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Di cosa è morta davvero la tigre Kashmir dello zoo di Napoli?

Era vecchia, malata da tempo e assistita dai veterinari. Gli stenti subiti nel passato non c'entrano

La tigre Kashmir dello zoo di Napoli è morta a 19 anni, uno in meno dell’età media delle tigri vissute in cattività. L’esemplare maschio era malato da tempo ed era ricoverato in uno spazio della struttura non accessibile al pubblico, proprio a causa dei suoi problemi di salute. A stroncarla è stata un’insufficienza renale, accompagnata da una grave artrosi, che la costringeva a stare accovacciata tutto il giorno.

La notizia della sua morte è stata data dal consigliere regionale dei Verdi regionale Francesco Emilio Borrelli e dalla responsabile cittadina dei diritti degli animali Patrizia Cipullo. I due hanno spiegato che l’animale «era seguito dallo staff veterinario dello zoo, ma, nonostante le cure ricevute, è morto per le conseguenze di un’insufficienza renale». Nella nota, però, ricordano che la tigre Kashmir «era uno degli animali che stavano da più tempo nello zoo di Napoli e che aveva vissuto i giorni difficili successivi al fallimento della società che gestiva la struttura, giorni in cui i Verdi si organizzarono per portare cibo agli animali rimasti addirittura senza i pasti».

LA TIGRE KASHMIR NON È MORTA DI STENTI

È nato da qui l’equivoco sulle cause della morte della tigre Kashmir: dai titoli di alcuni giornali sembrava che a ucciderlo fossero stati la fame e gli spazi ristretti. In realtà lo zoo di Napoli, dopo gli scandali del passato, ha cambiato gestione: «Delle tre tigri costrette a vivere per anni in gabbie piccolissime e inadeguate, una vera e propria vergogna, ora, è rimasta solo Khira che gode di buona salute e condivide con gli altri felini lo spazio certamente più adeguato messogli a disposizione negli ultimi mesi, grazie all’impegno dei nuovi gestori dello zoo», concludevano infatti Borrelli e Cipullo.

ZOO DI NAPOLI, GLI SCANDALI DEL PASSATO, QUANDO GLI ANIMALI MORIVANO DI FAME

Lo zoo di Napoli ha vissuto un passato piuttosto turbolento: aperto negli anni ’40, dagli anni ’80 la struttura entra in una fase di lento decadimento. Nei primi anni 2000 la società di gestione ha troppi debiti accumulati, così l’area viene abbandonata al degrado. Nel 2003 lo zoo chiude i battenti e gli animali ospitati cominciano a morire di stenti. Dopo la riapertura, nel 2011 di nuovo un periodo di abbandono, in cui manca cibo per inquilini dello zoo. Alla fine la struttura viene rilevata nel 2013 e trasformata nell’attuale Bioparco: le aree abbandonate sono state riqualificate e gli animali hanno a disposizione spazi più ampi, cibo e l’assistenza dei veterinari. Non è mancata neanche alla tigre Kashmir, ma purtroppo l’animale – che era sopravvissuto alla fame e alle «gabbie della vergogna» – è morto, per insufficienza renale e artrosi.

Foto copertina: l’immagine della tigre Kashmir condivisa su Facebook da Francesco Emilio Borrelli