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Giorgio Tremante è morto. Il ricordo commosso di Giulia Innocenzi

Appena ho saputo della notizia gli occhi mi si sono riempiti di lacrime. Il ricordo dell’uomo combattivo che nella vita ha vissuto delle tragedie enormi è vivido. Giorgio Tremante è morto. L’ho conosciuto a settembre, quando sono andata a trovarlo a casa sua per un progetto su cui sto lavorando sulla nuova legge sui dieci vaccini obbligatori. Mi ha mostrato la targa che il comune di Verona ha dedicato ai suoi due figli “deceduti in seguito a vaccinazione obbligatoria”. “Non mi riprendere con la carrozzella, non mi piace che mi vedano così”, mi ha detto. Aveva difficoltà a camminare, e si era fatto accompagnare sotto braccio da suo figlio Luca. Un combattente che non vuole mostrare gli anni che passano e che lasciano i segni, soprattutto se vissuti con il carico di sofferenza della vita di Giorgio.

GIORGIO TREMANTE E IL FIGLIO ALBERTO

Ho conosciuto suo figlio Alberto, 41 anni, disabile dopo l’iniezione del vaccino Sabin contro la poliomielite, lo stesso in seguito al quale erano morti i suoi fratelli. E che ora è stato sostituito con un vaccino più sicuro. Giorgio ha passato la sua vita a curare Alberto e a combattere per ottenere giustizia per i suoi figli deceduti. Aveva costruito una specie di sala di rianimazione per poter accudire il figlio Alberto a casa: aspiratore, umidificatore e respiratore automatico. Assistenza domiciliare 24 ore su 24. Sulle pareti le fotografie che ricordano i passaggi della vita del figlio disabile: da papa Giovanni Paolo II all’ottenimento del diploma. “Hai visto quella di Alberto sulla moto? L’abbiamo messo su apposta, non è che sia mai andato in moto”.

GIORGIO TREMANTE A SAMARCANDA SUI VACCINI

Nel suo studio mi ha mostrato una fotografia di quando fu ospite della trasmissione Samarcanda. “Michele Santoro fu bravo”, mi ha detto. “Il ministro della Salute mi attaccò e lui prese le mie difese. E fu uno dei primi a farmi parlare in tv”. A quasi trent’anni di distanza mi ritrovavo io a porgergli il microfono e a fargli raccontare la sua tragedia. E la sua battaglia: “come fa la Lorenzin, che attraverso il suo ministero eroga oltre 600 indennizzi, a negare l’esistenza dei danneggiati da vaccino?”. Quando i danni hanno segnato la tua vita, frasi del genere ti fanno male. E nel corso degli anni si era lasciato andare a dichiarazioni che spesso avevano sollevato molte polemiche. Giorgio, non hai fatto in tempo a vedere in onda una delle ultime interviste che hai rilasciato. Spero che ti renderà giustizia. A te, alla famiglia che hai lasciato e ad Alberto, che ha avuto la fortuna di avere un papà che gli ha dedicato la vita. Giulia Innocenzi