Il viaggio papale in terra santa non ha prodotto i risultati sperati, anzi. Da una parte e dall’altra non c’è stata che amarezza. Quando si può dire: io l’avevo detto.
L’avevo detto io che il caro Ratzinger avrebbe fatto flop. In realtà flop, quando si parla di Palestina e Israele, si fa quasi sempre. Devi essere proprio, ma proprio Dio in terra vestito di bianco per non cadere nell’errore, nella parentesi, nella virgola e nei due punti. Sennò la gente s’incazza, pardon! S’arrabbia. E allora giù che l’ex giovanotto hitleriano è stato un po’ freddo avrebbe potuto dire questo e avrebbe potuto dire quello. Così, ad esempio il presidente d’Israele sulle accuse israeliane al Papa di essere stato tiepidino: «Se il discorso all’aeroporto l’avesse fatto a Yad Vashem (il memoriale delle vittime della Shoah, ndr),
probabilmente sarebbe stato tutto diverso. Ma lui ha fatto un discorso forte al suo arrivo e così, il terzo della giornata, è sembrato una ripetizione».
ANDARSELE A CERCARE - Il Papa secondo me se l’è vista brutta. Chissà quante volte ha riscritto i suoi discorsi. Me lo immagino chino sulla scrivania seduto compostamente sulla poltrona elegantemente vellutata di rosso che scrive con il pennino intinto nell’inchiostro (si, perché vabbè che il Vaticano si modernizza, ma ce lo vedete il Papa che scrive a gambe incrociate sul letto al suo Mac?!). E partorisce (si può scrivere “partorisce” quando si parla del Papa?) questa frase:“In un mondo in cui le frontiere vengono sempre più aperte, al commercio, ai viaggi, alla mobilità della gente, è tragico vedere che vengono tuttora eretti dei muri… Anche se i muri possono essere facilmente costruiti, noi tutti sappiamo che non durano per sempre, possono essere abbattuti». Con le granate o con la diplomazia? Aggiungo. Fatto sta che non mica una frase da tutti questa qua. Anche lui la butta li: “Due Popoli, Due Stati“, frase che se leggete assiduamente la rubrica potete ben capire quanto ormai sia insensata. Certo che poi il Papa se la va a cercare. Parlando con Abu Mazen ha dichiarato:”La Santa sede appoggia il diritto del suo popolo ad una sovrana patria palestinese nella terra dei vostri antenati”.
POOR POPE – Poi arriva Abraham Yehoshua che da intellettuale qual è, come tutti gli intellettuali spesso dice delle stronzate clamorose sentite qua: “Gesù stesso sarebbe stato il maggior antifascista o antinazista se fosse vissuto in quel periodo. Il Papa è nella terra di Gesù e sa perfettamente che cosa era la dottrina di Gesù e la sua missione. Gesù sarebbe stato il peggior nemico di quel che è successo nel periodo nazista, il periodo della tirannia. Ma questo il Papa non lo ha detto». Ma insomma! Ma perché bisogna sempre fare lo stesso
giochino. Povero Cristo, sempre in mezzo viene messo. Certo che Gesù sarebbe stato il peggior nemico del nazismo e del fascismo, ma sarebbe stato anche diciamolo, un tantino critico con l’occupazione militare israeliana che diffonde allegria in tutta la regione e con i barbudos che lanciano missili random. Poi sto Gesù con la storia che è stato il più grande rivoluzionario di sempre l’abbiamo bruciato, vituperato, preso in giro e venduto. Credenti e non. Un po’ come Che Guevara i suoi poster e le sue magliette. Povero Papa! Tutti con lui se la prendono. Si può dire che siccome i cattolici hanno delle difficoltà in medio oriente sarebbe stato bello se fosse andato pure a Gaza a parlare con i suoi fedeli? Che c’è le autorità israeliane hanno fatto blocco? Stavolta no. Secondo me è perché era troppo stanco e perché non gli piace molto il pesce di Gaza. Quei furbacchioni dei palestinesi hanno preso e portato a casa, ognuno tira il Papa al suo mulino. Mustafa Barghuti si dichiara:”Felice che si sia recato ad Aida, che abbia potuto constatare di persona come vivono i profughi. Come se non bastasse l’espulsione dalle loro terre di 61 anni fa, sono costretti ad accettare anche la costante presenza di quello che noi consideriamo il Muro dell’Apartheid“. Giudica positivo anche il discorso del Papa anche se ha tralasciato “ L’occupazione militare, l’aggressione violenta che gli israeliani praticano contro di noi”. E non esageriamo Mustafa! Davvero mi chiedo che cosa abbia scritto il Papa sul biglietto al Muro del Pianto. L’altra volta ho chiuso con “Cerco casa..“, stavolta col senno del poi azzardo: “Meno male che fra un po’ me ne torno a casa!“.




Povero Ratzinger!
Non è colpa sua se viviamo in un mondo in cui esistono ancora aree depresse, in cui l’uomo è operatore che abbatte e costruisce anche!
Distruttore dei valori, esaltando ideologie materialistiche e anche edonistiche, il seguace di Cristo, quindi il Papa, nel suo piccolo edifica, si spera, attraverso la cultura della pace!
..e cosa avrà scritto il papa sul bigliettino lasciato al Muro del Pianto?…”peace” “pace” “paix” “paz” “frieden”
forse, avra scritto questo, anche se serve a poco!
No non è colpa sua. Ma qualche rsponsabilità io la darei alla chiesa cattolica, che spesso si è messa in tasca la cultura della pace e ha tirato fuori le unghie.
francamente non capisco che senso hanno questi viaggi papali e non papali
ma davvero siete convinti che servano o possano servire?
vertici appelli accordi e chi più ne ha più ne metta non servono ad una mazza
la continuano e continueranno a farsi la guerra
chi ha ragione alla fine?
gli ebrei perché erano là ai tempi del re Davide e anche prima
i palestinesi (termine generico) che hanno abitato la regione dopo la caduta (molto tempo dopo) del regno di Giuda e di quello di Samaria (esempio mirabile di secessione in cui 10 tribù se ne andarono a causa dei tributi troppo alti imposti da uno dei discendenti di Salomone)
magari hanno ragione i cananei e filistei che furono cacciati dagli ebrei
quindi i discendenti di cananei e filistei dovrebbero rivendicare quella terra