Un prete

17/05/2009 - LA MESSA. “Fratelli, siamo qui riuniti per celebrare l’anima della nostra sorella Angelina, che ha lasciato la vita terrena per raggiungere la casa del padre. Preghiamo affinché possano essere perdonati quei peccati che pure l’anima mortale ha commesso e il

     
 

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LA MESSA. “Fratelli, siamo qui riuniti per celebrare l’anima della nostra sorella Angelina, che ha lasciato la vita terrena per raggiungere la casa del padre. Preghiamo affinché possano essere perdonati quei peccati che pure l’anima mortale ha commesso e il suo ingresso sospinto dalle nostre preghiere sia più leggero e spedito”Ce l’ho fatta, ho sorriso e non ho pianto. Il momento più difficile è quando si sale sul palco. Quando comincio a parlare tutto va in discesa. Comincio ad ascoltare la mia stessa voce, la potenza delle inflessioni che ammaliano me prima degli altri. prete-3UN BIMBO DI 5 ANNI. La gente mi vede sorridere e crede alla mia serenità. Ma loro non vedono che mentre leggo il vangelo lei si è alzata e mi guarda seria. Fa finta di ascoltarmi perché io sono piccolo e ho messo una agenda rossa a rovescio su un tubo, in equilibrio su sei mattoni a piramide; faccio finta di leggere, di dire messa ed ho 5 anni. Lei mi guarda e quando ho finito ride e mi applaude.E forse solo questo ho ricercato in tutti questi anni sull’altare: la purezza di quel sorriso e il suono dei suoi applausi.

OCCHIALI TROPPO GRANDI. Ma già il vangelo finisce ed è inutile restare solo nei miei pensieri. Il parroco mi fa segno: vuole che parli io, che ancora una volta incanti l’assemblea con le mie parole.

Ma stavolta non ho preparato niente, e niente mi viene alla mente se non il finto leggio e lei che, ancora ridendo, prende il ricamo e due occhiali troppo grandi per cominciare a lavorare.

Chiudo gli occhi per chiedere aiuto alla sua immagine, faccio un ultimo respiro e senza alzare lo sguardo vado al nuovo leggio. Non so che dire ma so che lei mi aiuterà. Alzo lo guardo. Vestiti neri hanno fermato il loro svolazzare aspettando le mie labbra, anche le lacrime si affacciano insicure dagli occhi. Il loro corso dipenderà dalle mie parole. E allora che si inizi lo show.

OMELIA. “Fratelli, generalmente non commento la sacra scrittura quando nella bara c’è una persona cara. E la madre è, per tutti, la persona più cara.

Ma oggi questo parlare mi viene facile perché non devo dire niente di mio. Voglio solo farvi sentire cosa dice questa bara. Perché se fate un po’ attenzione, e lo dico specialmente a quelli anziani come me che sono un po’ sordi, se ascoltate bene, sentirete che questa bara parla. Questa bara ci parla e ci dice che chi vive nella fede in Dio, chi segue l’amore di Gesù, supera tutte le difficoltà fino alla fine, quando ritorna alla casa del padre in piena serenità. Io non so se lei è già in Paradiso oppure deve sostare un attimino nell’anticamera, giusto il tempo che le preparano il posto.

IL PARADISO RICAMATO. Perché lei il Paradiso non se l’è guadagnato, lei se l’è ricamato, punto a punto, in anni di lavoro: l’ha abbellito con punto a croce e smerli, fiorellini e merletti. E ora è lì che la aspetta.
Quando l’andavo a trovare, fino all’altro giorno, fino a ieri, parlavamo sempre di tante cose, di religione o parenti, di storie vecchie della guerra o dei nipotini più piccoli che erano nati. Lei stava sempre a intrecciare gli uncinetti o a passare l’ago. E così ricamavamo i discorsi e il filo, le preghiere e i sentimenti.p8080674old2IL SUO SORRISO. Ma ve lo ricordate il suo sorriso? Ve la ricordate la luce negli occhi quando vi incontrava? Mai arrabbiata, mai scostante, appena vedeva qualcuno sorrideva e dava una parola buona.Ecco dunque a cosa ci invita questa bara. Ad essere lieti perché tutti siamo figli del padre, un padre buono e misericordioso che ci sta preparando la vita eterna. La stessa vita di cui risplende ora mia madre.
Sia lodato Gesù Cristo.”

IL TUBO E’ CADUTO E’ fatta. Chiudo gli occhi e vedo mia madre che ride. Il tubo alla fine è caduto ma io sono rimasto con l’agenda rossa in mano a leggere caratteri che non so. Lei ride e ricama ma quando rialzo gli occhi vedo le lacrime dei miei familiari svanite, i visi sono sereni e tante mani si stringono mentre si scambiano i sorrisi.

Sprofondo nella sedia come se avessi mille anni. Ma sono riuscito a recuperare parole che non avevo, sono riuscito a ritrovare quella fede offuscata dalle mie lacrime.

DORMIRE IN PACE.Stasera potrò dormire in pace. Mia madre incanterà tutte le ombre con il suo sorriso e gli farà segno di non far rumore.

Per non svegliare il suo bambino.


A mia nonna Angelina

     
 

1 Commento

  1. Lucia scrive:

    ” Il parroco mi fa segno: vuole che parli io, che ancora una volta incanti l’assemblea con le mie parole.”

    Ecco la straordinarietà di un parrocco di paese: è un uomo di famiglia, sempre sorridente, conosce ogni viso, ogni sguardo, ogni nome…e ci ha visto crescere!

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