La Lazio ha vinto la Coppitalia sulla Samp solo ai rigori. Nessuno si decideva

14/05/2009 - E difatti. Paperino Cassano a sinistra prende il pallone, si libera, crossa per Stankevicius che arriva da destra, Gastone Pazzini devia di genio. Pareggio, 1-1. Ora giocherà meglio la Samp. Appunto. La Lazio sta bassa coi centrali: non appoggiano e

     
 

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E difatti. Paperino Cassano a sinistra prende il pallone, si libera, crossa per Stankevicius che arriva da destra, Gastone Pazzini devia di genio. Pareggio, 1-1. Ora giocherà meglio la Samp. Appunto. La Lazio sta bassa coi centrali: non appoggiano e tengono la muraglia doriana a centrocampo. Cassano stabilmente a sinistra, felice e fischiato come un discolo. Stankevicius a mio avviso il migliore in campo che sulla destra ex regno laziale fa di tutto, compreso chiudere la diagonale difensiva da ultimo uomo. Buona Samp, un signor allenatore, specie quando fa quel che avrei fatto io. Delio Rossi risponde a par suo. La Lazio ovvia l’inferiorità in mezzo al campo alzando la difesa più in alto si può e, abolito così il poker doriano, obbligando ai traversoni da dietro. Quarantatre di gioco, Ugo dalla disperazione in sfondamento dei romani alla Obelix, Cassano Asterix la punizione la serve centrale e potente, Muslera col labbro tumido e mollo, che sembra sempre che pianga per un brutto sogno da sveglio, in corner. Termina il primo tempo, Napolitano esce col fazzoletto bianco. Pensava avrebbe cantato Pavarotti. Secondo la moviola, c’era un rigore su Pazzini. Secondo tempo, nessun cambio. Quarantasette secondi dal riavvio, uno contro uno con Cassano che brucia alla sua sinistra Lichtsivabbè e mette al centro una pallaccia pulita la quale attraversa tutto il red carpet, la passerella avanti la porta prima che Kolarov insensibile spazzi via i suoi sogni di visibilità. Al 4° Foggia invoca il fallo dopo una involata e al 7° ancora lui per Zarate al centro. Chiuso. Varchi bloccati, la Lazio prova a far affondare i centrali di difesa coi blocchi dei centrali di centrocampo, prima Rozenhal e poi Siviglia. Bagni all’11° della ripresa si annoia così tanto che fa un pippone sul gentilomismo “come in altre nazioni”. Puah. Meno male che il rugby è andato a puttane. Ci vuole sempre una donna, non c’è niente da fare. Quando va via Zarate è spettacolo. Davvero. Quest’uomo lo ucciderei ma è bravo ma lo ucciderei uguale: questo è lo spirito del calcio, altro che i pic nic o a letto col nemico, il calcio è come un tradimento, negare negare sempre e la passione, perciò non muore mai. Non bisogna stuprarlo (ops). Foggia al 14° sparecchia con un tamburello al volo il beach volley che si stava consumando in attesa dei rigori da una parte all’altra. Ci si diverte anche coi falli tattici. Quindici, ennesimo fallo su Zarate, Accardi giallo per non averlo fatto FINALE COPPA ITALIA 2009girare, fatto bene sennò andava per sempre. La Lazio preme la Samp dietro ma la manovra è arida e io sto qui a sorseggiare Coca Cola. Ventesimo, grande apertura di Cassano da sinistra a incrociare il vecchio compare Stankevicius a destra. Poi per reazione Zarate ne supera a grappoli facendosi giustamente abbattere. Il duello tra Bari Vecchia ed il cammello a rate secondo me è alla pari. Beppe Signori dice sul giornale di Roma che Zarate è più forte di Cassano, sul giornale di Genova chissà. Cassano gioca di prima, essenziale, maturo. Zarate, ridondante. Spaccone. Dribbla quasi a pagamento per esibizione (potrebbe, sapete). Sembra lo Spaccone con Cruise Zarate e Paul Newman Cassano, vecchio gaglioffo redento. Uno in cerca di tutti i nuovi soldi che stamperanno per lui, l’altro che aspetta solo di tornar dai panzerotti. Venticinquesimo, Brocchi a sx, Foggia a dx. Ledesma gioca da difensore aggiunto in fase di ripartenza doriana. Ventisettesimo, Rocchi, esce Pandev, per tagliar sui lanci visto che Foggia è finito e Zarate dovrebbe. Lascia lo stadio Mancini, Roberto Mancini, non lo amano né i laziali né i doriani. La Samp, tutta timidi tiri pretenziosi da Bari Vecchia e mischie furibonde del curvaiolo Campagnaro. Trentacinque, Foggia esce, Del Nero entra e va a sx, Brocchi ritorna a dx (tanto è uguale). Accardi graziato ? E’ una domanda di Cerqueti che cade nell’oblio. Il potente Varriale non la degna di un bofonchio. Doria, squadra di mare, di boh, con l’asse a sinistra, inutile scendere a destra, a metà fiato direbbe Claude Raniers metà campo. Trentottesimo, prove generali di fregatura, Brocchi recupera, Ledesma lancia Rocchi, svanisce nel nulla. Poi un cross basso di