sono la maggior parte) non ha voglia o cazzeggia si troverebbe a morire di fame o quasi. Allora forse tanti signorini che non ci pensano neppure a fare un lavoro umile finchè lo stato foraggia, troverebbero un’ imput eccellente la necessità di mangiare.
@Lucia
Non sono d’accordo. All’imprenditore non conviene tenere i salari bassi perché un salario basso non gratifica il dipendente e lo invoglia a lavorare di meno. I salari bassi sono conseguenze della guerra economica asimmetrica portata da paesi tipo Cina. Il nostro cruccio deve essere il fatto di non aver capito che avremmo dovuto ribattere non abbattendo i salari ma differenziando il prodotto rendendolo appetibile anche a prezzi più elevati.
Secondo me bisognerebbe promuovere a ministro del welfare il responsabile del centro studi del ministero (mi pare infatti che da dieci anni e sotto i vari governi i tecnici abbiano continuato a produrre documenti interessanti) e cacciare a pedate Sacconi che, in occasione della folgorazione che l’ha condotto sulla via della fede, deve aver avuto folgorato anche qualche neurone di troppo. Già che ci siamo cacciamo anche la Roccella.
Scorrendo le visite di ieri su Analytics non ho trovato nulla dal ministero tremontiano, però però… tutte quelle visite dal Presidenza del Consiglio… ^.^
io ho un’email del ministro; che dite, gli mando il link alla tag?
Io però mi preoccuperei di tutte quelle visite dal ministero della giustizia…
Se cercano me qualunque cosa succeda incolpate Ricchiuti!1
@essemme
La Spagna? Il suo boom era tarocchissimo, infatti è bastato che finissero i finanziamenti europei per farla riscivolare nel baratro.
criminalità, immigrazione clandestina, crisi, divorzio di berlusconi, inefficienza della pubblica amministrazione, spesa pubblica eccessiva, tasse elevate, salari bassi, milan che non vince lo scudetto, tutta colpa della sinistra
abbiamo la sinistra più potente del mondo
E siamo alle solite,ormai da più di un ventennio la politica italiana fà solo chiacchiere,xchè nessun politico sà fare politica.A dex a six al centro, di traverso,di dentro o di fuori;TUTTI.-
Ma Sacconi,Brunetta e tutti gli altri,dovrebbero spiegarci xchè negli anni del boom,coloro che davano tanta produttività avevano salari bassi mentre i politici, magnager di stato,alti magistrati ecc,di fronte a zero produttività avevano e hanno salari sempre più alti ?.Attenzione!la storia ci insegna che il popolo alla lunga si stufa.-
maledettamente vero… sta sinistra dal 49 ad oggi c’ha portato al baratro.. quei poverini della Dc c’hanno provato ad opporsi.. ma niente! e ora lo stesso ingrato destino tocca a Berlusca…che paese di comunisti!