don Lorenzo Guidotti
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Il parroco di Bologna su Facebook: «Ti ubriachi da far schifo e ti allontani con un magrebino? Nessuna pietà»

C’è questo e molto altro ancora nel commento che don Lorenzo Guidotti, parroco di San Domenico Savio, nel quartiere San Donato di Bologna, ha diffuso su Facebook a proposito di una ragazzina di 17 anni che aveva denunciato un tentativo di stupro durante lo scorso fine settimana.

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DON LORENZO GUIDOTTI, ECCO IL POST SU FACEBOOK

Il sacerdote, già noto per le sue prese di posizioni estreme sui social network ha scritto: «Tesoro mi dispiace ma 1) frequenti piazza Verdi (che è diventato il buco del cu*o di Bologna, e a tal proposito Merola sempre sia lodato!) 2) Ti ubriachi da far schifo! Ma perché? 3) E dopo la cavolata di ubriacarti con chi ti allontani? Con un magrebino? Notoriamente, soprattutto in piazza Verdi, veri gentleman, tutti liberi professionisti, insegnanti, gente di cultura, per bene. Adesso capisci che oltre agli alcolici ti eri già bevuta tutta la tirata ideologica sull’accogliamoli tutti?».

Una presa di posizione davvero inaccettabile, che è stata subito evidenziata da Radio Città del Capo (che ha riportato per primo la notizia). Il fatto di cronaca a cui don Lorenzo Guidotti si riferisce riguarda una diciassettenne che avrebbe denunciato ai carabinieri un presunto stupro ai suoi danni commesso da un uomo di origini magrebine: la ragazza – che aveva bevuto molto – si sarebbe risvegliata l’indomani seminuda e senza borsa, nei pressi della stazione di Bologna.

«Tesoro a questo punto svegliarti semi-nuda è il minimo che ti possa accadere – ha rincarato la dose il parroco -, mi dispiace ma, se nuoti nella vasca dei pirana non puoi lamentarti se quando esci ti manca un arto, cioè a me sembra di sognare! Ma dovrei provare pietà? No!».

DON LORENZO GUIDOTTI, IL TENTATIVO DI CHIARIRE IL SUO PENSIERO

Don Lorenzo Guidotti, con un altro post su Facebook, ha poi cercato di spiegare le sue parole: «E così ho avuto anche io il mio quarto d’ora di notorietà (ne avrei fatto anche a meno perché non la cerco). Sapevo benissimo di usare parole forti…Il mio non è un attacco alla ragazza, ci mancherebbe, ma un tentativo di far pensare gli altri ragazzi e i loro genitori… e, magari, anche chi amministra la cosa pubblica. Chissà forse proprio grazie alle parole forti e a questo articolo, il messaggio arriva a chi altrimenti non avrei mai raggiunto». Ma il danno, ormai, era fatto e la polemica, ora, è inevitabile.

(FOTO da Radio Città del Capo)