Il piano del governo: vaccini gratis anche per i bambini da uno a 6 anni

05/01/2018 di Redazione

Il Ministero della Salute  e l’istituto Superiore della Sanità stanno valutando per la prossima stagione di offrire gratis i vaccini anti-influenza anche ai bambini da uno a 6 anni, per ridurre il contagio degli adulti e dei nonni. È quanto rivela oggi il quotidiano La Stampa in un articolo a firma di Paolo Russo. L’obiettivo del governo è dunque quello di limitare l’epidemia influenzale, che viene spesso sottovalutata tra i più anziani e che causa oltre 8mila vittime l’anno:

«Il ministero della Salute insieme a noi dell’Istituto superiore di sanità sta valutando se estendere anche ai piccoli il vaccino gratuito», rivela la ricercatrice del Dipartimento di infettivologia dello stesso Iss, Caterina Rizzo. «Se ne parla anche a livello europeo», conferma Gianni Rezza, che dirige il dipartimento. «Bisognerà superare le resistenze di chi dice che il vaccino non serve perché i bambini l’influenza la superano bene da sé», ammette Rezza. Che poi però motiva le ragioni della mossa pro-vaccino. «A parte il fatto che in alcuni casi, quando la febbre è molto alta, anche i piccoli corrono pericoli, ma come già fanno negli Usa immunizzarli significa impedire poi al virus di propagarsi in casa tra genitori e nonni».

Vaccini gratis anti-influenza anche per i bambini da uno a 6 anni, investimento da 30 milioni

Per quanto riguarda il costo dell’operazione, considerando che in Italia i bambini tra uno e 6 anni sono 3 milioni e 300mila, e considerando un prezzo medio del vaccino di 10 euro, la spesa sarebbe di 30 milioni (nell’ipotesi di un’immunizzazione di tutti i piccoli), con un risparmio per lo Stato su costi diretti e indiretti. Secondo le stime, ogni influenzato costa allo Stato mediamente 500 euro e chi viene ricoverato invece anche 1.500 euro al giorno. Oggi il vaccino contro l’influenza è gratis per tutti gli over 65, le donne al secondo e terzo mese di gravidanza, i diabetici, i malati cronici cardiovascolari o delle vie respiratorie, neurolesi, trapiantati e immunodepressi.

(Foto Dpa da archivio Ansa. Credit: FREDRIK VON ERICHSEN /dpa)

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