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La verità sui dipendenti licenziati da Marozzi. Flixbus: «Accuse inaccettabili»

«La Marozzi non chiude, ma si ristruttura – nel rispetto delle normative e circolari vigenti – per meglio competere sul mercato». Con questa nota, pubblicata sulla pagina Facebook ufficiale, l’azienda pugliese di trasporti su gomma smentisce l’ipotesi di chiusura. «Marozzi, insieme ai suoi partner, i servizi di trasporto da offrire alla clientela, raggiungendo altre località dell’Italia non ancora servite». Con il post, l’azienda ha senz’altro tranquillizzato i clienti, ma non ha espresso una sola parola per i suoi lavoratori.

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LICENZIAMENTI MAROZZI, NESSUN ACCENNO NEL POST SU FACEBOOK

Secondo quanto comunicato ai sindacati, infatti, l’azienda dovrebbe avviare le procedure di licenziamento per 85 lavoratori. Insomma, un concetto piuttosto particolare di «ristrutturazione». Secondo le parole dell’amministratore delegato di Sita Sud Giuseppe Vinella, la «colpa» di questo taglio è da attribuire alle nuove piattaforme di trasporto, Flixbus in primis.

LICENZIAMENTI MAROZZI, LA REPLICA DI FLIXBUS ALLE PAROLE DI VINELLA

Il servizio low cost, infatti, sarebbe stato – a causa della sua aggressività sul mercato – una sorta di mannaia per tutte le aziende che effettuano il trasporto stradale e autostradale. «Non possiamo in alcun modo accettare le accuse di Giuseppe Vinella e il suo tentativo di addebitare a FlixBus la causa delle difficoltà delle autolinee Marozzi – comunica Flixbus in un comunicato stampa – difficoltà che evidentemente sono tutte da ricercarsi all’interno della gestione dell’azienda pugliese».

Secondo la piattaforma, inoltre, «è bene precisare che il compenso di ’65 centesimi a chilometro’ di cui parla Vinella e che FlixBus riconoscerebbe ai propri partner è destituito di ogni fondamento: chi lo sostiene mente sapendo di mentire, diffamando il lavoro della nostra azienda».

Un nuovo capitolo della vicenda, insomma, che tra l’altro – in questi giorni – si sta arricchendo di altri elementi di carattere normativo. L’istituzione del tavolo di lavoro definito dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di concerto con quello dello Sviluppo Economico, infatti, è finalizzata a individuare i principi e i criteri per il riordino della disciplina dei servizi automobilistici interregionali di competenza statale. Un tavolo, quindi, che potrebbe comportare una sorta di innovazione del settore e che andrebbe a coinvolgere tutti i players presenti sul mercato. Nel frattempo, assodato che Marozzi effettuerà soltanto alcune modifiche di riassetto societario e non interromperà il servizio, sarebbe opportuno avere qualche indicazione in più sul destino degli 85 dipendenti che, tra qualche mese, rischiano di ritrovarsi senza un lavoro.