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La scuola non ha bisogno di assiomi

19 maggio 2009

Sala d’attesa del medico di base, gremita. Il mio n. è il 75. Venti prima di me. Di solito, sapendo della lunga fila (!?), mi porto il quotidiano. Questa mattina no. Come passo il tempo? A parlare con gli altri pazienti? Improbabile. In un angolo adocchio una mensola con alcuni giornali in vista, ma ci sono tanti numeri di un unico mensile: Famiglia Cristiana. Scartabello e leggo un titolo: Mariastella Gelmini si promuove. Un’intervista del 15.03.2009. Curioso, incomincio a leggere anche per passare il tempo. Arrivo alla fine con una sorta d’ansia nel petto. Ma chi ci governa? Una donna che di scuola non sa nulla se non quello che le dicono? L’ho sentita più volte per TV. Ne ho ricavato sempre una brutta impressione non solo perché è un ministro del governo Berlusconi, ma perché è proprio ignorante in materia scolastica. Dopo la lettura dell’intervista questa mia opinione si è rafforzata: non è una politica, è una fanatica. Per di più dalle sue parole si ricava che questo Paese gode di un tasso di democrazia sempre più basso. Dopo l’approvazione del decreto legge sulla scuola primaria senza discussione e senza consultazione delle parti interessate, la ministra ha voluto dimostrare che la sua riforma è condivisa con una specie di referendum sull’organizzazione della scuola elementare per conoscere l’orientamento o, se si vuole, capire le preferenze dei genitori sulla scuola da offrire ai propri figli. La risposta è stata chiara: solo il 3% dei genitori ha chiesto 24 ore settimanali di lezione.

Le 24 ore preludono alla reintroduzione del maestro unico. Per me e per tutti la scelta dei genitori ha un solo significato: bocciatura del maestro unico. Per la Gelmini no. Per lei il ritorno al maestro unico è “una scelta culturale e pedagogica del ministero”, non tagli. E’ un’affermazione la sua, un assioma, un “ispe dixit” senza contraddittorio, non un ragionamento. La scuola non ha bisogno di assiomi, ha bisogno di condivisioni, di scelte culturali e pedagogiche ragionate sulla base dell’esperienza della didattica e della psicologia. Ciò che è stato fatto è solo incursione in un campo delicato che la Gelmini non conosce e un’imposizione, non una scelta oculata e democratica.

Alla domanda: “Si sono chiuse le iscrizioni e solo il 3% delle famiglie ha scelto le 24 ore con il maestro unico. La maggioranza ha scelto il tempo prolungato o il tempo pieno. Non si sente a rischio di bocciatura?” La risposta è stata strabiliante: “Noi abbiamo cercato di venire incontro alle famiglie con opzioni orarie di 24, 27, 30 e 40 ore ma, qualunque sia la scelta, il maestro di riferimento è sempre unico. Il massimo di ore che può fare un maestro elementare sono 22 più 2 ore di programmazione, quindi ci sarà un maestro di riferimento affiancato da colleghi, d’inglese, di religione, che copriranno le ore rimanenti. Identificare il maestro unico con le 24 ore è un errore di contenuto che sta disorientando le famiglie”.

Se fosse coerente con quello che sostiene dovrebbe spiegare il nesso che corre tra 24 ore e maestro unico e come si concilia quest’ultimo con l’insegnante di religione, l’unico intoccabile ormai nella scuola.

Mi verrebbe da chiederle se conosce le regole della democrazia e quelle dei numeri. Ma anche se conosce e pratica il cristianesimo di cui va tanto fiera.

Una sola domanda per concludere: “Riesce a dormire la notte da buona cristiana qual è, sapendo che a fine giugno non avranno più l’incarico a tempo determinato circa 200.000 tra docenti e personale ATA, al di là delle questioni didattiche, pedagogiche e organizzative della scuola primaria?”

Se ci riesce avrà la coscienza a posto. Non avrà mal di pancia perché vuota. Ma non si dichiari cristiana, per favore!

Cordialmente!

4 commenti a La scuola non ha bisogno di assiomi

  1. gloria

    perché negli studi dei medici c’è sempre Famiglia Cristiana?

  2. Perché è la lettura standard dei vecchietti che sono i clienti standard dei medici.
    Credo.

  3. gloria

    @Enrico: perché le altre riviste se le portano a casa.
    Mi veniva in mente questo or ora:)

  4. Che commenti sono questi? Perché non entrate nel merito della questione, ossia della distruzione della scuola pubbliica ad opera della riforma Gelmini? Tanto più che oggi (21/05/09) in Parlamento stanno circolando degli emendamenti a favore dei finanziamenti alla scuola privata! Riflettete e commentate queste notizie, invece di fare battute schiocchine sulle letture dei presunti vecchietti che frequentano gli studi medici!

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