lettera malato terminale
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«Tra poco partirò per la mia tanto sognata ‘vacanza’». Così scrisse prima di morire in Svizzera, ma Cappato rischia 12 anni di carcere

Una battaglia portata avanti per far sì che l’eutanasia diventi legale anche in Italia, il rischio di trascorrere in carcere 12 anni della sua vita. Marco Cappato, il politico radicale che ha accompagnato Dj Fabo a morire in Svizzera e che si è autodenunciato al ritorno in Italia, ha pubblicato un libro – dal titolo «Credere, (dis)obbedire, combattere – Come liberarci dalle proibizioni migliorando la nostra vita» – in cui racconta questa e altre battaglie sull’eutanasia e non solo.

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LETTERA MALATO TERMINALE, LE PAROLE PRIMA DELL’ULTIMO VIAGGIO IN SVIZZERA

In modo particolare, ci ha colpito una lettera – ancora inedita – scritta da un malato di sclerosi multipla che ha deciso di intraprendere il suo ultimo viaggio verso la Svizzera, dove è deceduto il 13 aprile 2017. In seguito a questa azione, Marco Cappato è stato iscritto nel registro degli indagati, insieme a Mina Welby, e ora rischia 12 anni di carcere. Vi proponiamo il documento in anteprima:

Mi chiamo Davide Trentini, ho cinquantadue anni, sono malato di sclerosi multipla dal 1993, per i pri- mi anni in forma più tollerabile, poi, la «stronza» si è trasformata nella forma «più stronza»: la secondaria progressiva. Negli anni, le ho provate veramente tutte: dall’interferone, prima quello settimanale, poi quello che mi autoiniettavo (allora le mani funzionavano!) ogni due giorni, poi è cominciato l’orribile periodo della chemio!!! Insomma, le ho provate proprio tutte. Ora da 1 metro e 92 che ero sono diventato uno sgorbio con le gambe lunghe, gobbo fino quasi in terra, ma SOPRATTUTTO dolori lancinanti e veramente insopportabili h24. Ormai passo tutti i giorni, ma proprio tutti, o in bagno sul water, o sul letto in qualche maniera, con la pasticca all’oppio per cercare di calmare i dolori.

Non ce la faccio proprio più, senza nessuna prospettiva, ogni giorno sto sicuramente peggio del giorno prima, e dopo una lunghissima riflessione ho deciso di andare in Svizzera per il suicidio assistito, devo ringraziare enormemente la Associazione Luca Coscioni, che ha fatto una raccolta fondi per aiutarmi nella spesa, e soprattutto Marco Cappato, sempre pronto ad aiutarmi anche dal punto di vista umano.

Spero tanto che l’Italia diventi un Paese più civile, facendo finalmente una legge che permetta di porre fine a sofferenze enormi, senza fine, senza rimedio, a casa propria, vicino ai propri cari, senza dover andare all’estero, con tutte le difficoltà del caso, senza spese eccessive. Spero anche che in Italia si arrivi presto alla legalizzazione, o almeno all’uso terapeutico della marijuana. Io sono, abitando in Toscana, tra i pochi in Italia a ricevere puntualmente le mie cartine di marijuana tramite l’Asl, con ricetta del medico, e conosco molto bene i suoi benefici, per fortuna sono quasi vent’anni che conosco molto bene le grandi «doti» della Maria.

Tra poco partirò per la mia tanto sognata «vacanza»!!! Evviva. Salute per tutti e soprattutto tanta ma tanta serenità per tutti.