C’è chi pensa che diversi italiani siano dei mascalzoni che derubano i loro connazionali evadendo le tasse. Che questi italiani siano gente da condannare. Gente che dovrebbe vergognarsi per il suo comportamento. Invece non è così: è semplicemente scritto nel loro Dna.

Perché gli italiani sono un popolo straordinario. Un popolo di santi, di navigatori e di poeti. Un popolo a cui piace divertirsi, stare in compagnia, fare bisboccia. Forse un po’ evasivi, ma si sa che nessuno è perfetto. Purtroppo la vita è fatta anche di cose tristi: cose come malattie, Berlusconi presidente del consiglio, bollette, vicini rompiscatole. E soprattutto, la cosa meno divertente di tutte: le tasse.
Le tasse non mettono allegria. Non fanno cantare, né ballare. E non fanno ridere. E gli italiani (quelli che possono permetterselo, naturalmente) che vogliono essere sempre allegri, per non intristirsi troppo preferiscono non pagarle. Hanno scoperto che è facilissimo: basta dichiarare redditi da fame e continuare a girare in Ferrari o a navigare con i propri yacht. E tanto peggio per quelli, come i lavoratori dipendenti e i pensionati, che non possono concedersi neppure un momento di evasione: forse è proprio per questo che sono sempre così tristi.




Questo Befera farà carriera!
Il vero dilemma dell’evadere le tasse è trovarsi i figli all’asilo con gli extracomunitari che dichiarano poco perchè guadagnano poco.
Bisognerebbe distinguere tra sili per poveri (evasori) e poveri (veri)
Nessun dilemma, baby: con i soldi che metto via evadendo le tasse mi pago alla grande la retta dell’asilo privato extraUe-free (C’è un’altra cosa che noi italiani abbiamo nel Dna: “‘ccà nisciuno è fesso!”)
@Gregorj:
Molti “pratici” la fanno. Personal,mente prefrisco chi tiene – con gentilezza pari alla fermezza – la schiena dritta. Mi sono più simpatici
@Giovanni:
Credo che questa indicazione di policy verrà raccolta presto da chi di dovere
@grano:
E’ vero, abbiamo nel Dna anche quella cosa. ma è vero che come capita ai troppo “furbi”, che siamo bravissimi a salvaguardare le monetine del borsellino mentre ci facciamo gioiosamente sfuilare le banconote dal portamonete.
@tutti:
Ci sono anche i poveri pirla che pagano le tasse ancor prima di ricevere i pagamenti delle fatture, pagamenti ovviamente in ritardo di mesi (e ovviamente senza gli interessi di mora, perché se no si rovina il rapporto con il cliente, che ti dà il lavoro).
Poi, ovviamente, se in un anno di crisi guadagnano l’XX% in meno di quello precedente, e pagano gli acconti delle tasse in base ai guadagni precedenti che non ci sono più, e non ricevono i pagamenti delle fatture sulle quali hanno già pagato IVA e IRPEF, e lo studio di settore dice che in realtà hanno guadagnato di più di quello che hanno guadagnato, e una ditta a cui hanno venduto merce fallisce e arriva il curatore fallimentare a riprendersi i soldi (ma loro non possono riprendersi la merce), qualche LEGGERISSIMA inca**atura gli viene.
Quando scoprono poi che IN TEORIA dovrebbero pagare le tasse sugli interessi di mora NON PERCEPITI, tanto per dirne una, capiscono come devono rapportarsi con il sistema fiscale italiano, e il loro DNA subisce una mutazione e si adegua a quello dominante.