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Alfano e Pisapia non si candidano. «Ah perché qualcuno li avrebbe votati?»

Prima Pisapia, subito dopo Alfano: due dei possibili alleati di Renzi alle prossime politiche si tirano fuori dalla corsa alle elezioni. L’ex sindaco di Milano ha annunciato la resa dopo una riunione a Roma con i parlamentari di Campo progressista: «Ci abbiamo provato, ma non ci sono le condizioni per andare avanti sulla via dell’unità del centrosinistra. Adesso ognuno farà le sue scelte in ordine sparso».

«PISAPIA NON SI CANDIDA, E STICAZZI», I COMMENTI SU TWITTER

 

L’ultimo riferimento lascia intendere che qualcuno seguirà Renzi, qualcun altro invece la Boldrini, che – stando ai rumors – a breve annuncerà l’adesione al movimento Liberi e Uguali del suo omologo al Senato, Pietro Grasso. Oltre al disfacimento del progetto di Campo progressista, Pisapia ha annunciato anche che non si candiderà (su questo punto l’ex sindaco non era mai stato chiaro) e che forse metterà fine alla sua carriera politica. Una scelta che sui social sembra non sconvolgere nessuno. “E sti cazzi”, commenta un utente con una giff. “Ce ne faremo una ragione”, fa eco un altro. “Non andava oltre l’1% in nessun sondaggio”, è il commento di un altro. E il sarcasmo sul leader di Campo progressista: “Pisapia è di fronte al primo dilemma della giornata: caffè o cappuccino?”.

ALFANO E PISAPIA NON SI CANDIDANO ALLE POLITICHE, L’IRONIA DEI SOCIAL

Una notizia, quella del ritiro di Pisapia, che ha conquistato le home page dei siti di informazione per pochi minuti, perché è stata seguita a stretto giro da un annuncio analogo del ministro degli Esteri Angelino Alfano: “Ho scelto di non candidarmi alle prossime elezioni e non farò nemmeno il ministro”, ha detto il leader di Area popolare a Porta a Porta. “Hanno influito anche gli attacchi ingiusti contro di me”, ha spiegato, riferendosi a chi lo ha accusato di essere troppo attaccato alla poltrona. “Alfano non si ricandiderà alle prossime elezioni – si legge su Twitter – Ah, perché qualcuno l’avrebbe votato?”.

Alfano e Pisapia non si candidano