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Ylenia Bonavera difende il suo ex ragazzo: «Non fu lui a gettarmi la benzina»

Ylenia Bonavera, 22 anni, la giovane che sarebbe stata bruciata viva dall’ex ragazzo Alessio Mantineo, 24 anni, ha difeso il suo ex davanti al Gup. In aula la ragazza ha modificato la versione dei fatti difendendo il giovane, accusato di tentativo di omicidio. Bonavera ha affermato che non è stato Mantineo a gettarle benzina addosso la notte tra il 7 e l’8 gennaio scorsi. Strano, perché quando Ylenia fu soccorsa dalla vicina di casa e altre persone raccontò che fu il ragazzo ad aver provato a bruciarla viva.

Ylenia Bonavera
Una foto di Ylenia Grazia Bonavera prima dell’aggressione. Tratta dal suo profilo Facebook. ANSA

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Il giudice ha disposto una perizia medico legale per ricostruire l’esatta dinamica di quel che è accaduto quella sera. La polizia ha arrestato Alessio Mantineo dopo il racconto di alcuni testimoni e dopo aver visionato un video che lo inquadra, poco prima, intento a comprare benzina con un bottiglione da un distributore automatico. La deposizione di Ylenia è riportata oggi da Alessandra Ziniti su La Repubblica. La ragazza, dopo l’aggressione iniziale subita, ha sempre difeso Mantineo. Atteggiamento questo che ha fatto discutere all’epoca dei fatti e che solleva polemiche anche oggi, dopo la difesa in aula. La ragazza abortì al quinto mese a causa della violenza che ha vissuto sulla sua pelle.

Ylenia, ma lo ami ancora, dopo quello che è successo? «Saranno c… miei». Non ha nessuna voglia di dare spiegazioni alla cronista Ylenia, appena uscita dall’aula di tribunale dove ha difeso a spada tratta quel fidanzato in carcere da dieci mesi con la terribile accusa di aver tentato di ucciderla gettandole addosso della benzina e dandole fuoco.
«Signor giudice, posso salutare Alessio da vicino?». Doveva essere il giorno della costituzione di parte civile, del difficile atto d’accusa contro quel giovane inchiodato da una prova ritenuta schiacciante: le immagini della telecamera di un impianto di carburante che lo immortala mentre riempie una bottiglia di benzina, a conferma delle primissime parole dette dalla ragazza ai soccorritori e alla madre: «È stato Alessio». Ma Ylenia Bonavera, 23 anni, i segni delle ustioni sul corpo e quelli nell’anima dopo l’aborto al quinto mese di quel bimbo che aspettava già al momento dell’aggressione subita, ha altro per la testa.

«Io non sono sbirra», ha ripetuto la ragazza all’avvocata Rosalba Chillè che, mentre la giovane ospite in una comunità di
un’associazione di donne, ne ha assunto la difesa. Ieri Ylenia ha negato tutto. Ha dato il suo aiuto ad Alessio che punta agli
arresti domiciliari (l’obiettivo dei due – spiega Ziniti sulla testata – è quello di andare a vivere sotto lo stesso tetto). La madre della ragazza è disperata. «Ma cos’ha nella testa? Non lo capisce che la prossima volta quello l’ammazza. Io ho lasciato suo padre quando lei era piccolina perché lui mi alzava le mani e ora mia figlia mente per coprire questo qua». Ylenia è uscita dal tribunale sicura: era contenta. Aveva salutato il suo Ale. Dopo esser stata rimproverata dai giudici per essersi avvicinata all’imputato ha detto: «Tranquilli, non lo tocco, gli ho già dato un bacio in fronte e sono contenta così. Ciao Ale…».

(in copertina Mantineo beccato dalle telecamere a circuito chiuso intento a comprare della benzina. Foto  ANSA/ US/ www.poliziadistato.tv)