|

«Ho salvato Elvis dall’abbattimento, ma ora voglio una legge per tutti» | VIDEO

Il maialino Elvis è salvo: dopo il sopralluogo della Asl e le analisi fatte all’Università, il Comune di Torino farà una deroga al regolamento comunale, che permetterà alla famiglia che lo ospita di tenerlo nell’appartamento di Mirafiori Sud, dove il suino abita da oltre un anno e mezzo, circondato dall’affetto di Simona Eduardo, suo marito, i suoi tre bambini e la loro cagnolina Puma, che – nonostante sia molto più piccola di lui – lo difende come se fosse sua madre.

La famiglia Eduardo è una famiglia come tante, ma la loro storia è finita su tutti i giornali, quando la Asl di Torino, il mese scorso, ha minacciato di sequestrare il loro maialino d’affezione. «Nel cercare di essere in regola – spiega Simona a Giornalettismo – ho fatto domanda di registrare Elvis all’anagrafe degli animali della città e lì mi sono imbattuta nel Regolamento d’Igiene del Comune, che vieta la detenzione di suini». Una legge di metà ‘800, estesa poi a tutto il territorio urbano nel 1926, ma valida tutt’oggi.

LEGGI ANCHE > «SONO ELVIS, VIVO IN UN SALOTTO E NON VOGLIO DIVENTARE UN SALAME»

Per il maialino Elvis sembrava non esserci scampo: doveva essere immediatamente allontanato dalla sua casa e – a causa della scarsa documentazione che aveva – non poteva neanche essere adottato da altri. Senza che nessuno la nominasse, la prospettiva era chiaramente quella della soppressione. «Abbiamo passato 10 giorni – racconta Simona Eduardo – in cui ogni volta che suonava il citofono avevamo paura. Mi hanno raccontato che mia figlia a scuola piangeva, perché temeva di tornare a casa e non ritrovare Elvis».

IL MAIALINO ELVIS È SALVO: DA IERI HA IL MICROCHIP

Da lì, grazie ai social network e a una petizione online che in pochi giorni ha superatole 10.000 firme, è partita una grande mobilitazione per salvare il maialino Elvis. «Prima di tutto però – sottolinea Simona, che lavora all’ospedale Regina Margherita – ci siamo informati su quali erano i rischi, perché non avrei mai accettato di essere veicolo di malattie o di altri problemi. Quando ho capito che le patologie a cui si riferisce la legge sono del 1.800 e sono ormai superate, ho detto: “Eh no, Elvis da qua non se ne va”».

E così sarà, il maialino Elvis è salvo: la Asl ha fatto gli accertamenti sullo stato dell’animale e su quello dell’appartamento e del condominio in cui vive e – dal momento che non ha riscontrato rischi sanitari per nessuno – ieri gli ha rilasciato il microchip. Ora bisognerà attendere ancora qualche giorno per l’ufficialità della deroga al Regolamento d’Igiene della città, promessa dall’amministrazione.

IL MAIALINO ELVIS È SALVO, MA CONTINUA LA BATTAGLIA PER INCLUDERE I SUINI TRA GLI ANIMALI D’AFFEZIONE

Il maialino Elvis è salvo, ma la battaglia di Simona non finisce qui: «Noi abbiamo vinto, però restano da mettere a posto tantissimi altri maialini che vivono nei rifugi e nei santuari per animali, obbligati a registrarsi come allevamenti, perché in Italia i suini non rientrano nella categoria degli animali d’affezione. La legge va cambiata!».

Una battaglia, quella per la modifica della normativa sugli animali da compagnia, di cui il maialino Elvis e Simona Eduardo sono diventati il simbolo quasi per caso. «Così come siamo diventati animalisti per caso», ci racconta Simona. «Prima andavamo allo zoo, al circo, all’acquario e mangiavamo di tutto, anche il maiale. È stato Elvis a farci cambiare: lui ha sviluppato in noi quell’empatia che ci unisce a tutti gli esseri viventi e così, poche settimane dopo che è arrivato, abbiamo scelto di non mangiare più animali e derivati. E al posto che allo zoo, ora andiamo alle fattorie e ai santuari per animali».