(questa lettera è stata pubblicata in un mia nota e fa parte di un epistolario giunto finalista al Premio Pieve Santo Stefano 2006 dell’Archivio Diaristico Nazionale fondato da Saverio Tutino)
Martedì 13 maggio 1975
Ginetta sono incazzatissimo, nervoso, bisogna davvero essere dei figli di puttana per dire certe cose –
Ti racconto, avevo sbagliato caserma, poi sono andato a quella giusta, ho dovuto aspettare all’entrata , perché non c’era nessuno ( di quelli del picchetto alla porta) che poteva accompagnarmi dentro, così mi ha accompagnato un soldato semplice,-
Ci ha incontrato un maresciallo dei carabinieri, che si è incazzato col soldato, e poi mi ha portato nel suo ufficio, si è preso tutti i connotati e quando ha sentito della mia facoltà, che è derivante da Economia e Commercio mi ha detto queste parole, – Tu fra un mese o due sarai trasferito in Sardegna – , al che io gli ho chiesto il perché, che cosa avevo fatto, e lui – con quella faccia che hai, e con la tua facoltà, io lo so già che tu farai politica, tu sei uno di quelli di sinistra come tutti quelli di Economia e Commercio- Al che mi sono incazzato anch’io, e gli ho detto, come faceva a fare delle affermazioni così gratuite – Poi ha iniziato a dire di non rubare e che se qualcuno si comportava male, anche se un sotto-ufficiale o un ufficiale, di andarglielo a dire – capito, ha voluto intimorirmi, mettermi paura prima e poi ha cercato di tirare un crumiro dalla sua parte – Che porco
Ha scelto proprio la persona giusta per fare il crumiro, e poi adesso devo aumentare le mie precauzioni, anche se il maresciallo dei carabinieri non c’entra niente con noi, è sempre un graduato e può sempre punire qualcuno – Sembra che qua ci siano dei nuclei di D.C , dei fascisti, ed alcuni del P.C.I e anche di L.C , e sembra pure che questo maresciallo sia incaricato di scoprire e denunciare tutti quelli che fanno politica, indipendentemente dalla ideologia, Ma le sue parole erano fin troppo chiare per poterlo definire un democratico, mi ha persino detto che come siciliano è anche un mafioso (che balla!) e che quindi a maggior ragione a lui di politica non frega niente – Questo l’ha detto come se non si sapesse della marca chiaramente fascista e violenta della mafia – Ho riconosciuto un ragazzo che abita vicino al mio paese e che è iscritto al P.C.I, mi ha detto di stare tranquillo perché lui a noi non può farci niente e che questa scena la fa a tutti per intimorirli anon fare politica – Il M.D.M qui è molto disorganico – Starò molto attento anche con questo del P.C.I-
Una porta alta
Un muro bianco



grazie di aver condiviso con noi
Lo so, sono un’inguaribile sentimentale. Ma nel leggere “Ginetta ti amo e ti penso sempre, non ti lascerò mai” non ho potuto fare a meno di smettere di pensare al contenuto della lettera tutta e pensare… “chissa’ dove sono oggi, Pino e ginetta. Chissa’ se Pino ha ancora quella voglia di mordicchiarle la pancetta e staccare i ghiaccioli alla fontana”. Chissa’ dove sarebbero, oggi, Rocco e Antonia.
Ginetta è ancora in giro…anche in rete;)
Ecco non so… questa lettera, questa cosa… mi ha commosso. Tanto.
Pingback: L’Archivio dei diari crea una collana editoriale: vite da leggere come romanzi | DaringToDo.com