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Formigli sulle critiche per l’invito a Casapound: «Intervisterei pure al-Baghdadi» | VIDEO

«Saluto Simone Di Stefano che è leader di Casapound, il cui invito mi sta costando critiche e polemiche a non finire. Ma non ce ne frega molto perché siamo sicuri di fare informazione così». Ha risposto così ieri Corrado Formigli nel corso della sua trasmissione Piazzapulita a chi lo accusa di aver dato visibilità ai movimenti di estrema destra. Il giornalista è stato bersagliato per aver partecipato ad un incontro con il leader di Casapuond Di Stefano il mese scorso e poi per le ospitate nel programma.

FORMIGLI RISPONDE ALLE CRITICHE: «OSPITEREI ANCHE IL LEADER DELL’ISIS AL-BAGHDADI»

«Dico una cosa che secondo me è importante e ribadisco – sono state le sue parole in diretta su La7 – abbiamo partecipato ad un incontro a Casapound con Simone Di Stefano. Io difendo quella scelta. Chiaramente il caso di Spada ha messo anche me in una posizione di grande dubbio. Ma non per la posizione di Spada, ma per la posizione di Casapound rispetto a quello che è successo. Io penso che nel momento in cui tu riesci a portare una forza politica estrema dentro le regole della democrazia hai fatto una cosa positiva. È il confronto sulle idee. Io penso che sia sbagliato considerare un reato fare il saluto romano. Penso che sia più giusto dire confrontiamoci sulle idee, io cercherò di battere le idee di Casapound: ‘Cercherò di farti capire che sbagli, ti segnalerò che difendere Mussolini è difendere anche le leggi razziali’».

 

 

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Formigli ha espresso la posizione sua e della sua redazione anche in un video: «Noi non facciamo politica, non ci facciamo intrappolare da vizi o battaglie ideologiche perché siamo giornalisti. E invitiamo coloro che in questo momento sono una notizia. Sapere cosa pensa Casapound è una notizia e noi ci occupiamo di fatti. Continueremo ad occuparci della realtà. A tutti i criticoni, che la sanno solo loro stando alla tastiera e forse dovrebbero andare in giro a sporcarsi un po’ di più le scarpe, dico: giudicateci dalle nostre inchieste e alle domande che farò al leader di Casapound. E a quelli che dicono ‘Così si legittimano i fascisti’ dico: non sta a noi dare le patenti di legittimazione. La vorreste ascoltare voi un’intervista ad al-Baghdadi? Io lo intervisterei subito, lo ospiterei e gli farei domande. Ma non per questo legittimerei l’Isis e non per questo mancherei di rispetto alle vittime dell’Isis».

(Un’immagine di Formigli a Piazzapulita da video di La7)