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Internidi Donato De Sena
pubblicato il 15 maggio 2009 alle 10:30 dallo stesso autore - torna alla home

Manca ancora qualche settimana al redde rationem elettorale, ma è una di quelle partite che si guardano giusto se in Tv non danno niente di meglio. Posto che il vincitore sarà ancora il Silvione nazionale, e di parecchie lunghezze, resta da vedere cosa deciderà Franceschini. Ma è solo una curiosità. berlusconi%20cesare Cronaca di un cappotto annunciato

E’ il momento di fare i complimenti al centrodestra guidato da Silvio Berlusconi che, nonostante un leggero calo negli ultimi dieci giorni, tiene un vantaggio più che rassicurante sul duo composto da Partito Democratico e Italia dei Valori. Se si trattasse di Elezioni Politiche, ad un mese esatto dalle urne Popolo della Libertà e Lega Nord avrebbero già in tasca i 340 seggi di maggioranza alla Camera e molti più senatori di quelli piazzati a Palazzo Madama un anno fa. Se allora si parlò di trionfo, oggi sarebbe difficile trovare un sostantivo diverso per definire una vittoria così netta.

COME ERAVAMO – Dodici mesi fa, infatti, Pdl e Lega raccolsero circa 9 punti di consenso in più di Pd e Idv, racimolati in gran parte a ridosso del voto: mentre tutti i sondaggi politico-elettorali pubblicati negli ultimi giorni in cui era ammesso farlo (fino a 15 giorni prima del giorno fissato per il voto), infatti, avevano segnalato un costante recupero, seppur lieve, della coalizione veltroniana sull’attuale maggioranza, i risultati palesarono l’allargarsi della forchetta fino ai 9 punti. Oggi quel divario è quasi doppio. Il suo momento peggiore il Pd l’ha vissuto a febbraio 2009, quando i principali istituti di ricerca indicavano in 18-19 punti percentuali il gap da Pdl e Lega. Per Crespi Ricerche il Partito di Franceschini era sceso womanlooking 4 Cronaca di un cappotto annunciatoaddirittura al 21,8%, e non erano i soli ad individuare quel trend. Per Ipr Marketing ed Euromedia il Pd era al 22, per Digis srl al 24, per Ipsos al 24,3. Il tutto con l’aggravante di un Di Pietro succhia-consensi segnalato tra l’8 e il 10% (8,6 era la media di allora).

COSA E’ CAMBIATO? - Oggi la situazione per i Democrats sembra migliore. Ma a -15 o a -16 fa comunque un freddo boia. Dal -18,5 di febbraio si è passati al -17,9 di marzo, per poi raggiungere il -17 di aprile e, infine, il -15,6 di questi giorni. La ripresa c’è, ma è fin troppo lenta e decisamente insufficiente ad impensierire l’infinita luna di miele della maggioranza e del governo, che può permettersi di subire le critiche sul decreto sicurezza e sulle vicende legate alla lotta all’immigrazione clandestina senza ricevere contraccolpi in termini numerici. Anche le vicende personali del Cavaliere sembrano averlo semplicemente sfiorato. Per avere un quadro chiaro della situazione basta osservare la rilevazione effettuata ad inizio maggio dall’istituto Demopolis ci2yjtyx3 Cronaca di un cappotto annunciatorca le intenzioni di voto in Sicilia. Secondo il sondaggio, realizzato tra il 2 e il 6 maggio, nell’isola governata da Raffaele Lombardo dell’Mpa il 6 e il 7 giugno il centrodestra composto da Pdl e la lista Autonomia (che oltre all’Mpa include l’Alleanza di Centro di Pionati, La Destra di Storace e il Partito Pensionati) raccoglierebbe il 73,5% dei consensi (17,1 punti in più rispetto alle Politiche di un anno fa).

LUNGA AGONIA – Ma vediamo nel dettaglio i dati nazionali di oggi. Il centrosinistra composto da Pd e Idv raccoglierebbe oggi, stando alla media dei sondaggi di maggio finora pubblicati, il 34% dei voti, 3-4 punti in meno delle Politiche, qualche spicciolo in più rispetto a quanto riuscirono ad incassare solo gli eredi di Ds e Margherita. Il Pd è intorno al 26%, i dipietristi sono all’8. L’unica nota positiva, se può bastare, è che negli ultimi sondaggi, nessuno degli autori (Ipsos, Politicalink, Crespi Ricerche e Digis) dà il partito di Franceschini in calo rispetto alla fine di aprile. Segnalano tutti una lieve ripresa. Il centrodestra berlusconiano dopo quattro mesi è sceso sotto il muro del 50%, ma regge più che bene intorno ai 49 punti e mezzo. Il calo è tutto a discapito del Pdl che perde un punto, scendendo al 39,5%, mentre la Lega si mantiene intorno al 10%, stesso livello di trash trash can 1 Cronaca di un cappotto annunciatoaprile.

GENTE INUTILE – Per quanto riguarda le forze non schierate nei due poli, l’Udc per il terzo mese consecutivo si mantiene fermo al 6% netto e potrebbe essere, con buone probabilità, la quinta ed ultima lista a superare lo sbarramento del 4%. Nessuno tra la lista comunista Prc-Pdci, Sinistra e Libertà e la lista L’Autonomia viene mai segnalata oltre la soglia necessaria per eleggere rappresentanti a Strasburgo. Sia L’Autonomia che la lista Prc-Pdci oscillano tra il 2,7 e il 3,5%, mentre Sinistra e Libertà tra il 2,2 e il 3,1%. Stando alle medie mensili di tutte le rilevazioni pubblicate, da gennaio ad oggi, tutta l’area a sinistra del Partito Democratico e dell’Italia dei Valori, anche prima della nascita delle liste pro-Europee, è stata valutata nell’ordine dei 6 punti percentuali, si è mossa solamente tra il 5,8 e il 6,3%. Si rivela uno dei dati più stabili nel medio periodo. L’Udc, ad esempio, che ha oggi lo stesso peso dell’estrema sinistra, si è mosso tra il 5,3 e il 6,6%. In vista del congresso autunnale ai dirigenti democratici non resta che scegliere quale delle due aree più gli si addice. Ammesso che non vogliano ancora mantenere in vita l’alleanza dipietrista.

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