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Internidi Maddalena Balacco (loska)
pubblicato il 15 maggio 2009 alle 14:30 dallo stesso autore - torna alla home

Dopo l’incredibile atto di coraggio del quotidiano italiano (porre non una, ma ben dieci – e ripeto dieci – domande fondamentali al PresDelCons) si è aperta una settimana all’insegna della polemica. Che novità!

Il redde rationem si avvicina a grandi passi e nessuno è immune dalla febbre relativa alle votazioni ormai prossime. Nemmeno Repubblica che, ricordandosi finalmente quale sia effettivamente la caratteristica principale dei giornalisti – fare le domande -, ha coraggiosamente avanzato dieci quesiti scomodi al Presidente del Consiglio sull’ormai arcistranota questione della bionda napoletana diciottenne. Ecco in esclusiva la settimana di Berlusconi, passata a Noemi Letizia La vera risposta di Berlusconi a Repubblicapianificare le risposte precise e puntuali alle scottanti richieste repubblichine.

LUNEDì - Riunione di governo e brain storming generale: allora, qualcuno ha fatto delle domande, che si fa? Scartata l’ipotesi di rispondere al quotidiano con un duro je accuse sui trascorsi poco limpidi del direttore Ezio Mauro tramite uno dei ficcanti reportage di Libero (“EZIO MAURO, VELINO ARRICCHITO” doveva essere il titolo, corredato da una delle mirabolanti vignette del genio dell’ermetismo involontario Benny), Berlusconi e i suoi decidono di partorire un documento di risposta ai quesiti sulla questione di Noemi Letizia. Nella redazione di Repubblica, intanto, c’è entusiasmo: questa cosa delle domande scomode è divertente, la rifacciamo? Con chi?

MARTEDì - Prima domanda: “Come e quando ha conosciuto il padre di Noemi Letizia?” Berlusconi guarda Bondi interrogativo, ma seccamente cestina la di lui idea (“Componiamo un sonetto Silvio! Senti questo: “Gentile, napoletano, lo conobbi un dì lontano“). Secondo Confalonieri si potrebbe rispondere semplicemente “L’ho conosciuto presentandomi, un giorno tanto tempo fa”. Alla fine prevale la linea Capezzone: come in una sorta di cluedo napoli version, si decide di scrivere delle tipicità di napoli su vari foglietti e li si estrae a caso. La risposta che ne esce è: “In un cumulo di monnezza durante il miracolo delle ampolle di San Gennaro perché ha tentato di vendermi un orologio falso”. Le domande scomode di Repubblica a Franceschini: “Scusa, chi sei?”

MERCOLEDì - “Nel corso di questa amicizia , quante volte vi siete incontrati e dove?” Risposta del conciliabolo azzurro: “a tutte le partite del Milan, abbiamo l’abbonamento in tribuna vicini”. “Come descriverebbe le ragioni della sua amicizia  con Benedetto Letizia?”. Attimi di panico. La risposta di Berlusconi “perché mi piace la figlia” non convince del tutto l’ufficio stampa, che decide di aggiustare il tiro rispondendo “Perché abbiamo inciso insieme un cd, è un grande suonatore di mandolino”. Continua lo sconvolgente viaggio di Repubblica nel mondo delle domande scomode. E’ la volta di Ratzinger: “E’ vero che Dio non esiste?”

GIOVEDì - Uhm, la domanda sulle candidature è meglio saltarla, anche perché nemmeno con i foglietti si è riuscito a trovare una risposta plausibile (“Perché gli piace la mozzarella di bufala leggendo Gomorra in soggiorno” era la risposta101025369 La vera risposta di Berlusconi a Repubblicamigliore venuta fuori dalle urne improvvisate). Anche la domanda sulla biondina è inutile (d’altra parte se uno conosce il padre, è logico supporre possa conoscere anche la figlia). Anzi, fa notare Capezzone, meglio evitare tutte le domande sulla giovane, si può sempre dire che non sono arrivate, erano illegibili o si è stati fraintesi. Meglio lanciarsi sulle ultime, quelle relative a Veronica, così “prendiamo due piccioni con una fava e rispondiamo anche a lei”. Repubblica ha ormai intrapreso la strada del giornalismo investigativo verace: sulla scomoda sedia del torturato c’è oggi proprio Noemi Letizia. Ecco la scomoda questione a lei rivolta: “E’ vero che ti hanno ritoccato il didietro con photoshop?”

VENERDì – Fuoco di fila su Veronica Lario. “Ci sono altre minorenni che incontra o alleva?” aveva chiesto Repubblica. Berlusconi, tosto, dopo aver lungamente discusso con i suoi e deciso che ammettere “sì, grazie” era sconveniente, decide di buttarla sul calcistico. “Sì, ma sono stato frainteso. Le “allevo” semplicemente per farle giocare nella difesa del milan, notoriamente la più vecchia del calcio mondiale, e mia moglie lo sa bene, quella infingarda. Interista.” La fatica è giunta ormai al termine. Manca solo una domanda: “quali sono le sue condizioni di salute”. Non sembrerebbe ma questa è una questione fondamentale: l’eventuale ammissione di una malattia farebbe crollare il consenso per un premier visto come malato e decadente. Tuttavia non  sarebbe verosimile sostenere di essere in salute come un ventenne. Perciò si decide di rimanere sul vago: “mah, a parte la sciatica tutto apposto“.

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