Lichtvelodicodomani rifà il red carpet pure dall’altra porta. Note di colore. Ogni volta la tocca Dabò, il pubblico fa òòòh (dovrebbe). Con la tremarella che fa venire, non è un giocatore per un paese di vecchi sicuramente. Quaranta, cinque alla fine, gran controllo di Brocchi, gran controllo di Zarate, Ledesma(che ora che non si gioca più s’inserisce, che lenze questi argentini), alto. Tre alla fine, entra Del Vecchio (va a destra) per Franceschini la cui posizione è rilevata da Sammarco. Quarantaquattresimo, Brocchi servito da Dabò, trema, tiro in corsa, folle idea. Quarantacinque, esce Sammarco, dentro Dessena. Supplementari. Partita nata per essere un pari, come tutte le Samp-Lazio che io ricordi. Gente di mare, gente di boh. Si vivacchia. La Samp continua a non salire, a non accompagnare. La Lazio prova coi tiracci dalla distanza, coi film alla Luciano Emmer, le pellicole della domenica. Dabò, l’unico volontario alla figura di merda. Allora Cassano che è buono come tutti gli ex poveri gli fa compagnia lambendo di collo la traversa una buona ripartenza di Dessena. Sesto supplementari, esce Lucchini, entra Gastaldello. Kolarov ci prova di sinistro a giro su punizione, ancora è la traversa a non volersi abbassare. Ottavo, Del Vecchio, giallo, scivolata senza fallo su Zarate. Giallo tecnico alla intera Samp, come nel basket, in pratica. Alla carriera. Profonditààà, questo nome irraggiungibileee. Cassano stabile a sx peggio del suo angolo di strada a Beri asseconda il taglio di Dessena, il fresco, è il 10°, Muslera c’è. Dodicesimo, esce Brocchi che ringrazia i tifosi (anche loro dicono grazie), dentro De Silvestri. Stanchezza, errori e falli di Rozenhal e Campagnaro. Minuto 15, Kolarov abbatte Dessena al limite, niente. Secondo supplementare, Napolitano nell’intervallo è scomparso, panico, la Coppa non verrà assegnata, ci pensa Varriale tra le autorità a rimetterlo a posto. Primi passi del 2° t.s, li fa Cassano che a destra va via pulito e signore a Ledesma e dal fondo scodella al centro. Pazzini è anticipato. Terzo del 2° t.s, ammonito Palombo, sempre su chi ? ma è ovvio, Zarate. Alla Samp conveniva avvelenarlo e mandare in galera Marotta. Quarto, Gastaldello, giallo su Del Nero in slalom travolgente. Sesto, Kolarov tra gli scongiuri dai 30 mt su calcio piazzato, batti ribatti, nulla. Al settimo Campagnaro si trasforma definitivamente in Hans Peter Briegel e sfonda in avanti i piedi di Ledesma. Nono, Zarate recupera ammirevole retrocedendo su Palombo, sul suo cross conseguente Lichtsteiner reclama un rigore svegliando tutti. Napolitano non pervenuto. La Samp chiude all’attacco, la Lazio chiude all’attacco. Ma la Samp ha più fondo. Lo sa anche il suo allenatore. Ah, come allena Mazzarri (come è sveglio, fa una cosa mai vista prima, manda all’attacco sul pari negli ultimi minuti di un supplementare). Fine, i temi del match si presentano in sunto: giallo a Campagnaro su Kolarov, tiraccia Dabò.
FINALE COPPA ITALIA 2009Rigori sotto la Sud per ordine pubblico. Così daranno la colpa a Rosella Sensi. Pronostico ? Samp. Castellazzi è un armadio, Zarate è affranto, Muslera un pulcino. Sbaglia Cassano, poi Rocchi. Ad oltranza, sbaglia Hugo, Dabò nò. Noi della Juve abbiam perso coi detentori. Strette di mano. Senza nobili sorrisi e stupri di gruppo nello spogliatoio ma da uomini al mondo, a denti stretti e da sconfitti alla guerra. Abete prima di Napolitano, Petrucci non lo riconosce nessuno. Napolitano aspetta di fare il discorso, ma Rocchi se ne frega e alza la Coppa. Paradiso o Inferno ? Non a caso s’è andato a oltranza. Nessuno si decideva.
Varriale dice che può bastare. Rossi è in Paradiso, non ci crede, è romano. E allora per non ridere fa la cosa sola. E piagne.

     
 

2 Commenti

  1. EssEmme scrive:

    Mi sorprendo a rivivere la partita con il racconto di Vincenzone. Mi sorprendo a rivederla tutta, come un film. E riconosco l’arte di dare vita e cuore a una cronaca postuma. Bravo, e grazie, Ricchiù.

    E te lo dice uno che ieri sera ci ha messo il cuore, non la testa.

  2. Rado il Figo scrive:

    Lo strofinamento iniziato lunedì per augurio dell’autore del pezzo non è bastato…

    Noto poi con “piacere” che i telecronisti RAI, nonostante dalla Super Coppa sia passata una stagione, ancora credono che la porta dei rigori sia decisa dal sorteggio. Certo sfogliare ogni tanto il regolamento pare brutto… così come rileggersi l’albo d’oro di squadre e mister (per tutta la serata hanno ripetuto alla nausea che Mazzarri non ha ancora vinto niente a parte le promozioni…bah!)

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