Oggi, 35 anni fa in una caserma in Sicilia
15/05/2009 - (questa lettera è stata pubblicata in un mia nota e fa parte di un epistolario giunto finalista al Premio Pieve Santo Stefano 2006 dell’Archivio Diaristico Nazionale fondato da Saverio Tutino) Martedì 13 maggio 1975 Ginetta sono incazzatissimo, nervoso, bisogna davvero
(questa lettera è stata pubblicata in un mia nota e fa parte di un epistolario giunto finalista al Premio Pieve Santo Stefano 2006 dell’Archivio Diaristico Nazionale fondato da Saverio Tutino)
Martedì 13 maggio 1975
Ginetta sono incazzatissimo, nervoso, bisogna davvero essere dei figli di puttana per dire certe cose –
Ti racconto, avevo sbagliato caserma, poi sono andato a quella giusta, ho dovuto aspettare all’entrata , perché non c’era nessuno ( di quelli del picchetto alla porta) che poteva accompagnarmi dentro, così mi ha accompagnato un soldato semplice,-
Ci ha incontrato un maresciallo dei carabinieri, che si è incazzato col soldato, e poi mi ha portato nel suo ufficio, si è preso tutti i connotati e quando ha sentito della mia facoltà, che è derivante da Economia e Commercio mi ha detto queste parole, – Tu fra un mese o due sarai trasferito in Sardegna – , al che io gli ho chiesto il perché, che cosa avevo fatto, e lui – con quella faccia che hai, e con la tua facoltà, io lo so già che tu farai politica, tu sei uno di quelli di sinistra come tutti quelli di Economia e Commercio- Al che mi sono incazzato anch’io, e gli ho detto, come faceva a fare delle affermazioni così gratuite – Poi ha iniziato a dire di non rubare e che se qualcuno si comportava male, anche se un sotto-ufficiale o un ufficiale, di andarglielo a dire – capito, ha voluto intimorirmi, mettermi paura prima e poi ha cercato di tirare un crumiro dalla sua parte – Che porco
Ha scelto proprio la persona giusta per fare il crumiro, e poi adesso devo aumentare le mie precauzioni, anche se il maresciallo dei carabinieri non c’entra niente con noi, è sempre un graduato e può sempre punire qualcuno – Sembra che qua ci siano dei nuclei di D.C , dei fascisti, ed alcuni del P.C.I e anche di L.C , e sembra pure che questo maresciallo sia incaricato di scoprire e denunciare tutti quelli che fanno politica, indipendentemente dalla ideologia, Ma le sue parole erano fin troppo chiare per poterlo definire un democratico, mi ha persino detto che come siciliano è anche un mafioso (che balla!) e che quindi a maggior ragione a lui di politica non frega niente – Questo l’ha detto come se non si sapesse della marca chiaramente fascista e violenta della mafia – Ho riconosciuto un ragazzo che abita vicino al mio paese e che è iscritto al P.C.I, mi ha detto di stare tranquillo perché lui a noi non può farci niente e che questa scena la fa a tutti per intimorirli anon fare politica – Il M.D.M qui è molto disorganico – Starò molto attento anche con questo del P.C.I-
Una porta alta
Un muro bianco
Uno stanzone grande-
Un viso
Un foglio, una penna
Una lacrima
Una speranza –
Guardi in giro, tanti visi –
Ti sembra di essere lontano, perché vogliono isolarci? Perché vogliono farci vivere di sogni e speranze? Tutto ciò è assurdo –
Vivere non significa sognare e sperare
Vivere significa capire e lottare –
Ginetta, qui non mi sono trovato poi tanto male, ho incontrato tanta gente, quasi tutti calabresi, con loro non mi sono sentito perso, abbiamo parlato molto, e mi hanno detto che anche se non ho fatto il giuramento per il 4 giugno posso avere la licenza. non è vero che bisogna essere figli di puttana per non essere presi in giro e per far sì di non subire scherzi da parte dei militari più anziani – non c’è più del cameratismo tra foro, l’unico obbiettivo è quello di sbrigarsi più presto, con i nuovi arrivati, sono molto corretti ( a me non hanno fatto tagliare la barba), spiegano la situazione generale e particolare della caserma e sono molto disponibili per informazioni e chiarimenti sul regolamento – ho sentito già alcune lamentele – La pasta fa schifo, fa venire vomito, il secondo e contorno è invece mangiabile –
Poi abbiamo avuto la possibilità di uscire già dal primo giorno, così ho potuto trovare l’abitazione di quel compagno che stamattina non avevo trovato, però non era a casa – Altra informazione è che qui si nuota nelle zanzare e domani vorrò vedere come sarà ridotta la mia pelle – Fra pochi giorni andrò a passare la visita per l’uretrite (spero che vada bene, mi è passata)
Ginetta, mi raccomando a scrivere, scrivi in quel modo stabilito e mandami l’indirizzo di Vito, il mio è:
TRS. MAINIERI GIUSEPPE
COMPAGNIA TRASMISSIONI “AOSTA”
CASERMA CAPITANO ZUCCARELLO
_MESSINA_
_ _
Ginetta ti amo e ti penso sempre, non ti lascerò mai
_Tuo Pino _













grazie di aver condiviso con noi
Lo so, sono un’inguaribile sentimentale. Ma nel leggere “Ginetta ti amo e ti penso sempre, non ti lascerò mai” non ho potuto fare a meno di smettere di pensare al contenuto della lettera tutta e pensare… “chissa’ dove sono oggi, Pino e ginetta. Chissa’ se Pino ha ancora quella voglia di mordicchiarle la pancetta e staccare i ghiaccioli alla fontana”. Chissa’ dove sarebbero, oggi, Rocco e Antonia.
Ginetta è ancora in giro…anche in rete;)
Ecco non so… questa lettera, questa cosa… mi ha commosso. Tanto.
Pingback: L’Archivio dei diari crea una collana editoriale: vite da leggere come romanzi | DaringToDo.com