bracconieri fermati a Orio al Serio
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Bracconieri fermati a Orio al Serio: dalla Romania con 3.000 uccellini morti in valigia

Rientravano con un volo low cost da Bacau gli otto bracconieri fermati a Orio al Serio: erano andati a caccia in Romania, dove i controlli sulla caccia sono probabilmente meno stringenti che in Italia, o almeno così deve aver pensato il gruppo di amici, in parte veneti e in parte bresciani. I fucili non li hanno nascosti, perché sull’aereo si sono imbarcati con regolare licenza di caccia. Dentro alle enormi valigie, però, avevano stipato anche delle borse termiche, per contenere gli uccellini uccisi. Le forze dell’ordine che li hanno perquisiti nello scalo ne hanno contati quasi 3.000, 1.100 dei quali erano esemplari di specie protette: pispole, voltolini, tottovilli, lucherini, ballerine, fanelli, cardellini e strillozzi.

BRACCONIERI FERMATI A ORIO AL SERIO: IN VALIGIA OLTRE 1.000 ESEMPLARI DI SPECIE PROTETTE

 

Non è un caso quello dei bracconieri fermati a Orio al Serio: l’operazione di Guardia di Finanza, Agenzia delle Dogane e carabinieri forestali di Brescia era stata ben studiata. Le indagini erano partite nel bresciano: i carabinieri della Forestale, impegnati nell'”Operazione Pettirosso”, a tutela della specie migratoria proveniente dal centro e dal nord europa, di cui è vietata la caccia, hanno avuto informazioni sulla spedizione rumena degli otto amici appassionati di arte venatoria, come riferisce BergamoNews. Hanno svolto indagini mirate, andando quindi sul sicuro ieri quando li hanno accolti al rientro da Bacau.

BRACCONIERI FERMATI A ORIO AL SERIO, DOPO IL VIAGGIO IN ROMANIA A CACCIA DI SPECIE PROTETTE

I bracconieri fermati a Orio al Serio sono stati denunciati in Procura: ora rischiano la sospensione per attività di bracconaggio sul territorio europeo. In questo periodo la stagione di caccia è aperta anche nei Paesi dell’europa dell’Est e viaggi di questo genere non sono affatto infrequenti. Per questo i controlli doganali a contrasto della detenzione illegale di specie protette sono stati intensificati. Il commercio illegale di flora e fauna in via d’estinzione è uno dei mercato nero purtroppo molto florido, soprattutto in Italia.

Foto copertina: archivio ANSA/PAONE