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A Rovigo in arrivo allevamenti intensivi da oltre 2 milioni di polli. Cittadini sul piede di guerra

Una protesta contro allevamenti intensivi da milioni di polli per evitare i rischi di inquinamento e difendere la vocazione agricola e turistica del proprio territorio. È quella che sono pronti ad organizzare i cittadini di Polesine Camerini, una piccola frazione del Comune di Porto Tolle (Rovigo), dove una società con sede in provincia di Forlì ha intenzione di costruire alcuni insediamenti per l’attività avicola con decine di capannoni.

Si tratta della società Agricola Agraria Erica di Roncofreddo, che alla Provincia di Rovigo (vedi i progetti in itinere) ha presentato negli ultimi mesi quattro domande per la Via, la Valutazione di impatto ambientale, per la realizzazione di allevamenti agricoli intensivi. Nessun atto finale è stato ancora emesso (finora solo atti intermedi), ma la conclusione delle procedure, finirebbe per spianare la strada ai nuovi insediamenti. Come ci hanno spiegato dalla Provincia, due dei 4 allevamenti (Camerini 1 e Camerini 3) hanno già ottenuto il via libera in sede di conferenza dei servizi, dove il Comune può esprimersi per porre dei rilievi, mentre per altri due (Camerini 2 e Camerini 4) l’istruttoria tecnica è ancora lontana e più aleatoria. L’attività produttiva progettata è rilevante. Camerini 1 prevede 8 capannoni  per un numero di 768mila polli e 324 faraone a ciclo. Camerini 2 invece 8 capannoni per 887mila polli e 736mila faraone. Camerini 3 prevede 7 capannoni per 674mila capi.  Camerini 4 infine 4 capannoni per 331mila polli e 288mila faraone.

 

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ALLEVAMENTI INTENSIVI, PROTESTE A PORTO TOLLE

Gino Pizzoli, uno dei residenti che si è mobilitato per la raccolta firme, spiega che a Polesine Camerini si sta valutando anche la formazione di un vero e proprio comitato, soprattutto dopo un incontro pubblico di pochi giorni fa con sindaco e imprenditore dal quale non è arrivata nessuna garanzia per lo stop del progetto. «Questi allevamenti – dice – creeranno solo un danno. Non ci sono benefici per la popolazione. Un capannone da 800mila polli ha solo due impiegati. Quindi lavoro non arriva. Viviamo in un territorio mediamente due metri sotto il livello del mare, abbiamo paura dell’inquinamento delle falde. E ci troviamo in una zona, il Delta del Po, con eccellenze turistiche e in agricoltura. Dovremmo puntare su quelle». Lo sfogo è rivolto soprattutto a imprenditore e amministratori: «Non ci hanno indicato nessun vantaggio, hanno fatto tutto in sordina. Se ci fossero dei vantaggi andrebbero in giro a vantarsi ‘Guardate cosa vi portiamo…’». «Questa società ha fatto allevamenti in altri comuni. Siamo andati a parlare con i cittadini che vivono vicino agli impianti. Sono imbufaliti. Lei si immagini mosche, odori…».

Alla mobilitazione si sono uniti anche residenti di altre frazioni di Porto Tolle, convinti che serva la massima adesione per far emergere il dissenso. Il sindaco, Claudio Bellan, da parte sua, non ha una risposta netta: se da una parte dice di essere intenzionato a rispettare la volontà dei suoi concittadini, dall’altra lamenta di non avere strumenti sufficienti per fermare l’iter burocratico. «Ribadisco quello che ho detto in assemblea – afferma al telefono -: la procedura è in mano alla Provincia. L’amministrazione ha solo la competenza della viabilità, che ha già posto come tema di verifica». «Ma – aggiunge – l’amministrazione comunale sta con i cittadini. Si deciderà insieme alla popolazione. Non posso imporre un allevamento contro il loro volere. Non sarebbe corretto».

Entrando nel dettaglio della vicenda il sindaco spiega che il nodo riguarda la Via. Se la valutazione arriva con prescrizioni sulla viabilità il primo cittadino non può comunque opporsi, e deve limitarsi a verificare che l’imprenditore ottemperi alle prescrizioni: «Questo è l’equivoco. Se il proprietario interviene nella viabilità, sulle prescrizioni che io vado a fargli, se lui ottempera alle prescrizioni che gli faccio io, non ho strumenti per fermarlo». La questione «arriva sul mio tavolo e devo fare in modo che questa cosa venga ottemperata». «A luglio abbiamo posto la questione in Commissione Ambiente. Sarebbe già passata (la pratica, nda) invece si è fermata sulla nostra osservazione sulla viabilità precaria. E che quindi servono degli interventi. La Provincia ha rinviato ad un’altra commissione».

Cosa accadrà dunque d’ora in poi? «Mi metto nelle mani dell’imprenditore: creare un allevamento in un ambiente ostile credo non gli convenga. Avrà sicuramente problemi in continuazione», dice Bellan. Che evita parlare di eventuali danni ambientali: «Per una parte di questi allevamenti secondo me la compatibilità esiste, per uno o due, è una zona storicamente di allevamenti di polli. Non è una novità. Sono allevamenti moderni, fatti in maniera diversa». Dovrà continuare a ripeterlo ai residenti. Domani riceverà una prima tranche della petizione con circa 750 firme di cittadini contrari. Il braccio di ferro continua.

(Immagine di copertin di un allevamento intensivo di polli in Italia da ESSERE ANIMALI)